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Perché è così difficile comprendere l’asessu...

Perché è così difficile comprendere l’asessualità?

Un asessuale è una persona che non prova attrazione sessuale.
(Tagline del forum di Aven – The Asexual Visibility & Education)

Nonostante la semplicità di questa definizione, trovare informazioni specifiche sull’asessualità non è poi così facile. Facendo una ricerca su Google viene fuori di tutto: reportage con titoli altisonanti del tipo “Niente sesso, solo torte” e “Ecco la community che mette in discussione lo stereotipo dell’uomo cacciatore”; tutorial su wikiHow a tema “Comprendere una persona asessuale”, interviste, testimonianze, dubbi e perplessità.

Ci sono persone che sono scettiche riguardo all’esistenza delle persone asessuali, perché “fare sesso è come andare in bagno o mangiare”, altre che lo considerano una vera e propria malattia, altre ancora che si domandano se questo non sia un tentativo di attirare l’attenzione o di sentirsi speciali.

Ultimamente si è cominciato a includere l’asessualità fra gli orientamenti sessuali esistenti, ma per molto tempo è stata semplicemente vista come l’assenza di un orientamento sessuale o addirittura una condizione patologica che impedisce a una persona di provare piacere nel pensare o nel fare sesso.

In teoria le persone asessuali sono parte della comunità LGBT, ma in pratica spesso non riescono a ritagliarsi il loro spazio nemmeno all’interno di quel gruppo perché la loro mancanza di attrazione sessuale li rende difficilmente comprensibili agli occhi del resto della comunità. Non è semplice vivere in un mondo dove la maggior parte delle cose girano intorno all’attrazione sessuale, se non hai mai provato qualcosa di simile: ti sembra che tutti stiano giocando a un gioco di cui non ti hanno spiegato le regole e a cui non puoi partecipare.

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Illustrazione di Giulia Torelli

Vivere in un mondo che ha come massimi ideali quello romantico e quello sessuale è difficile. L’effetto più rilevante che ha sulla mia vita di studente, al momento, è che non ci tengo a unirmi alle tante conversazioni sul sesso e su quanto certe persone siano sessualmente attraenti.
– Bryony, 20 anni, studente di biologia

Le mie amiche mi parlavano di come fosse figo quel ragazzo e poi si giravano verso di me e io ero tipo “Mhm, aha”, quindi provavo a fare cose come capire tipo, non so, l’algoritmo con cui avrei potuto determinare esattamente se uno fosse carino o meno, ma non ne avevo idea.
– Angie, che ha partecipato al documentario Asexual: A Love Story

Secondo uno studio del 1994 fatto su un campione di 18.000 inglesi e ripreso successivamente da Anthony Bogaert nel 2004, circa l’1% della popolazione è asessuale. Per usare l’esempio di Chantal, una studentessa che ha provato a raccontare la sua esperienza in una Ted Talk, le persone asessuali sono diffuse tanto quanto quelle con i capelli rossi.

Guardandoci intorno, possiamo trovare persone asessuali anche nella letteratura (dallo Sherlock Holmes dei libri di Conan Doyle, che per tutta la durata della serie non mostra interesse per nessuno degli altri personaggi, maschi o femmine che siano, a Clara, la chiaroveggente de La casa degli spiriti che a un certo punto giustifica il suo disinteresse per il coito sostenendo che le faccia male alle ossa) e nella storia (o quantomeno farci venire il dubbio leggendo le biografie di Newton, Kant e Tesla). Se tutto questo è sempre esistito, però, come mai abbiamo iniziato a parlarne relativamente da poco?

David Jay e AVEN

Ho iniziato a usare la parola “asessuale” quando avevo tredici, o quattordici anni… tutti intorno a me stavano sperimentando cose che io non provavo, era spaventoso e disorientante. Credevo ci fosse qualcosa di sbagliato in me. Qualcosa di rotto. Durante il mio primo anno di università, ho trovato un articolo online sull’asessualità, il primo che ho letto. La sezione dei commenti era piena di persone come che stavano cercando una comunità.
– David Jay, fondatore di AVEN

Testimonianze come quella di David Jay sono frequenti. Visto che l’informazione sulla comunità asessuale è ancora abbastanza ridotta, anche se negli ultimi anni c’è stato un grande miglioramento, molte di loro passano gran parte della loro vita sentendosi rotti e sbagliati, fino alla scoperta – più o meno casuale – che non sono gli unici nel mondo.

La risposta di Jay è stata fondare AVEN, comunità online che si è diffusa in molti paesi (esiste anche una comunità italiana) e che al momento supera i 50.000 iscritti. In un discorso agli studenti del suo vecchio liceo, Jay spiega infatti di aver sofferto molto prima di accettarsi per quello che era e che non vuole che nessuno si senta più solo, o sbagliato, o rotto, come è capitato a lui.

AVEN fornisce quindi supporto morale e mette in contatto persone asessuali, oltre a fornire informazioni su cosa sia l’asessualità (“No, non è come il celibato, no, non è che riteniamo il sesso sporco o sbagliato, semplicemente per noi è qualcosa di impossibile”) e organizzare eventi, come la Asexual Awareness Week, che per il 2016 viene celebrata tra il 23 e il 30 ottobre.

AceFlag

Dopo una votazione online, come simbolo del movimento è stata scelta la bandiera ufficiale (un rettangolo con quattro strisce orizzontali, la prima nera, la seconda grigia, la terza bianca, l’ultima viola), insieme all’anello nero che contraddistingue gli asessuali, l’asso (dall’inglese ace, forma breve per asessuale) e la torta virtuale che viene offerta ai membri della comunità come alternativa al sesso. Famoso è anche lo slogan della comunità Asexuality: not just for amoebas anymore (Asessualità: non più soltanto per le amebe).

Alcune persone dicono che non c’è bisogno di un’etichetta per ogni orientamento. La gente dice: l’asessualità non è realmente un orientamento sessuale, stai provando a essere speciale o diversa. Ma l’asessualità è una parte di quello che sono, però non mi definisce. È come avere gli occhi blu o i capelli grigi.
– Anwen, 20 anni, studentessa universitaria

Il termine asessuale ha molte sfumature e fino a qualche tempo fa i membri di AVEN utilizzavano altre definizioni (per esempio Gray-A, antisessuale o aromantico) per specificare che tipo di asessuali fossero. Attualmente sono state quasi del tutto abbandonate, perché troppo limitanti.

Sembra molto complicato, ma in realtà è più semplice di quanto non si pensi: gli asessuali infatti non riescono semplicemente a concepire il sesso, o lo concepiscono molto limitatamente, ma questo non significa che non riescano a provare interesse per gli altri, o desiderio di relazioni. Per questo è possibile trovare asessuali interessati a persone del loro stesso sesso, o interessati a persone del sesso opposto, o addirittura a entrambi.

La chiave è imparare a conoscersi e a essere chiari non solamente con se stessi, ma anche con gli altri. All’interno di AVEN la maggior parte delle persone sono single, ma ci sono anche persone in una relazione (magari con altri asessuali, ma non necessariamente) e persone già sposate.

David Jay stesso è al momento in una relazione romantica con una ragazza asessuale, altri hanno invece relazioni di vario genere con partner non asessuali. Il sesso certamente è causa di problemi, ma alcune testimonianze riportano che in alcuni casi è possibile trovare accordi per superare tutto ciò: dalle relazioni aperte, o al venirsi incontro avendo rapporti soltanto in momenti specifici. Quello che conta è non sentirsi mai sbagliati per quello che si prova, o – in questo caso – per quello che non si prova.


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  1. Skywalker

    18 settembre

    Bei colori smorti ha questa bandiera! Diciamo che guardandola si capisce già tutto. Cmq sono d’accordo con una osservazione su di una MB di gente seria: la società USA è costituita da un insieme di tribù dove la comunicabilità e l’interscambio tra esse è quasi impossibile. E questa ennesima accezione è un nuovo esempio di questa divisione. Ciò che manca è l’esistenza di una comunità condivisa, la mancanza di un senso generale di Stato.

    Cmq posso dare la mia opinione definitiva su softrevokution essendo una lettrice di lungo corso. Nonostante ci siano alcuni contenuti interessati, soprattutto quelli di matrice storico-letteraria, purtroppo la maggior parte degli articoli prendono ad esempio problematiche e questioni relative alla società USA cercando di tradurle ed inserirle in quella italiana. Insomma se non l’ennesima colonizzazione della cultura USA su quella Europea, ciò che costantemente viene svolto in questo blog è forzare concetti appartenenti ad una cultura ed inserirli in un’altra che niente c’entra. Piacerebbe talvolta leggere qualche considerazione non gregaria, proveniente da una terra emersa che non sia l’asse UK-USA, poiché non si fa altro che parlare dei loro problemi e vedere di risolverli. Mai una considerazione che non sia preceduta da “ho letto su questo blog USA, sul blog inglese di tizia in Australia/Sud Africa/UK”, ignorando la specificità del discorso femminista. Portando l’intero discorso ad uno standard, ad un unico punto di vista sopra gli altri, quasi a dire non importa quale sia la situazione ora in Italia, Spagna, Belgio, Olanda, siamo una succursale degli USA, i loro problemi sono i nostri problemi. E no, è una falsità, c’è di base un fraintendimento grave.

    Alla fine softrevolution si macchia della stessa standardizzazione di pensiero di cui accusa l’Italia, la quale ha problemi diversi su di una storia diversa che solo marginalmente può essere paragonata a quella USA. Quindi o il vostro femminismo trova una propria identità o linkate solo gli articoli in inglese, a questo punto è meglio.

  2. o

    18 settembre

    non ho capito un acca di quello che hai detto, io ringrazio il cielo che loro esistono e citano sempre la fonte. Per favore non perdete tempo a rispondere a questo commento inutile

  3. Salome Sodini

    18 settembre

    Ciao Skywalker, in parte hai detto cose che condivido (non tanto riferite a SoftRevolution in particolare, quanto a internet in generale), ma vorrei provare a risponderti nel caso specifico: sugli asessuali in lingua italiana non sono riuscita a trovare granché, il movimento AVEN è nato negli Stati Uniti (hanno anche una succursale italiana, ma sul forum di Aven Italia quando ho scritto l’articolo non c’era molto movimento), David Jay è statunitense, non ho avuto molta scelta. Oltre all’italiano e all’inglese, l’altra unica lingua che sono in grado di leggere è il portoghese, ma anche facendo ricerche sulla “assexualidade” non sono riuscita a trovare molto altro – quasi tutto rimanda al famoso studio inglese che ho citato nell’articolo, o a David Jay, o ad AVEN. Spero che il movimento asessuale possa avere maggiore visibilità in futuro, ma se credi che non abbia visto qualcosa di fondamentale, o interessante, riferito alla realtà locale, ti prego di farmi sapere: sarò lieta di integrare l’articolo 🙂

  4. Nemo

    9 agosto

    Gratta gratta e poi alla fine scopri che sono persone che hanno problemi con la sessualità, o perché se la immaginano in maniera distorta o perché sono i classici complessati che si sentono troppo fichi per ammettere di essere come il 99.9999999% del genere umano.

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