Di recente ho aiutato una collega a progettare una zine per la sua band (ok, ok, le ho solo dato una mano a scegliere il font, ma dovete ammettere che non suona altrettanto bene), e mi sono ritrovata catapultata nel mondo del punk londinese. Il titolo della zine è DIY (“Fai da te”) e accompagna il primo EP delle Dream Nails, gruppo punk impegnato nella causa femminista (il 14 maggio scorso hanno suonato a una raccolta fondi di Women’s Aid per aiutare le vittime di violenza domestica).

Le Dream Nails sono quattro donne, Janey, Lucy, Anya e Emmet, autodefinitesi “streghe punk dall’inferno”, che il 13 Aprile hanno rilasciato i loro primi pezzi su bandcamp. Dopo avere ascoltato le canzoni al lavoro, ho deciso che la band è ora uno dei miei gruppi preferiti, e non solo perché non riesco a togliermi Deep Heat dalla testa (attenzione al testo, magari non è la colonna sonora ideale per l’ufficio).

Ho fatto loro qualche domanda per saperne di più su DIY e la loro vita da streghe.

Volete presentare il gruppo e la vostra musica?
Siamo le Dream Nails e siamo potenti streghe punk. La nostra musica è ciò che succede quando quattro donne arrabbiate si uniscono per esprimere la loro rabbia rispetto al mondo ingiusto in cui sono costrette a vivere. Tipo il film The Craft (Giovani Streghe, N.d.A.), ma con una colonna sonora riot grrrl.

Come vi e venuto in mente il nome “Dream Nails”? È arrivato prima o dopo la scoperta dell’emoji?
fb7c30a5ea4f7f507f38e23277d32483Abbiamo preso il nome da un salone di manicure nel nord di Londra, e ci e piaciuto perché può essere tradotto in vari modi: splendide unghie da sogno che ti fanno sentire bene, ma anche chiodi di metallo che sogni di piantare nella bara del patriarcato, e che ti fanno sentire altrettanto bene (nails può voler dire sia unghie che chiodi, N.d.A.).

Le unghie possono essere feroci tanto quanto belle. Vogliano soltanto che le donne stiano bene con se stesse e si sentano forti, sia all’interno del proprio corpo che all’esterno, anche se il mondo cerca di piegarci. Sapevamo che esisteva l’emoji, ma non ci siamo rese conto della connessione fino a dopo aver deciso il nome della band. Ora lo usiamo continuamente, soprattutto dopo un concerto andato bene, quando ci sentiamo orgogliose!

dream nails

Vi ho sentito dire che voi non scrivete canzoni, ma maledizioni. Dite sul serio? Che effetto volete che le vostre canzoni/incantesimi abbiano?
Certo che facciamo sul serio, siamo streghe. Vogliamo che le nostre maledizioni servano per dare alla gente la forza per distruggere l’oppressione della società, e nel frattempo divertirsi. Vogliamo anche maledire gli psicopatici che prosperano in questo mondo rendendo pessima la vita degli altri.

In fin dei conti vogliamo che la nostra musica incoraggi gli ascoltatori a celebrare e rilasciare la propria rabbia e a dirigerla verso la creazione di un mondo migliore.

Dude, here some news. This is not about you!

– Not Abt U

La zine
Cosa significa per voi DIY e come mai l’avete rilasciato con una zine?

In nostro primo singolo DIY parla di autosufficienza, autostima e del riconoscere la propria forza, soprattutto quando pensi di non averne. Come ha detto Alice Walker: “Il modo più diffuso col quale la gente rinuncia al proprio potere è col pensare di non averne alcuno.”
DIY parla di occuparsi dei problemi di persona, perché se vuoi che qualcosa succeda, devi davvero fare da te.

Abbiamo prodotto la zine perché volevamo fare qualcosa tutte insieme come gruppo, per rappresentare il testo della canzone (che si può comparare su bandcamp insieme alla zine); qualcosa che potevamo portare ai concerti, invece che vendere cd. È completamente fatta a mano, stile taglia e incolla, e stampata in risograph. Dentro ci sono consigli per “fare da sé” alcune cose: dal cambiare ruota alla bici, al burro d’arachidi al formare una band!

Che domanda non vi e mai stata chiesta ma cui davvero vorreste poter rispondere?
Vorreste andare in tour in tutto il mondo, completamente finanziate, così da lasciare in ogni continente uno strascico di caos generato da DIY?

Naturalmente è una domanda retorica.