Nel 2016 ci siamo occupate di questioni importanti nel mondo della letteratura, a partire dal sessismo al Grand Prix di Angoulême, e continuando con l’essenzialità dei premi letterari dedicati alle donne e il perché la letteratura rosa non si meriti di venire trattata con disprezzo.

Abbiamo ripescato grandi classici per l’infanzia da Riccioli d’oro a Heidi a Il Mistero di Agnes Cecilia, parlato di molti altri fondamenti della letteratura come Madame Bovary, Jane Eyre e le sue riscritture, la Divina Commedia e le sue donne, ma anche autrici essenziali come Mary Shelley, Patricia Highsmith, Joan Didion, Agota Kristof.

Ci siamo occupate di storie per immagini, parlando di graphic novel e fumetti come quelli di Sarah Andersen, Threads di Kate Evans, Couch Fiction di Philippa Perry, Not Funny Ha-Ha di Leah Hayes, e l’insormontabile Bitch Planet.

Abbiamo intervistato l’autrice americana Sara Taylor, abbiamo esaminato le autobiografie di Carrie Brownstein e Laura Jane Grace, abbiamo discusso interessanti autrici come Chimamanda Ngozi AdichieSofi Oksanen, Elsa Osorio, Goliarda Sapienza, Merritt Tierce, Jhumpa Lahiri.

Abbiamo anche discusso dei nostri libri preferiti del 2016; potete trovarne alcuni qui sotto.

 

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Illustrazione di Vanessa Farano

Diario di una dottoranda di Tiphanie Rivière

di Salomè Sodini

Non sono abituata a leggere graphic novel, né ho mai pensato di fare un dottorato, ma quest’estate mi sono ritrovata in una libreria di Pisa ad aspettare il treno della mia amica in ritardo di ore e mi sono infilata dentro una libreria per non struggermi causa caldo insopportabile. Lì, mi è letteralmente caduto addosso Diario di una dottoranda e ho deciso di leggerlo nell’attesa, ispirata dalla Torre Eiffel sullo sfondo – se c’è Parigi di mezzo deve essere per forza una bella storia.
In realtà, il libro racconta le vicende di una studentessa di dottorato senza borsa di studio e di come ciò condiziona il rapporto con le persone che ha intorno, il tutto mediato dagli intermezzi a base di film mentali su Kafka, argomento della sua tesi. È una storia assolutamente normale e al tempo stesso totalmente folle, che ho apprezzato ancora di più dopo aver scoperto che l’autrice ha vissuto davvero un’esperienza del genere e disegnarla è stato il suo modo di metabolizzare tutto ciò, arrivando alla rinascita.

 

Gli Argonauti di Maggie Nelson

di Marta Magni

Gli Argonauti è un libro incredibile con una copertina decisamente brutta. Scusa Saggiatore, ma è così (copertina italiana vs copertina originale). Comunque:  Gli Argonauti è un libro che potrebbe avere una copertina migliore ma è un libro che non potrebbe essere migliore di così, nel suo essere in sole 224 pagine un libro incredibilmente denso che spazia dagli studi di genere alla biografia alle relazioni alla filosofia al racconto biografico tutto da capo, senza mai fare un plissè, o essere pesante, o eccessivamente accademico nonostante, di nuovo, un per buon 70% è tutto filosofia e gender studies. Andate oltre quella copertina da libro “Istituzionale di antica anno uno obbligatorio 3 crediti” e scoprite quanto possa essere meraviglioso.

 

Tina di Alessio Torino

di Caterina Bonetti

Se ci fosse stata una persona in grado di dar voce adulta ai pensieri che frullavano nella mia testa di bambina – quasi ragazzina – in quel periodo ingrato e infelice della vita che è il passaggio dall’infanzia all’adolescenza (non ancora abbastanza grande da giocare a fare i grandi, non più così piccola da poter ignorare le dinamiche del mondo adulto), ecco quella persona sarebbe stata Alessio Torino. Nella sua Tina, nella sorella, nella madre, nella bella Parì troviamo un pezzetto di quell’universo femminile che siamo o che siamo state. Un percorso di trasformazione nel breve spazio di un’estate, osservato da una precisa angolazione temporale: quella di un’età che non ci ha lasciato scampo.

 

Ti prego, rispondi di Kathryn e Stuart Immonen

di Laura Vivacqua

Siamo abituati alle storie in cui personaggi femminili fungono da motore per le azioni di protagonisti maschili, ma in Ti prego, rispondi le cose vanno un po’ diversamente. Mentre Red sembra impantanato in una vita che non gli appartiene e si abbandona ad un’immobilità in cui l’incostante presenza di Olive non fa che spingerlo più in basso, lei rimane vittima di un incidente aereo mentre si appresta a dare inizio a delle escursioni utili alle sue ricerche e non si arrende fin da subito all’idea di una morte ineluttabile tra cime innevate e boschi selvaggi. Lei è da sola, lui è da solo, e anche quando sono insieme sembrano restare distanti, divisi dai loro irrisolti.

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Mosca più balena di Valeria Parrella

di Tarin Nurchis

Saper raccontare una storia di quelle che vuoi vedere come vanno a finire, riuscire ad evocare un mondo preciso in poche pagine, esser in grado di usare una voce riconoscibile e personale, ma senza omettere tratti importanti come l’appartenenza ad una specifica realtà geografica (per altro espressa bene già con certo uso della sintassi, ancor prima che col dialetto). E forse sopra tutto il riuscire ad essere disincantata senza essere cinica e disillusa, il saper mostrare la realtà senza fare sconti ma senza nemmeno nasconderne la parte migliore. Per queste e altre ragioni avrei voluto leggere questo libro molto tempo fa.