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Giugno: Quando Facebook ci obbliga a rivivere il n...

Giugno: Quando Facebook ci obbliga a rivivere il nostro passato

Da qualche parte – su Dropbox? In un hard disk esterno? Non si sa – ho salvata una copia cumulativa di tutti i miei blog dal 2005 al 2011, cioè più o meno da quando avevo 14 anni a quando ne avevo 20. Non ho desiderio di appurare la posizione di questo file, che ho perso di vista anni fa.

Non mi sento affatto pronta ad affrontare la me adolescente. Sono sicura che quando avrò quarant’anni mi farà riderissimo rileggere delle mie pene d’amore della terza superiore, ma per adesso preferisco evitare.

Visto il mio scarso desiderio di rivisitare il mio passato, sono rimasta stupita dall’ossessione collettiva per Facebook On This Day (Accadde oggi), Timehop e app simili che riportano alla luce i propri contenuti dei social media del passato.

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Noto con la stessa frequenza persone che condividono e apprezzano questi post riemersi, e altri che invece si lamentano dei brutti ricordi e foto oscene che appaiono in bacheca senza preavviso.

Anche tra questi ultimi ci sono distinzioni. Da un lato c’è chi si ritrova a esaminare il brutto taglio di capelli che aveva nel 2010; dall’altro c’è chi si trova a dover affrontare ricordi dolorosi, ma anche trigger inaspettati. Dopo i primi mesi di lamentele, Facebook ha creato varie opzioni per eliminare date o persone dai post che vengono presentati, ma un algoritmo non può essere al cento per cento efficace.

Sono lievemente turbata dal fatto che siano questi “ricordi” a venirmi presentati senza che io abbia desiderio di vederli e senza che sia andata a cercarli. Sul Guardian, Leigh Alexander fa notare come molti dei post che ci vengono presentati non siano nemmeno stati creati con l’intenzione di diventare ricordi e che, in qualche modo, Facebook stia assumendosi il compito di creare una narrativa della nostra vita – una narrativa che è per la maggior parte fuori dal nostro controllo.

Contando che uso sia Twitter che Facebook dal 2007, la media dei contenuti che riemergono mi fanno venire voglia di tornare indietro e dare alla me adolescente una sequenza di sberloni. Spinta da 50% curiosità e 50% masochismo, prima di scrivere questo editoriale sono andata a rileggere i miei tweet del 2009-2010 e, ventiquattro ore dopo, sono ancora provata dall’esperienza e mi vergogno retroattivamente di quanto fossi cretina.

Il tema di giugno sarà esplorare, e parleremo abbondantemente del tuffarci nel nostro passato – o in quello dell’umanità. Il mio invito/consiglio è quello di non lasciare che siano i social media a dettare cosa ricordiamo del nostro passato: riscopriamo quello che vogliamo riscoprire autonomamente, e lasciamo il resto nell’oblio dove merita di rimanere.


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