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Dire “sì” al porno: il movimento tedes...

Dire “sì” al porno: il movimento tedesco PorYes

Può il porno essere femminista? Era il 1987 quando il periodico tedesco Emma pubblicò una proposta di legge per l’abolizione della pornografia. Il dibattito sulla rappresentazione della donna nei media era nato in Germania qualche anno prima, in seguito alla pubblicazione di una foto della cantante Grace Jones, che sulla copertina di un noto settimanale, lo Stern, appariva nuda e in catene. Ciò bastò per dare vita, non senza aspre dispute nel mondo intellettuale tedesco, al movimento PorNo, capeggiato dall’attivista Alice Schwarzer.

Titel STERN Nr. 16/1978 vom 13. April 1978 Sexismusklage gegen den STERN Die Titelseite des Magazins "Stern" vom 13. April 1978 mit einem Foto von Grace Jones war Grund für Sexismusklage gegen den "Stern".

STERN Nr. 16/1978

Il gruppo PorNo partiva dalla semplice constatazione che l’industria pornografica, soprattutto quella BDSM, promulgava la falsa immagine secondo la quale sesso e violenza vanno di pari passo con l’umiliazione e annichilimento della donna.
Pur avendo riconosciuto il potere e l’influenza delle immagini sui desideri – sessuali o meno – di intere generazioni, il movimento PorNo non è mai riuscito a proporre un immaginario alternativo, riducendosi a mero meccanismo censorio.

Per rispondere alla domanda iniziale dal punto di vista di Alice Schwarzer & Co., possiamo quindi dire che no, il porno non può essere femminista. La distanza tra industria del sesso e uguaglianza di genere è, secondo il PorNo, incolmabile.

Una cultura erotica positiva

Quale forma espressiva possono prendere i desideri e le fantasie appartenenti ad una sfera sessuale fondata sulla consapevolezza e il rispetto? Come possiamo dare loro legittimità nel mondo monocromatico della pornografia convenzionale? Di sicuro non trasformandoli in senso di colpa o parte marcia da recidere.

Nel corso degli anni la crescente rottura degli schemi sessuali imperanti ha fatto sì che si creasse l’ambiente perfetto per un atteggiamento gioioso e consapevole verso il sesso, la sex-positivity. Il risultato di questo “nuovo corso” lo si vede nel proliferare dei sex shop, che uniscono femminismo ed ecologismo, così come in quella parte dell’industria del porno che ha deciso di farsi portavoce di un nuovo linguaggio fatto di varietà di corpi, diversità di genere, consenso (sì, anche in scenari BDSM).

Un porno che forse si potrebbe definire più “umano”, se pensiamo a quanto non sia incentrato sulla prestazione e sull’esibizione di corpi contraffatti. Da Annie Sprinkle arrivando fino a Erika Lust e Gala Vanting e attori come Buck Angel (che ama definirsi “un uomo con la vagina”), il mondo del porno inizia a tingersi di tutti i colori.

Un film di Gala Vanting

Un film di Gala Vanting

E dal 2009… PorYes

Non è facile cambiare prospettiva su un campo controverso come quello dell’industria del sesso. È per questo che la linguista tedesca Laura Méritt con il suo movimento PorYes sta cercando di creare una nuova etica del sesso. Interessante è l’iniziativa omonima che premia o segna con un sigillo di qualità ogni film porno che rispetta i seguenti criteri:

1) sex-positivity
2) consenso (prima di mettere in atto una determinata pratica sessuale gli attori si mettono d’accordo)
3) sesso sicuro
4) manifestazioni di affetto e amore, se sentite
5) varietà di riprese, giochi di luce e ombra nella scena
6) possibilità di cambiare le pratiche sessuali senza che ci si concentri sulla messa in mostra dell’atto sessuale come mera prestazione fisica
7) varietà di corpi, di età, di genere e di etnia
8) nessun stereotipo di genere o forzatura nelle espressioni di piacere
9) allegria nella rappresentazione del piacere
10) no alla rappresentazione schematica dell’andamento del rapporto sessuale (il raggiungimento dell’orgasmo non è per forza il fine ultimo del film)
11) le donne in prima linea, non solo come attrici, ma anche come produttrici, registe, camerawoman.

Laura Méritt

Laura Méritt

Questo gruppo non solo dà il suo contributo attraverso il sigillo PorYes e la realizzazione (seppur non continua nel tempo) di un film festival, ma è anche attivo alla creazione di materiale pornografico “democratico” dove, per dirne una, i desideri delle donne etero trovano lo stesso spazio di una coppia di trans grass*; organizza discussioni per educare ad una sessualità più gioiosa (l’umorismo e l’ironia sono i principi cardine del PorYes); gira clip divulgativi.

Il quartier generale del PorYes, se così si può definire, è Sexclusivitäten, un bar-salone-toyshop “ecoerotico” (il termine si trova sulla homepage del posto) che ospita al suo interno diverse iniziative. Tra gli appuntamenti più interessanti troviamo i workshop sull’eiaculazione femminile e gli incontri letterari.

frauenkörper

L’ideatrice Laura Méritt è in costante movimento; viene ospitata da diverse istituzioni (università incluse) e ha inaugurato, da linguista qual è, il dibattito in Germania sulla creazione di nuove forme espressive per descrivere la sessualità femminile. A lei è da attribuire, inoltre, l’edizione rivisitata di Frauenkörper neu gesehen (“Il corpo femminile visto diversamente”), un libro che con illustrazioni molto dettagliate descrive finemente i genitali femminili.


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