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Notizie di pregio femminista da tutto il mondo: il 2016 fin qui

Per molte ragioni le persone femministe hanno ancora tanto da fare nel 2016, in alcuni paesi più che in altri, ma visto che stiamo andando o siamo in vacanza pensiamo a momenti di pregio femminista di questa prima metà e un po’ dell’anno.

1) Negli Stati Uniti una donna è candidata alla presidenza per la prima volta

Il 26 luglio Hillary Clinton è diventata ufficialmente la candidata alla presidenza USA del Partito Democratico. E il numero delle donne prime ministre o presidenti nel mondo non è mai stato così alto: in totale sono 16 nel mondo – qui potete trovare una lista quasi completa, mancano solo la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen e Theresa May, prima ministra del Regno Unito, che sono entrate in carica a maggio e a luglio.

Che Hillary Clinton sia eletta o meno, che ci piaccia come politica o meno, il fatto che potrebbe davvero diventare la persona più potente del paese più potente al mondo – culturalmente, tra le altre cose – non è un fatto trascurabile. Non si votano le donne solo perché sono donne, e se Clinton sarà la prima presidente degli Stati Uniti non vorrà dire che tutti i problemi legati al genere del paese saranno risolti (come è stato per Obama), ma se succederà sarà importante per tutt*.

Altre cose successe negli Stati Uniti. Ad aprile è stato annunciato che saranno cambiate alcune banconote, in particolare quella da 20 dollari, in cui oltre al settimo presidente degli Stati Uniti e mercante di schiavi Andrew Jackson sarà rappresentata Harriet Tubman (1822-1913), nata schiava e diventata una delle più importanti attiviste anti-schiavitù prima e durante la Guerra civile.

Sul discorso politico riguardo alle mestruazioni invece c’è una novità dalla città New York, dove sempre alla fine di giugno è stata approvata una legge che prevede che nelle scuole pubbliche, nei rifugi per senzatetto e nelle prigioni ci siano assorbenti gratuiti.

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2) In Italia abbiamo le unioni civili. Phew!

Ricorderemo il 2016 come l’anno in cui alle coppie omosessuali italiane sono stati riconosciuti i primi diritti a essere considerate tali davanti allo stato. La legge Cirinnà che estende alle coppie dello stesso sesso molti diritti previsti dal matrimonio civile è passata l’11 maggio. È solo l’inizio – tra le altre cose, la legge non prevede la cosiddetta “stepchild adoption”, che di fatto permetterebbe alle coppie di avere bambini legalmente riconosciuti come figli di entrambi i genitori – ma è un primo passo importante. Le prime unioni sono già state celebrate.

Per quanto riguarda altri paesi: nel 2016 i matrimoni gay sono diventati legali in Finlandia (la legge relativa era stata approvata nel 2015), in Estonia le convivenze di coppie dello stesso sesso è stata riconosciuta (legge approvata nel 2014) e in Portogallo è stato esteso il diritto di adozione alle coppie omosessuali.

2) Parlando di aborto

Tornando negli Stati Uniti, il 27 giugno poi la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale la legge sull’aborto passata in Texas che grazie a dei cavilli costringeva alla chiusura di gran parte delle cliniche abortive e rendeva molto difficile riuscire ad abortire, soprattutto per le donne senza molte disponibilità economiche.

A giugno poi l’ONU ha detto che la legge che proibisce l’aborto in Irlanda va contro i diritti umani. È una legge che costringe le irlandesi ad andare all’estero per abortire e fino al 2012 valeva anche nei casi in cui la gravidanza fosse un rischio per la vita della madre (nonostante già nel 1992 la corte suprema dell’Irlanda avesse stabilito che in quei casi avrebbe dovuto essere permesso).

Per via di questa legge nel 2011 Amanda Mellet, dopo aver scoperto che il feto di 21 settimane di cui era incinta sarebbe morto durante la gravidanza o il parto per problemi congeniti, dovette andare nel Regno Unito per abortire (cosa non proprio economica, tra l’altro) e una volta tornata a casa non ricevette le cure disponibili per le donne che avevano abortito. Per la stessa legge, prima della modifica del 2012, l’indiana Savita Halappanavar morì perché i medici si rifiutarono di praticare un intervento di interruzione di gravidanza mentre stava avendo un aborto spontaneo. Anche se la sentenza dell’ONU non ha conseguenze dirette, c’è la speranza che metta pressione al governo irlandese per cambiare la costituzione del paese, che di fatto proibisce l’aborto.

In Italia, invece, il 3 agosto il Tar del Lazio ha depositato una sentenza che stabilisce che nei consultori pubblici della regione non possano esserci medici obiettori di coscienza, che in Lazio sono il 90 per cento di tutti i medici. Questo significa che nei consultori ci potranno essere solo medici che garantiscano alle donne che vogliono abortire i certificati necessari per l’operazione e che non si oppongano alla prescrizione di contraccettivi, “pillola dei cinque giorni dopo” e “pillola del giorno dopo” comprese.

4) Contro abusi e molestie

In Francia il 15 maggio 17 donne della classe politica, quasi tutte ex ministre (tra loro anche Christine Lagarde, capa del Fondo Monetario Internazionale) e appartenenti a diversi schieramenti, hanno firmato una dichiarazione contro il sessismo e le molestie sessuali in politica. È successo dopo che il vicepresidente dell’Assemblea Nazionale (il parlamento francese) Denis Baupin, del partito dei Verdi, è stato accusato di molestie che sono avvenute tra il 1998 e il 2014 da otto donne, ex parlamentari o collaboratrici del politico. Baupin si è poi dimesso e la procura di Parigi ha aperto un’indagine. Nella dichiarazione delle ex ministre si legge:

Siamo entrate in politica per ragioni diverse, difendiamo idee diverse, ma condividiamo l’idea che il sessismo non debba avere spazio nella nostra società. Questo problema non c’è solo nel nostro universo, tutt’altro, ma il mondo della politica deve essere di esempio. Chi scrive le leggi, le vota e le deve fare applicare, deve rispettarle e quindi essere irreprensibile.

(…) Non devono essere le donne ad adattarsi agli ambienti sessisti, solo i comportamenti di alcuni uomini che devono cambiare.

Non si può dire a una donna, qualunque sia la sua condizione, che sia una dipendente, una studentessa, una disoccupata, una casalinga o una parlamentare, a proposito di una collega: “A parte le sue tette fantastiche, com’è?”. Non si può dirle con aria seria: “La tua gonna è troppo lunga, bisogna accorciarla” o “Porti un perizoma?”.

Una buona notizia sul tema degli abusi nei confronti delle donne arriva dalla Cina, dove l’1 marzo è entrata in vigore la prima legge del paese contro le violenze domestiche. La norma prevede che le vittime di abusi – donne, bambini, persone anziane o disabili – possano ottenere velocemente di essere protette dai loro familiari colpevoli di violenze. È una legge molto importante, se si considera che prima non esisteva nessuna tutela di questo tipo e che le femministe in Cina rischiano il carcere per il loro attivismo: il 7 marzo 2015, ad esempio, cinque attiviste erano state arrestate per aver organizzato la distribuzione di volantini contro le molestie sui mezzi pubblici per il giorno successivo. Le accuse contro di loro non sono ancora state ritirate nonostante le cinque donne siano state rilasciate dopo cinque settimane – in cui non sono mancate pressioni a livello internazionale e sui social network, con l’hashtag #freethefive.

Per quanto riguarda le molestie che le donne di tutto il mondo sono abituate a ricevere quando camminano per la strada, un’iniziativa di particolare pregio è quella delle attiviste messicane Las hijas de Violencia, intervistate lo scorso gennaio dal AJ+. Se molestate da commenti e occhiate, Las hijas de Violencia usano contro gli uomini che le infastidiscono pistole caricate a coriandoli e cantano loro una canzone che si intitola Sexista Punk.

5) Sempre più supereroine

Passando alla cultura pop, il 2016 non è solo l’anno di uscita del reboot di Ghostbusters con quattro protagoniste donne, ma è anche l’anno in cui è uscito il primo trailer del film Wonder Woman ed è stato annunciato che Brie Larson sarà Captain Marvel nel film che prenderà il nome dal personaggio: insomma avremo dei nuovi film di supereroi in cui la protagonista è una donna.

Ovviamente aspettiamo di vederli per giudicarli (costumi compresi), ma per le appassionate di supereroi è una bella notizia. Passando dai film ai fumetti che li ispirano poi ci sono altre novità: l’ultimo personaggio introdotto nei fumetti Marvel è una geniale ragazza nera che si chiama Riri Williams e frequenta il Massachusetts Institute of Technology (MIT): affiancherà e sostituirà Tony Stark come nuova Iron Man, anche se probabilmente non avrà questo nome, ma uno tutto suo e al femminile.

E poi la scrittrice femminista Roxane Gay (autrice di Bad Feminist) scriverà insieme allo scrittore Ta-Nehisi Coates la sceneggiatura del fumetto World of Wakanda che segue le storie del supereroe nero Black Panther: in particolare la storia annunciata finora riguarderà le due amanti Ayo e Aneka, ex membri della forza di sicurezza femminile di Black Panther, la Dora Milaje. Insomma, sempre più diversity tra i supereroi, bene così.


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  1. mlle kurtz

    30 agosto

    È stato annunciato che Riri Williams si chiamerà (purtroppo non Iron Maiden, bensì) Iron Heart! http://www.themarysue.com/riri-williams-is-ironheart/
    Sto aspettando di sapere quando e a chi potrò vendere la mia anima per leggere la storia sceneggiata da Roxane Gay.

    Bell’articolo (ma ci avete abituate bene 🙂 ).

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