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Hermione Granger e Nina Simone: di film e rapprese...

Hermione Granger e Nina Simone: di film e rappresentazione

Premessa: essere bianca mi rende meno qualificata del necessario per parlare di questo. Come sempre, a noi farebbe piacere se qualcun* si facesse avanti per trattare di razzismo da un punto di vista meno privilegiato (=bianco) del nostro. Ritenetelo un invito.


 

I fatti da tenere a mente sono questi:

  • Qualche mese fa, l’attrice nera Noma Dumezweni è stata scritturata nel ruolo di Hermione Granger nello spettacolo teatrale Harry Potter and the Cursed Child.
  • Qualche giorno fa, l’attore nero Idris Elba è stato scritturato nel ruolo di Roland Deschain nell’adattamento di La Torre Nera di Stephen King.
  • Sempre qualche giorno fa sono uscite le prime foto del film Nina, in cui Zoe Saldana interpreta Nina Simone.

Tutti e tre gli avvenimenti hanno ricevuto reazioni molto negative da parte del pubblico, che ne ha dette di ogni. Nei primi due casi ci si lamentava che i personaggi sono bianchi nei libri e lo sarebbero dovuti rimanere; nell’ultimo, che Zoe Saldana con il naso finto e la faccia dipinta di marrone è un nuovo livello di razzismo.

La questione che ci è stata posta, e a cui questo pezzo vuole rispondere, è: perché i primi critici hanno torto, mentre i secondi hanno ragione? Perché è accettabile far diventare neri dei personaggi bianchi, ma non è accettabile usare un’attrice dai tratti più vicini ad un canone di bellezza eurocentrico per interpretare una persona dai tratti afrocentrici e la pelle scura?

Nina Simone vs Zoe Saldana

Nina Simone vs Zoe Saldana

Il primo fatto da considerare ha a che fare con Hollywood e il razzismo intrinseco di cui parlavamo già qualche tempo fa. La storia del mondo del cinema con il whitewashing – cioè scegliere attori bianchi per interpretare personaggi non bianchi – è lunga quanto la storia del cinema stesso. Wikipedia ha una lista di film con personaggi whitewashed, ed è lunghissima.

Solo nell’ultimo anno, Emma Stone ha interpretato un personaggio di origine sino-hawaiiana in Aloha, mentre Rooney Mara ha interpretato Giglio Tigrato, un personaggio nativo americano già nella versione di J.M. Barrie, nel nuovo adattamento di Peter Pan; inoltre sono usciti Gods Of Egypt ed Exodus: Gods and Kings, due terrificanti film ambientati nell’antico Egitto, dove tutti gli egiziani sono interpretati da attori bianchi.

Sia Stone che Mara dicono di aver personalmente imparato la lezione, mentre Ridley Scott ha accampato scuse imbarazzanti sul fatto che Exodus non sarebbe stato finanziato se avesse scelto attori non bianchi.

Questo dipende dal fatto che il razzismo, a Hollywood, è più radicato di un pino millenario. Fino a qualche mese fa, 94% dell’Academy era composta da bianchi. Perché le regole di ammissione venissero rese più inclusive è servita l’enorme polemica #OscarsSoWhite, scaturita dal fatto che per il secondo anno di seguito tutti gli attori e attrici nominati agli Oscar fossero bianchi.

Questa preponderanza di attori bianchi pronti a ricevere premi dipende ampiamente dal fatto che la maggior parte dei pezzi grossi dell’industry sia composta da uomini bianchi, che danno finanziamenti e ruoli a registi e attori bianchi.

I ruoli per attori di colore sono infatti di una rarità terrificante: basti pensare che nel 2014, il 73.1% dei personaggi nei 100 film con il maggiore incasso erano bianchi. Lo studio ha dimostrato come #OscarSoWhite sia il sintomo di un problema molto più esteso, e cioè che le opportunità di esprimersi davanti e dietro la telecamera non vengono date in maniera uguale a bianchi e non.

Le testimonianze al riguardo sono tante e fanno accapponare la pelle; cominciate da Aziz Ansari che parla della prima volta che ha visto un uomo indiano sullo schermo e di essersi entusiasmato perché gli aveva dimostrato che anche gli indiani potevano diventare attori, e della delusione quando ha scoperto che in realtà era un uomo bianco con la faccia dipinta, e continuate con una serie di altri attori che parlano della loro esperienza a Hollywood.

Zoe Saldana truccata e acconciata da Nina Simone

Zoe Saldana truccata e acconciata da Nina Simone

Pur considerando che quello dello spettacolo è un mondo difficile, gli attori bianchi non faranno fatica a trovare altri ruoli anche se Hermione e Roland verranno interpretati da attori neri.

Al contrario, come hanno testimoniato un mare di attori e attrici di colore negli ultimi anni, il ruolo di Nina Simone – una donna afroamericana, e a differenza di Zoe Saldana – potrebbe aver cambiato la carriera a qualcuna che non aveva bisogno di spalmarsi la faccia di marrone per entrare nel ruolo.

Il casting di Zoe Saldana è problematico perché rientra in una nicchia particolare di razzismo. Geograficamente di origine dominicana e portoricana, Saldana è considerata “light-skinned” – di pelle chiara.

Come dice Ijeoma Oluo su The Establishment (in un pezzo che dovreste leggere fino alla fine):

“La scelta della ‘light-skinned’, convenzionalmente bella Zoe Saldana, che sostiene di essere stata cresciuta “senza vedere il colore della pelle” per interpretare una donna che ha vissuto il suo colore e tratti afrocentrici senza scusarsene, è uno schiaffo in faccia a Simone, la sua famiglia, e le donne nere dalla pelle scura ovunque. L’insistenza di Saldana di avere ogni diritto a interpretare questo ruolo aggiunge il danno alla beffa.”

La pelle chiara di Zoe Saldana le dà un privilegio all’interno della comunità nera perché le permette di essere vista (dai bianchi) come meno pericolosa, più attraente e più intelligente. Le dà la possibilità di venire scritturata (da bianchi) nel ruolo di Nina Simone, che sarebbe dovuto andare, a ragione di logica, a una donna che poteva rappresentarla non solo fisicamente, ma anche conoscendo la difficoltà di vivere negli Stati Uniti con un viso dai tratti africani.

Hermione e Roland sono personaggi fittizi e loro identità non è legata alla loro razza. Al contrario, Nina Simone era una persona vera, la cui identità era legata alla sua razza, e farla interpretare a Zoe Saldana con la faccia dipinta è un gesto di inaccuratezza e razzismo.

La prima volta che mi è stata presentata l'idea di Hermione come non bianca, è stato con questa illustrazione ed è stato amore a prima vista. Via batcii su Tumblr.

La prima volta che mi è stata presentata l’idea di Hermione come non bianca, è stato con questa illustrazione ed è stato amore a prima vista. Via batcii su Tumblr.

Il fatto che Hermione e Roland siano personaggi fittizi ci porta a un’altra sfaccettatura della questione. Uno dei lati più insidiosi del razzismo intriso nella nostra società è quello che uno dei miei siti preferiti, Book Riot, definisce come “white as the default”.

In breve, è il fenomeno per cui, se la razza di un personaggio non è specificata, noi lo immaginiamo come bianco. Tanto per farvi un esempio terra-terra, come viene sempre rappresentato Gesù? Come un bianco, nonostante sia nato e cresciuto in Palestina da genitori palestinesi.

Una volta constatato che il problema c’era, per me è stato essenziale fare uno sforzo cosciente per allenare il mio cervello a non fare il razzista. Mentre è probabile che anche J.K. Rowling abbia scritto Hermione pensando ad una ragazzina caucasica, non c’è assolutamente alcuna ragione perché non possa essere di un’altra origine, visto che niente nel suo personaggio dipende dalla sua razza.

Assegnare il suo ruolo a Noma Dumezweni non ha fatto altro che dimostrare che la maggior parte dei personaggi fittizi è bianca solo perché abbiamo deciso così, e non perché sia davvero necessario.

Come già detto, i personaggi di colore dei libri vengono interpretati costantemente da attori bianchi. Un esempio lampante è Katniss Everdeen di The Hunger Games, che viene descritta come con la pelle olivastra, i capelli neri e gli occhi grigi (potete approfondire qui e qui). È curioso notare che, invece, si è scatenato un casino quando Amandla Stenberg (che all’epoca era piccolissima) è stata scelta come Rue, nonostante fosse esplicitamente nera anche nei libri.

Fino a tempi piuttosto recenti, il tumulto provocato dai casting whitewashed era irrisorio. Tuttavia, all’inverso non funziona affatto così: è bastato dire “Idris Elba” perché i commenti della pagina Facebook di Stephen King si trasformassero in una sezione del KKK.

Se sei arrivat* fino a qui, ti meriti questa gif.

Se sei arrivat* fino a qui, ti meriti questa gif.

La combinazione dei casting di Noma Dumezweni, Idris Elba e Zoe Saldana ci insegna, per riassumere, che il mondo del cinema occidentale ha un bisogno matto di ruoli e attori non bianchi, e che no, una persona di colore non vale l’altra.

Assegnare ruoli “tradizionalmente” bianchi a persone di colore non può che essere visto come un atto positivo in un’industria che ha un tale problema di rappresentazione – a maggior ragione se si parla di personaggi fittizi.

Al contrario, assegnare un raro ruolo di una persona nera realmente esistita ad un’attrice di origine dominicana e portoricana, che ha dovuto truccarsi con la blackface per interpretare il ruolo, è un atto di ignoranza, pigrizia e razzismo. È una scelta che si oppone al buonsenso e perfino al volere degli eredi di Nina Simone.

L’unico modo che Hollywood e l’industria del cinema occidentale hanno per liberarsi del proprio razzismo intrinseco è di scritturare attori di colore, metterli sulle copertine delle riviste, dare loro la possibilità – finalmente – di venire nominati e vincere premi.


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  1. Jem

    8 marzo

    Si ma Zoe Saldana é nera anche lei. È afro-latina che è la stessa cosa di essere afro americana (e cmq lei ha la cittadinanza americana), semplicemente i genitori di Zoe sono discendenti degli schiavi africani deportati dagli spagnoli nell’arcipelago dei Caraibi (dove finirono la maggior parte degli schiavi) invece di quelli che finirono più a nord delle americhe e subirono l’influenza degli inglesi. Latina, dominicana o portorticana non sono razze, sono etnie come lo è essere italiani o americani. Non sopporto due pesi e due misure: quando attori afro-americani interpretano ruoli di personaggi reali o fittizzi africani appartenenti a culture che non hanno nulla a che vedere con la loro nessuno batte ciglio. Neanche in casi come Kerry Washington (stesso colore di Zoe ma più eurocentrica con il naso sottile) e Forest Whitaker che si scurirono la pelle per interpretare persone reali africane nel film l’ultimo re di Scozia vennero odiati e additati come razzisti. Beyoncé pure si è fortemente scurita la pelle per delle foto dove imita le donne africane, dov’è la critica in quel caso? E Mary J blige originariamente scelta per Nina è ‘chiara’ quanto Zoe, col naso sottile e i capelli tinti di biondo eppure gli afro-americani che odiano Zoe adesso non vedevano l’ora di vederla nei panni di Nina. Paragonare Zoe agli attori bianchi che interpretano ruoli con vero blackface è offensivo e una forma di razzismo e discriminazione , tant’e che una donna di colore è più criticata lei degli attori bianchi che hanno rubato ruoli di persone di colore! Mi sembra veramente grottesco! È inoltre veramente poco appropriato per gli italiani parlare di Zoe ‘tinta di marrone’ quando abbiamo trasmissioni come tale e quale show dove artisti italiani imitano quelli di colore tutti pasticciati con litri di tinta, e li omaggiamo!. Suppongo l’oro possono farlo ma una donna di colore non è abbastanza scura per omaggiare una cantante di colore.. Veramente surreale.

  2. Kiri

    8 marzo

    Non mi esprimo sulla questione di Hermione Granger; ma giudicare la scelta di Zoe Saldana come atto di razzismo mi sembra un paradosso bell’e buono. Quindi la dovremmo scartare perché è light-skinned? Questa sì che è apertura mentale. Saldana è un’attrice, ossia: libera e capace di cambiare e modificare il proprio aspetto ai fini dell’intepretazione di un ruolo. Non ha “la faccia dipinta di marrone”, suvvia, non stiamo parlando di Nicole Kidman. E’ un’attrice dai tratti SICURAMENTE afro che viene truccata per marcare ancora di più quei tratti. Dobbiamo darle addosso perché ha il naso più sottile della Simone? Perché non giudicarla in base a come renderà il personaggio sul grande schermo? Perché stabilire a priori che non si merita il ruolo? Queste mi sembrano affermazioni più razziste di tutto il resto.

  3. Miriam

    8 marzo

    Nel pezzo sono riportati chiaramente i motivi per cui il casting di Zoe Saldana è sbagliato e razzista nonostante non si tratti di un’attrice bianca. Non stiamo parlando di un ruolo qualsiasi: stiamo parlando di Nina Simone, una donna il cui colore molto scuro e i cui tratti molto pronunciati sono stati oggetto di scherno, derisione e razzismo. L’aspetto fisico di Nina Simone è fondamentale e legato più che a doppio filo con la sua carriera e la sua identità. Il corpo di tante artiste nere è stato meglio accolto di quello di Nina Simone perché più facile da oggettificare, da far corrispondere ai canoni di bellezza a cui il mondo occidentale è abituato. Zoe Saldana può avere a mio parere tutti i ruoli del mondo, a patto che non interpreti personaggi il cui colore della pelle e la cui identità sono inscindibili dalla loro persona. In ogni caso, per chiunque pensi che sia incredibile dare contro a questa scelta di casting solo perché Zoe Saldana non è bianca, consiglio quest’articolo – citato nel pezzo di Marta – scritto da una donna nera “light-skinned”: http://www.theestablishment.co/2016/03/03/nina-simone-zoe-saldana-and-light-skinned-fragility/

  4. Paolo

    8 marzo

    concordo con Jem e Kiri, tutte queste polemiche sulla pelle “non abbastanza nera” di Zoe Saldana (che è di origini afro-latine come è stato detto e forse come molti afro-americani avrà qualche antenato bianchi nell’albero genealogico da qui la pelle più chiara) sono discutibili, aspettate almeno di vedere la sua interpretazione. Charlize Theron non somigliava fisicamente ad Aileen Wournoos nè Marion Cotillard somigliava a Edith Piaf, entrambe si sono sottoposte a ore di make-up (la Theron è pure ingrassata 15 Kg) per entrare nella parte e giustamente nessuno lo ha trovato strano nè si è chiesto perchè non abbiano preso attrici più somiglianti risparmiando sul make-up, è accettabile che gli attori modifichino il loro aspetto per interpretare un personaggio (reale o fittizio che sia) solo quando sono bianchi?
    Zoe Saldana non è una bianca che si tinge la faccia di nero, è una donna di colore, è di bell’aspetto (come molti suoi colleghe e colleghi di ogni etnia e colore) non è “oggettificata” e come svariati colleghi e colleghe prima e dopo di lei ha modificato le sue fattezze per interpretare un determinato personaggio (e dato che un biopic non è un documentario anche una persona realmente esistita è un personaggio in quel contesto).
    Buon lavoro a Idris Elba, a Noma Dumezweni e anche a Zoe Saldana

  5. Jem

    8 marzo

    ripeto: perché nessuno ha criticato altri attori di colore che hanno fatto la stessa cosa? Preferenza? Perché sono americani e loro possono? Perchè una donna di colore che interpreta una donna di colore sta prendendo più critiche di quante ne prendano i bianchi che hanno rubato ruoli di personaggi di colore? Additare Zoe come portoricana e quindi non nera è ignoranza pura perché l’etnia e la cultura non è una razza. Allora è come dire che l’attore di Selma non doveva interpretare Martin luther king perché British e non afro-americano e non gli somiglia..oppure che gli afro-americani non possono interpretare africani perché sono americani. Ho visto le attrici proposte come alternative: tutte tipicamente belle alla Hollywood e non somiglianti a Nina se non per il tono della pelle. Nasi e capelli sarebbero stati modificati uguale. Hollywood è per belli, non c’è nulla di nuovo in questo.
    Non è vero che tutte le persone di colore sono contro la Saldana. Alcune celebrities americane comne Queen Latifah e il fondatore di bet la difendono. La stessa figlia di Nina è contro il linciaggio verso Zoe.

    Ad ogni modo, è di poco gusto e imbarazzante per noi italiani usare questa storia, proprio questa, per fare la parte di quelli politically correct pro diritti dei neri quando abbiamo connazionali che in tv si spalmano la ‘cromatina’ in faccia per omaggiare artisti di colore (o sfotterli) e non ho mai letto articoli criticarli e richiamare all’attenzione quanto sia offensivo per le persone di colore. Con che faccia tosta possiamo dire alla Saldana che non deve interpretare una persona della sua stessa razza? Suvvia non diamo ridicoli, ci sono stati casi ben più eclatanti di razzismo ad Hollywood e dove eravamo? Pensiamo al nostro di razzismo e ignoranza prima di parlare (e la Saldana ha un marito italiano, se legge questo articolo è altri spero si faccia solo una bella risata)

  6. Chiara B.

    8 marzo

    “Da donna nera con la pelle chiara a un’altra come me: dobbiamo prendere coscienza del nostro privilegio. (…) Le persone di colore dalla pelle scura non vogliono che ci scusiamo per la nostra pelle chiara, ma vogliono che li aiutiamo a smantellare un sistema che ci pone al di sopra di loro nella società. Quel sistema è lo stesso che pone i bianchi al di sopra di noi. E noi ne siamo parte dall’istante in cui ne traiamo beneficio – cosa che accade, eccome. Come donna di colore dalla pelle chiara sono considerata più desiderabile, più intelligente, meno minacciosa. Vengo trattata meglio dai miei capi, ho migliori possibilità ai colloqui di lavoro. (…) Sì, ci sono dei lati negativi (…), ma, se consideriamo la scala sociale, ne traggo beneficio. (…)
    Per tutte queste ragioni, non tutto ciò che è nero mi appartiene. Le difficoltà affrontate da Nina Simone con la sua pelle scura, il suo naso largo e le sue labbra spesse non mi appartengono. (…) Questa storia non mi appartiene. Certo, mi piacerebbe che fosse il contrario, ma allora assieme ad appropriarmene dovrei appropriarmi anche dell’estremo razzismo subito da donne più scure di me, e questo non lo posso fare.
    Non si può amare la propria identità di donna di colore e al contempo contribuire a un sistema che attribuisce valore alla propria somiglianza con i bianchi. Questo è ciò che fa il casting di Zoe Saldana nei panni di Simone.”
    (dall’articolo di Ijeoma Olouo – http://www.theestablishment.co/2016/03/03/nina-simone-zoe-saldana-and-light-skinned-fragility/- citato da Marta e da Nicole, dato che sembra che cliccare sul link possa essere un ostacolo alla comprensione. Probabilmente, noi che siamo bianchi possiamo avere l’umiltà di ascoltare e non partire dall’idea che abbiamo già capito tutto.)

  7. Paolo

    8 marzo

    Jem, concordo con te, solo un appunto: è vero che molti attori di hollywood (maschi e femmine) sono bellocci ma c’è spazio anche per chi non è fisicamente bellissimo/a

  8. Jem

    8 marzo

    Zoe è nera, per i razzisti il tono di nero che ha non conta una mazza. La disprezzano come donna di colore a prescindere perché non vedono il colorismo. Lei e una Lupita Nyong’o sono ugualmente considerate belle e di talento da non razzisti quanto sono discriminate dai razzisti. Ricordo quando Zoe interpretó una Uhura che ha ‘osato’ essere oggetto dell’amore dello Spock, personaggio iconico interpretato da attori bianchi, del nuovo trek di Abrams: i commentini razzisti sul personaggio e attrice di colore si sprecavano. Per non parlare dello schifo che è facile leggere nei commenti sotto articoli che parlano di lei e il marito italiano (da cui ha avuto due gemelli) con gente che sostiene lui abbia sposato quella ‘scimmia’ solo per i soldi e lei per avere figli bianchi. Tra l’altro è discriminata anche dalla comunità latina che la ritiene troppo scura per essere una vera latina. Follia pura. Fare la guerra di chi è più discriminato fra le persone di colore è contro producente e non aiuta proprio nessuno, anzi.
    E ripeto non sta a noi italiani, proprio noi, giudicare e fare i moralisti usando questa storia.

  9. Paolo

    8 marzo

    Io non presumo di aver capito tutto (mi limito a far notare che come detto da Jem, non tutte le persone afro-americane la pensano allo stesso modo sulla vicenda e non vedo perchè il parere di Queen Latifah debba contare meno di altri) ma mi chiedo quanto la vicenda tragica di Aileen Wournous “appartenesse” a Charlize Theron, eppure nessuno ha trovato strano che lei la interpretasse (interpretazione che le è valsa l’Oscar). Mi chiedo anche perchè nessuno ha detto nulla quando l’eterosessuale Sean Penn ha interpretato Harvey Milk, eppure il maschio bianco eterosessuale Sean Penn è stato ancor meno discriminato nella vita rispetto a una donna di colore (anche se “non abbastanza nera”) come Zoe Saldana, ma nessuno (che io sappia) è saltato su dicendo che la vicenda di Milk non poteva “appartenere” all’eterosessuale Sean Penn. Un attore eterosessuale può interpretare il primo politico e attivista gay dichiarato assassinato da un omofobo mentre un’attrice di colore non può interpretare una cantante di colore che ha sofferto e si è battuta contro il razzismo. Assurdo

  10. Valeria Righele

    8 marzo

    Per Jem: concordo sul fatto che la blackface sia una cosa tremenda e degradante (e non spendo una parola sui programmi come Tale e Quale dove se n’è fatto uso senza che nessuno fiatasse), ma vorrei spiegarti che il termine è stato usato in riferimento a Saldana solo perché tecnicamente corretto. Per quanto possa sembrare paradossale!

    Abbiamo “sollevato” (ma si era già sollevato prima che arrivassimo noi, a dirla tutta) il caso di Zoe Saldana perché recente e contemporaneo ad altre discussioni sul rispetto della rappresentazione. Non stiamo dicendo che Zoe Saldana non sappia fare il suo lavoro o sia immune dalle discriminazioni, perché siamo certe che anche lei purtroppo ne abbia dovute vivere in prima persona.

    Il discorso è un altro: perché truccarla? Perché non lasciare che interpretasse Nina Simone così com’è? A quel punto si sarebbe potuta dire che la scelta del casting era “poco verosimile”, mitigando l’offesa. Così invece la grande maggioranza delle persone di colore si è rivoltata a vedere a che tipo di trasformazione si è sottoposta Saldana per diventare Nina: se doveva essere “darker” perché non scegliere subito un’attrice di dark-skinned? Se doveva avere un “negro nose with Jackson Five nostrils” perché non scegliere un’attrice con questa caratteristica?
    La questione del colorism è molto sentita in America e stavamo cercando di riportare in italiano (anche) riflessioni firmate da donne di colore che si sono espresse sulla vicenda. Sicuramente la questione è molto ampia, ma nell’articolo qui sopra Marta è stata attenta a considerare moltissime variabili e mi sembra assolutamente rispettosa delle parti coinvolte.

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