Di recente ho visto Nocturnal Animals, film del regista Tom Ford. La protagonista, impersonata da Amy Adams, è una donna affetta da un disturbo del sonno, comunemente definito come “insonnia” – ossia l’incapacità di prendere sonno e di mantenerlo per una durata di tempo sufficiente al corpo per riposarsi. Il personaggio di Amy Adams è definito un “animale notturno per questa sua caratteristica, e il film ruota attorno a quello che succede nelle ore di mancato sonno della protagonista. 

Film e narrativa sul tema del sonno e relativi disturbi non mancano, come anche le rubriche dedicate alle storie di chi fa le ore piccole ogni notte e prova a gestire la cosa. Nella redazione di Soft Revolution, c’è anche chi ha già raccontato la propria esperienza con l’insonnia.

Ma cos’è invece il cosiddetto sonno”normale”? Il sonno è definito da dizionario come una

Cessazione temporanea, spontanea e periodica di ogni attività psichica superiore, caratterizzata dalla perdita della conoscenza del mondo esterno, dall’abolizione più o meno completa delle funzioni dei centri nervosi e dal rallentamento delle funzioni della vita organica.

Il sonno ha due momenti essenziali, il REM (rapid eye movement) e il NREM (non-rapid eye movement). Il REM è caratterizzato da un’attività dell’encefalogramma a frequenze miste, movimenti degli occhi e atonia muscolare, mentre il NREM comporta un encefalogramma a riposo combinato con un potenziale movimento muscolare.

Il NREM ha 4 gradi di profondità, che si alternano durante il sonno. In media, un giovane adulto dovrebbe dormire fra le 7 e le 8 ore consecutive, in 4 cicli da 90-110 minuti di NREM e un ciclo finale di fase REM per l’ultima parte del sonno – quella vicina al risveglio per capirci. Se siete interessati a come si comporta il sonno nelle altre fasi della vita, qui avete una magnifica tabella riassuntiva:

disturbi del sonno

Come dormiamo durante l’arco della vita – “Gender differences in sleep disorders”, V. Krishan, N.A. Collop

Quando si parla di fattori determinanti che innescano il sonno entrano in ballo concetti come la durata di precedenti fasi di assenza di sonno (letteralmente, da quanto non dormiamo), il momento in cui si cerca il sonno, la genetica, l’ambiente, stati di salute alterata ed effetti di medicinali. Il timing, la durata e il tipo di forma che il sonno ha cambia nel corso della vita a seconda dell’età e del sesso.

Ebbene sì, il sonno di uomini e donne è diverso, in particolar modo:

Sleep disorders are far more common in women than previously appreciated and presenting symptoms often differ from those in men.

I disturbi del sonno sono molto più comuni nelle donne rispetto a quanto precedentemente riconosciuto, e presentano sintomi che si differenziano da quelli riscontrati negli uomini.

E anche:

Women have a higher incidence than men of insomnia and depression related to poor sleep.

Le donne hanno una maggiore incidenza degli uomini nello sviluppare insonnia e depressione in relazione alla mancanza di sonno.

 

Differenze di genere nei disturbi del sonno

In Gender differences in sleep disorders, gli autori sostengono che uomini e donne sono diversi sia per quel che riguarda il sonno “normale”, che nel settore dei disturbi del sonno. Secondo i dati raccolti, le donne hanno una migliore qualità del sonno (impiegano meno ad addormentarsi e dormono più profondamente), ma donne appartenenti a differenti fasce d’età riportano più disturbi del sonno degli uomini.

In sostanza, se riusciamo a dormire dormiamo mediamente meglio degli uominima ci sono più donne che uomini a non riuscire a farlo bene come si dovrebbe.

A determinare queste differenze sono prevalentemente i cambiamenti ormonali e fisici nella vita di una donna – ciclo mestruale, menopausa, eventuali gravidanze e fasi post parto. Tutto inizia durante la pubertà, dove a concorre con le fluttuazioni ormonali dello sviluppo ci sono stress ambientali (orari e routine scolastica) e alcune patologie pregresse (ansia e depressione).

Ad esempio, la fluttuazione ormonale tipica del ciclo mestruale fa sì che nella fase luteale (l’ultima parte del ciclo) si verifichino significative interruzioni nel sonno; senza scendere nelle specificità di ogni singolo ormone e delle sue funzioni, potete forse immaginarvi che in momenti intensi come la gravidanza, il post parto e la menopausa gli ormoni possono giocare brutti scherzi alle donne anche durante il sonno.

 

Non solo insonnia

Ci sono vari tipi di disturbi del sonno, e i principali indagati dalla letteratura scientifica degli ultimi anni sono l’insonnia, l’apnea ostruttiva del sonno (OSA) e la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo (RLS).

L’insonnia include la difficoltà di addormentarsi e l’inabilità di mantenere il sonno, ma anche lo svegliarsi troppo presto: per essere diagnosticata come tale, i sintomi dell’insonnia devono presentarsi per più di un mese consecutivamente, e sì, questa continua mancanza di sonno è molto femminile.

Women are more likely to report sleep disturbances and are 41% more likely than men to experience insomnia.

Le donne tendono a riportare di più i disturbi del sonno e sono hanno un 41% in più di probabilità di soffrire di insonnia rispetto agli uomini.

Per apnea ostruttiva del sonno (OSA) si intente il ripetuto collasso delle vie aeree superiori durante il sonno. Russare, avere frequenti pause nella respirazione e un’eccessiva sonnolenza diurna sono i tipici sintomi del problema, ma per le donne questi sintomi si associano a vera e propria insonnia, mal di testa, perdita di memoria, stanchezza e ansia. Questa concomitanza di sintomi fa sì che l’OSA non venga chiaramente diagnosticata nelle donne, che ricevono trattamenti per ansia e depressione ma non per il problema alla base di tutto.

Per concludere, la sindrome delle gambe senza riposo (RLS) è caratterizzata dall’urgenza di muovere le gambe durante il riposo, ed è accompagnata da un fastidio, descritto come prurito o formicolio. Le donne sono maggiormente affette da questo fenomeno – vi è mai capitato di avere scalciare le lenzuola nel sonno, o magari dormiva con voi? – e nonostante si ipotizzi il ruolo della dopamina ad istigare il fenomeno, di fatto il meccanismo dell’RLS non è ancora del tutto chiaro.

Le conseguenze principali di un sonno disturbato le vediamo al mattino, quando il mondo ci vuole produttivi e pronti ad affrontare la vita diurna, e il segno che non siamo pronti a questa chiamata alle armi sono le nostre occhiaie, il cui colore varia a seconda dei gradi di durezza della situazione. A lungo andare, se il sonno non si presenta, le conseguenze diventano più gravi: depressione, ansia, irritabilità e la sensazione più generale che stiamo vivendo attraverso una versione zombie e sconnessa di noi stess*.

 

Le cure

Cure a questi disturbi ne esistono di vario tipo: si va dai trattamenti ormonali, alla cosiddetta sleep hygiene, passando per la farmacologia più complessa (sedativi ipnotici). Una cosa interessante da sottolineare è che l’incidenza dei disturbi del sonno per le donne non è ancora stata veramente approfondita.

In Insomnia in Women, gli autori sostengono che data la molteplicità dei fattori che scatenano i disturbi del sonno nelle donne il problema è davvero sotto-rappresentato nella ricerca (il che implica che vengono ancora usati trattamenti “generici” contro i disturbi del sonno, dove forse servirebbero nuovi input). Ad esempio, non esistono elementi sufficienti che suggeriscano un trattamento per le donne incinte che soffrono di insonnia.

Quando andiamo a letto e il sonno non viene come dovrebbe, e magari abbiamo di fianco qualcuno che è già rapidamente scivolato in un oblio senza incidenti, nel silenzio della notte ci si può sentire estremamente sol*. In realtà, anche se in forme ed entità diverse, quasi tutt* abbiamo provato nella vita almeno una volta cosa significhi non dormire bene (o non dormire affatto).

Sia che si soffra in maniera temporanea di mancanza di sonno o sonno disturbato, sia che si tratti di una situazione familiare, è giusto sapere che esistono nomi precisi e potenziali ragioni per spiegare quello che succede di notte e non ci lascia in pace. Più siamo informat* su cosa succede al nostro corpo e alla nostra mente in quei momenti, meglio siamo preparat* ad affrontare la situazione. È questione di non avere paura della notte –  e di sentirsi meno sol* ad affrontarla.


Paper citati:

Tamanna S, Geraci SA., Major sleep disorders among women: (women’s health series).

Zhang B, Wing YK., Sex differences in insomnia: a meta-analysis.

Young T, Shahar E, Nieto FJ, et al. Predictors of sleep-disordered breathing in community-dwelling adults: the Sleep Heart Health Study.

Rothdach AJ, Trenkwalder C, Haberstock J, et al. Prevalence and risk factors of RLS in an elderly population: the MEMO study. Memory and Morbidity in Augsburg Elderly