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Distrarre dal fisico a pera: no grazie

Distrarre dal fisico a pera: no grazie

Io credo di essere una donna-pera. Onestamente non l’ho mai capito con sicurezza, ma in teoria, avendo sempre avuto i fianchi più larghi delle spalle e un cosiddetto “culone”, rientro nella categoria delle donne piriformi.

Sapete cos’altro è piriforme? La Terra. Quand’ero più piccola mi consolavo così, pensando che certo, avevo il culo a pera, ma ero come la Terra, e quindi ero più “vera”, più “naturale”, più “verace” e “ci vuole un po’ di carne sulle ossa” e “agli uomini piacciono le curve”.

E contemporaneamente mi ripetevo “non metterti i pantaloni a vita bassa”, “minimizza i fianchi con magliette stile impero”, “compra cinque cardigan lunghi per coprire il culo”, “attira l’attenzione su qualcos’altro, così nessuno noterà che sembri un’anfora”.
Capirete che in una contraddizione del genere non si possa vivere bene.

"Fisico a giornale" mi mancava

“Fisico a giornale” mi mancava

Quando avevo quindici anni, l’unico scopo con cui sceglievo i miei vestiti era distrarre le persone dai miei fianchi; ho imparato a mettermi in posa nelle foto in modo che non si notassero troppo, a inarcare solo un fianco e la schiena per dare l’illusione di una curva che non fosse grassa.

Poi il culo è tornato di moda e improvvisamente mi sono ritrovata sommersa di foto di donne piriformi ovunque. Tutto ad un tratto il mio guardaroba poteva – doveva – cambiare, per fare spazio a gonne strette, leggings e magliette fascianti.

Qualche giorno fa una delle redattrici di BuzzFeed, Kristin Chirico, ha pubblicato un articolo con alcune foto di un esperimento estetico durato circa una settimana: per sette giorni ha indossato capi che, invece di distrarre l’occhio e minimizzare i “punti critici”, mettessero in evidenza le cose che più la infastidiscono del suo aspetto; nel suo caso, l’addome.

L’articolo non mirava ad offrire chissà che rivelazioni sulla moda e sull’accettazione del proprio corpo, ma farci riflettere sul perché dobbiamo distrarre le altre persone dai “punti critici”. Concordo: perché?

Kristin Chirico

Quante volte abbiamo sentito dire, o abbiamo detto, “questo vestito non me lo posso permettere perché ho i fianchi larghi/la pancetta/le spalle corte/sono troppo alta o bassa” e così via? Quante volte abbiamo commentato una persona per strada sul suo abbigliamento perché secondo noi non era adatto al suo corpo?

Mi metto anch’io in questo flusso, faccio un mea culpa a riguardo; sono anche stata tra le persone più caustiche che conosco su quest’argomento: proprio perché limitavo il mio guardaroba a quei capi che “mi erano concessi”, quando qualcuno osava uscire dal canone io ero la prima ad urlare al linciaggio.

Il nocciolo qui è la concessione, cosa ci è concesso indossare. Da chi poi? Chi detiene il potere di giudicare con quali pezzi di stoffa possiamo coprire il nostro corpo? Il succo è sempre somigliare alla stessa persona, la stessa donna: dare l’illusione di avere lo stesso tipo di corpo, una clessidra perfettamente proporzionata tra spalle, seno e fianchi; longilinea e con gli arti ben affusolati.

Le ragazze troppo basse non dovrebbero mettere scarpe chiuse sulla caviglia per distrarre dalla loro altezza; quelle troppo alte non dovrebbero mettere i tacchi per evitare di risultare troppo imponenti e intimidatorie; quelle troppo magre dovrebbero creare l’illusione delle curve con delle maglie ampie e voluminose.

Siamo molto di più. Non solo siamo molto di più di un corpo, ma siamo più di un’unica idea di donna, e soprattutto siamo più di una forma. Se vogliamo, possiamo assomigliare a una pera, possiamo fare della pera la nostra forma ideale, e vestirci di conseguenza anche senza che la moda “ce lo conceda”.

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Santa Gemma Correll

Facile dire “ognuno si può vestire come preferisce”, ma la verità è che nella nostra mente questo si traduce sempre in “vestiti per valorizzarti”. Ebbene, io non voglio valorizzarmi, se questa parola significa mettermi a mio agio, ma sempre farmi assomigliare a un modello di corpo che è uguale per tutte.

Il modo che ho di vestirmi è molto di più di un modo per essere bella; per alcune può essere solo una questione di funzione, come un cappotto caldo o dei jeans comodi; per altre può essere una questione di obiettivi: ecco, se io volessi dominare il mondo lo farei su un paio di tacchi proprio perché vorrei essere intimidatoria e torreggiare su tutti.

L’obiettivo è la chiave: stare comode, spaventare la gente o somigliare a un frutto (pera, mela o banana che sia) sono tutti obiettivi validi, mettiamo al bando questa distrazione dai “punti critici”. Poi, perché “critici”? È il mio corpo, è così e fa il suo lavoro; avrò un “punto critico” quando mi romperò un osso e a quel punto ci metterò un gesso, non cercherò di distrarre.

Quindi, sono una donna-pera e continuerò ad esserlo anche quando i culoni saranno passati di moda. Sarò sempre piriforme, come la Terra. E andrà bene, non perché “le vere donne hanno le curve” ma perché io sono una donna e ho una forma e questa forma va bene.


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  1. laura a.

    19 aprile

    dominare il mondo da un paio di tacchi per essere intimidatoria e torreggiare su tutti è un obiettivo che ha “un suo perché”….vedo già meno probabile ambire a sembrare una mela caduta dall’albero che rotola per strada, se non episodicamente 😉
    le intenzioni dell’articolo sono lodevoli e le foto di Chirico mi piacciono molto: ma – lo dico a malincuore – mi pare utopica una neutralità delle forme.

  2. laura a.

    19 aprile

    ah stupende le illustrazioni, comunque

  3. Skywalker

    28 maggio

    Si d’accordo, ma le alternative quali sarebbero oltre la sciatteria? Perché da qui a vestirsi senza criterio (cominciando nell’abbinare i colori a cazzo) il passo è breve. È sempre l’abito che deve adattarsi al corpo, ma purtroppo non siamo in quell’epoca dove gli abiti si facevano confezionare dalla sarta! Quindi come risolviamo l’empasse? Conoscere quelle due regole base da applicare al guardaroba e sentirci a nostro agio. L’essere sempre in tiro o la sciatteria qui proposta sono 2 estremi di uno spettro che contempla altre soluzioni.

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