In questi giorni, anche in vista della manifestazione nazionale del 23 gennaio, si parla molto di unioni civili e disegno di legge (DDL) Cirinnà (il nome viene dalla sua relatrice, Monica Cirinnà). Fra polemiche e urla da talk show forse occorre fare un po’ di chiarezza. Mi sono letta il testo e, come per i libri condensati (altro tema caldo), cercherò di spiegare “il sugo della storia”.

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Cosa dice il DDL Cirinnà:

– Due persone, a prescindere dal loro sesso, possono contrarre un’unione civile.

– L’unione civile viene registrata presso l’ufficio di stato civile del Comune e viene ratificata dal sindaco o da un suo delegato.

– Per unirsi civilmente è necessario essere maggiorenni, consenzienti e privi d’impedimenti. Questo vuol dire che le unioni non possono essere contratte da persone già sposate o unite civilmente, da minori (salvo diversa decisione del tribunale), da persone interdette per infermità mentale e da chi è accusato di specifici delitti.

– In caso di figli, questi entrano a far parte dello stato di famiglia dei due contraenti e possono essere adottati, salvo diversa disposizione del tribunale, dal partner. Questa è la STEP-CHILD ADOPTION.

– Il certificato di unione civile attesta il vincolo e riporta i dati anagrafici, di patrimonio, di residenza e di regime patrimoniale condiviso dai due soggetti.

– Se uno dei due soggetti è impedito a prendere decisioni sulla sua salute e vita, spetta all’altro il diritto di esprimersi in merito.

– Se uno dei due soggetti muore, l’eredità e le volontà ultime sono in capo al partner.

– In caso di separazione consensuale l’unione civile cessa alla dichiarazione da parte di entrambi della volontà di scioglimento del vincolo.

– In caso di separazione non consensuale intercorre un anno entro il quale la richiesta può essere ritirata.

– I diritti legati al nucleo famigliare e i doveri sono equiparati a quelli delle “tradizionali unioni”. Questo anche in rapporto ad ogni pratica con la pubblica amministrazione.

– Il cittadino straniero parte di un’unione civile acquisisce la residenza in Italia.

– Per quanto riguarda congedi, diritti di lavoro, graduatorie occupazionali o per gli alloggi di edilizia popolare, le coppie formate da unioni civili sono equiparate alle coppie “tradizionali”.

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Monica Cirinnà

In sintesi il DDL pone fine al grande equivoco italiano per cui una coppia convivente, con un progetto comune di vita, un percorso personale, lavorativo ed esistenziale, delle relazioni famigliari e amicali condivise (e spesso dei figli) non esistono per lo Stato.

Se sei parte di un’unione civile, puoi avere permessi al lavoro per assistenza e cura, puoi beneficiare degli stessi diritti di una tradizionale coppia sposata e hai gli stessi doveri di sostegno, cura, assistenza del nucleo familiare che vai formando con l’unione. I tuoi figli sono riconosciuti a tutti gli effetti come parte di una famiglia e non come “soggetti a carico di un singolo”; in caso di separazione, possono lamentarsi come tutti dall’analista per i traumi subiti. Se il coniuge muore non corri il rischio di veder sovvertita la sua volontà e dover combattere in un momento di dolore per veder affermati dei diritti basilari.

Nulla viene tolto al matrimonio civile, così come a suo tempo il matrimonio civile nulla tolse a quello religioso. Tutti liberissimi di sposarsi in chiesa, in comune o di scegliere l’unione civile.

 

Cosa NON dice il DDL Cirinnà:

 

– Il DDL non parla di matrimonio (ahimè, ma è una mia chiosa).

– Il DDL non parla di adozioni di minori che non abbiano vincoli di parentela diretta con uno dei due contraenti da parte dei soggetti uniti civilmente.

– Il DDL NON permette la poligamia, anzi la impedisce (cosa che finora invece lo Stato non faceva. Vi consiglio, a tal proposito, la visione di questo video).

– L’unione civile non conferisce agli stranieri diritto di cittadinanza. Residenza non è cittadinanza.

Facciamo chiarezza: se hai un figlio BIOLOGICO tuo e ti unisci civilmente con un’altra persona, quella persona potrà adottare tuo figlio. Vive con lui/lei, contribuisce all’educazione e alla cura, ne segue la crescita, divide le responsabilità: se questo non è un genitore non si capisce cosa dovrebbe esserlo.

Se nessuno dei due ha figli biologici NON è prevista adozione di minori “extra”. E comunque, anche nel caso lo permettesse il ddl Cirinnà… in bocca al lupo con la legislazione sulle adozioni che abbiamo in Italia. Forse è meglio se comprate un labrador.

Non puoi unirti civilmente con chi ti pare, quante volte ti pare. Le unioni sono fra due soggetti e costituiscono un vincolo che va recesso, con le dovute tempistiche, prima di contrarne un altro.

Non sono “unioni facili” più di quanto non lo siano quelle che vengono annullate dalla Sacra Rota.

La gente non “comprerà” le unioni civili per ottenere la cittadinanza italiana.

Si potrebbero chiamare “matrimoni”. Si, ma l’italiano tradizionalmente è una lingua complessa e ci tiene alla sua peculiarità. Lasciamo ai linguisti qualche magra soddisfazione.

Evviva gli sposi… pardon, i civilizzati. Speriamo di esserlo davvero.