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Maggio: Siate come le “ragazze d’oro”

Maggio: Siate come le “ragazze d’oro”

Più invecchi, più migliori. A meno che tu non sia una banana.

– Rose

Prima di Sex and the City, di Friends o persino di Grace and Frankie, andava in onda negli Stati Uniti una delle migliori sitcom con un cast tutto femminile mai realizzate: The Golden Girls.

Lo show, di cui si è festeggiato il trentesimo compleanno qualche mese fa, venne trasmesso per la prima volta nel settembre del 1985 su NBC. Le protagoniste erano quattro donne “di età avanzata” che condividevano una casa a Miami.

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Da sinistra: Sophia, Blanche, Dorothy e Rose

Rose, Sophia, Dorothy, e Blanche avevano tutte alle spalle un matrimonio finito (per un divorzio o per la perdita dello storico partner) e per esigenze diverse avevano scelto di coabitare con altre persone. Erano donne single, sessualmente molto attive, favolose, che non avevano bisogno di un marito per avere una vita felice, e soprattutto erano terribilmente divertenti. Lo show è passato alla storia per via del suo humour tagliente e sopra le righe, perfettamente controbilanciato da contenuti drammatici.

Rose Nylund (interpretata da Betty White, unica del cast ad essere ancora viva) veniva dal Minnesota, dove i bambini sono tutti subnormali, ed era la più naïve del gruppo, la campagnola che raccontava aneddoti sgangherati, di cui molto spesso si intuiva il banale finale.

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Sophia Petrillo (Estelle Getty) era di origini italiane, veniva da Palermo e non perdeva occasione per invitare le altre a immaginarsi com’era cresciuta lei (uno dei suoi cavalli di battaglia è infatti il refrain “Picture Sicily” seguito dall’anno di riferimento). Personaggio scorsesiano di 80 anni, aveva un sarcasmo affilatissimo che sovente sfociava nell’insulto e non risparmiava nemmeno la figlia.

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Dorothy Zbornak (Beatrice Arthur) era figlia di Sophia, cresciuta a New York, con uno humour che distillava il meglio della tradizione ebraica. Unica divorziata del gruppo, per via della sua altezza e della sua voce veniva spesso canzonata, ma era nel contempo la più forte e matura delle quattro. Ex insegnante di storia e letteratura, sapeva offrire ottimi consigli.

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Blanche Deveraux (Rue McClanahan) veniva dal Sud, dalla Georgia, era la più giovane e dal punto di vista sessuale la più disinvolta. Aveva classe da vendere e non si vergognava di essere vanitosa. A Blanche gli uomini piacevano molto, e lei si piaceva molto. Dunque perché non far collimare le due cose.

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La mente dietro The Golden Girls (che in Italia diventò Cuori senza età e venne trasmesso su Raiuno) era Susan Harris, stimata autrice televisiva che firmò il famoso episodio di Maude sull’aborto e, tra le altre, la serie Soap – Bolle di sapone, la prima negli anni Settanta a mostrare in prima serata un personaggio gay (era Billy Crystal).

A proposito dei temi affrontati in The Golden Girls, Harris ha detto che il suo intento era di portare in televisione questioni in cui le persone potessero riconoscersi, di cui però si tendeva a non parlare. Razzismo, omosessualità, sesso, detenzione di armi e malattie tra cui l’AIDS venivano affrontati nella serie con intelligenza e sostanza.

Le Girls non erano tutte nate illuminate, però, e spesso era dal confronto con le altre che riuscivano ad aprirsi alla diversità e scardinare i loro pregiudizi: non c’è da stupirsi che il pubblico americano (e non) gli si fosse affezionato; loro rappresentavano quello che le persone volevano essere o addirittura diventare da “vecchie”.

Rose: Questo non dovrebbe succedere a persone come me. Si dev’essere andate a letto con centinaia di uomini [per contrarre l’AIDS]. Tutto quello che ho fatto io è stata un’innocente operazione.

Blanche: L’AIDS non è la malattia delle cattive persone, Rose. Non è Dio che punisce la gente per i suoi peccati.

Queste donne erano sole, con background ed esperienze diverse tra loro, che trovandosi hanno formato una famiglia che funzionava alla grande. The Golden Girls, nelle parole di Susan Harris, “ha mostrato che non c’è bisogno di una relazione tradizionale per essere felici” e “ha fornito un quadro con tutte le possibilità per essere una famiglia”.

Sperando che anche voi possiate trovare la serenità in un’amicizia o relazione inaspettata, aiutandovi con un prezioso senso dell’umorismo, questo mese parleremo di oro: di valori personali, dei premi che ci si merita, oltre che del significato della povertà, degli stereotipi sulle bionde e di concorsi di bellezza. Senza farci mancare i consueti fumettini e divagazioni sull’industria musicale.


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