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Illustrazione di Vanessa Farano

Arrampicata

di Salomè Sodini

Dopo averne sentito parlare da alcune amiche, e conseguentemente aver rotto le scatole al resto del mondo per un paio d’anni, il 2016 è stato l’anno in cui ho finalmente provato l’arrampicata sportiva. Questo sport, discendente dall’alpinismo e disciplina olimpica dal 2016, consiste fondamentalmente nell’arrampicarsi su una parete – vera in falesia, o artificiale in palestra.

Si tratta di una fantastica occasione per imparare un sacco di cose, tra cui l’autocoscienza nei momenti critici dell’esistenza, la fiducia nei confronti del compagno che a terra ti fa da “sicura” (ossia tiene l’estremità della corda a cui sei legato e ti impedisce di spiaccicarti a terra, qualora tu scivoli) e pure la fiducia nelle tue capacità, visto che ti ritrovi in posizioni improbabili pensando che non ce la puoi fare, ma in qualche modo cerchi comunque di completare il percorso e arrivato in cima ti chiedi come hai fatto. Avvertenza per i principianti assoluti: la prima volta che finite una “via” non guardate sotto, rischiate altrimenti di fare il “gatto sull’albero” e di non voler scendere mai più.

 

The Last Guardian 

di Roberta Ragona

The Last Guardian è un videogioco progettato da Fumito Ueda. È la storia di un bambino in fuga da delle rovine misteriose in cima ad una montagna, ma soprattutto la storia del legame tra il bambino e l’enorme creatura mitologica imprigionata con lui: Trico. Un rapporto di fiducia reciproca costruita nel tempo ed empatia senza le quali è impossibile avanzare nel gioco, in un mondo non sempre a misura di umani. Visivamente eccezionale nelle ambientazioni e nell’accuratezza etologica di Trico, finirete innamorati del suo mix di agilità felina e amorevolezza canina nel corpo piumato di un grifone. Vi avviso: si piange.

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Susan Sarandon

di Jennifer Guerra

Il mio primo “incontro” con Susan Sarandon è avvenuto grazie a quel capolavoro che è The Rocky Horror Picture Show. La timida ma intraprendente Janet era di gran lunga uno dei miei personaggi preferiti del film, ma non avrei mai pensato che nel 2016 Susan sarebbe diventata una delle mie eroine. A 70 anni suonati, questa meravigliosa donna si destreggia tra fidanzati, film, campagne pubblicitarie per Marc Jacobs ma, soprattutto, un tenace attivismo politico. Nelle ultime primarie americane, si è schierata senza vacillamenti dalla parte di Bernie Sanders, anche quando la sfida era polarizzata tra Trump e Clinton. Ostinata, resistente e decisa.

 

Il pulmino verde 

di Caterina Bonetti

Bisogna essere pazzi per pensare di poter cambiare il mondo. Bisogna esserlo ancora di più se si pensa di poterlo fare a partire da luoghi che rappresentano un infinito presente sospeso, senza futuro, fatti di sola attesa, come i campi profughi. Un gruppo di giovani pazzi ci sta provando. Federica Zanantonio Martin, Fernanda e Costanza Torre e Marco Ceretto Castigliano sono partiti a bordo del loro pulmino, carichi di aiuti e voglia di fare la differenza e sono arrivati il 5 maggio a Idomeni. Con loro il sostegno di chi ha creduto nel loro progetto. Alla prima missione ne sono seguite altre e il Pulmino verde è diventata un’associazione di aiuto, di libertà, di umanità. Da tanto faccio politica, ma se dovessi salvare un “fatto politico” di questo 2016, salverei il Pulmino verde e tutte le realtà che, come loro, fanno dell’agire concreto il motore di un profondo cambiamento.

 

Lanciarsi 

di Laura Vivacqua

Questo è un urlo di rivolta alla pigrizia: lanciate via le pantofole, boicottate il plaid e spegnete il pc. Uscite fuori, fate cose, fate cose che non siete abituati a fare, perché è tremendamente spaventoso ma anche incredibilmente appagante. Dalle persone più diverse e inaspettate ho imparato tanto, quest’anno in cui ho studiato il francese, ho fatto da interprete per un festival del cinema che mi aveva vista solo come giurata per più di dieci anni, ho lavorato in un negozio di cosmetici naturali, ho faticato per costruirmi una carriera da fumettista buttandomi nell’inferno che è Lucca Comics & Games con autoproduzioni e non, e in cui ora mi appresto a progettare un trasloco impegnativo. Ho paura: ma il valore dei brividi lungo la schiena l’ho sottovalutato troppo a lungo.