In un’epoca in cui l’idea del corpo e della pelle perfetta ci ossessiona, le opere dell’artista e giocatrice di roller derby finlandese Riikka Hyvönen ci spingono a riconsiderare i nostri standard di bellezza.

L’idea per “Roller Derby Kisses” viene a Riikka Hyvönen nel 2014, quando un’amica le spedisce una foto che ritraeva il suo enorme livido sul sedere dopo una partita di roller derby (contusione che viene chiamato kiss, bacio, dalle giocatrici): l’immagine è così potente e piena di significato che Hyvönen decide di dedicarvi un progetto: valorizzare qualcosa che normalmente viene tenuto nascosto diventa l’obiettivo del suo lavoro.

This project began from a realisation: I wanted to capture the momentary marks, the bruises, that are seen in a completely different light in the mainstream culture than inside the subculture of derby players. That’s where my investigation of the psychology of bruises started.

Il progetto è nato da un’epifania: volevo catturare i segni, i lividi temporanei che la cultura mainstream vede in una luce completamente diversa rispetto a coloro che fanno parte della sottocultura del [roller] derby. La mia ricerca sulla psicologia dei lividi è iniziata così.

La pelle è il nostro organo più esteso, è la parte immediatamente visibile di noi, quella che, metaforicamente, porta anche i segni che abbiamo dentro, ma che ha la grandiosa capacità di guarire e rigenerarsi. Ci hanno convinte che sia il nostro biglietto da visita, che debba essere liscia, chiara, perfettamente omogenea, così un’imperfezione, una cicatrice o livido, diventano vergogna. Hyvönen ha dato vita a questo progetto per insegnarci esattamente l’opposto.

L’artista vicino ad alcune delle sue opere

Per le pattinatrici, i lividi sono come delle medaglie: qualcosa di cui andare fiere. Per le giocatrici di roller derby è infatti pratica comune condividere le foto dei loro lividi causati dalle partite sui vari siti e forum dedicati a questo sport. Più grande è il livido, più sono orgogliose. Questo va assolutamente controcorrente rispetto all’idea che la società ci ha inculcato su come dovrebbe essere il nostro corpo. E specialmente il nostro culo.

Il roller derby stesso, se ci pensate, inverte le leggi dello sport femminile: questo sport su pattini a rotelle non è leggiadro ed elegante, ma è una disciplina in cui il contatto e la forza fisica sono alla base. I “baci” sulla pelle sono la testimonianza di quello che vivono queste sportive: cadute, botte, vittorie e sconfitte. Ma, nonostante il dolore, non perdono mai la voglia di ricominciare a giocare. Il livido diventa un simbolo di forza, non solo fisica, ma soprattutto di spirito.

Proprio questo vuole comunicare Riikka Hyvönen con il suo lavoro: c’è bellezza nell’imperfezione, e invertire gli standard di bellezza a cui siamo abituati è possibile. La forza e la fiducia in se stess* è più importante di qualsiasi corpo perfetto a cui aspirare. Siamo abituate a pensare ad un livido come a qualcosa di spiacevole, legato ad un episodio negativo. La Hyvönen riesce a scardinare questo pensiero e a convincerci dell’opposto.

I want people find beauty in unexpected.

Voglio che la gente trovi la bellezza nell’inaspettato.

Dobbiamo rieducare i nostri occhi e il nostro pensiero, cambiare il significato che diamo alla parola “bello”.
Sembra una lotta contro i mulini a vento, ma l’arte in questo caso parla proprio di noi, esplicitamente, e invita chi guarda questi quadri a rivalutare le proprie idee. Come il roller derby vuole rivalutare l’immagine della donna sportiva, essendo a tutti gli effetti qualcosa di più, una sottocultura, un modo di vivere.

Violet! You’re turning violet, Violet! #derbybruise #ouch #hematoma (2015)

Ma Bum Bruise #derbykisses #rollerderbylovesme #derbygirl

Le foto che le vengono inviate da giocatrici di tutto il mondo, diventano giganti quadri 3D, un misto di pittura e scultura, coloratissimi e un po’ kitsch, quasi psichedelici, che ricordano molto la pop art. Ogni opera corrisponde esattamente ad un foto reale, il livido è riprodotto in tutte le sue sfumature, viola, blu, giallo, dipinto in modo iperrealistico usando anche altri materiali, come ad esempio i glitter, legno, pelle, MDF.

Ovviamente culi dipinti su delle tele di dimensioni considerevoli non passano inosservati e c’è anche chi ha criticato il suo lavoro. Non per pudore, ma accusandola di avere, lei stessa, oggettivato il corpo femminile, esattamente come fanno i media. Le sue opere, anche per i loro titoli divertenti e sarcastici, hanno suscitato opinioni diverse, e lei in diverse interviste ha così risposto:

Obviously, I am objectifying these women totally. But I am doing it exactly the way they objectify themselves: their big and strong bums are assets and to be carried with pride.

Certamente, sto assolutamente oggettificando queste donne. Ma lo sto facendo nel modo in cui loro oggettificano se stesse: il loro culi grandi e forti sono beni da portare con orgoglio.

Il mondo del roller derby, però, ha inteso chiaro e forte il messaggio di Riikka Hyvönen e, a noi, è venuta voglia di comprarci dei pattini.