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52 films by women: novembre, MOLLALO!

L’Avenir – Mia Hansen-Løve (2016)
River of Grass – Kelly Reichardt (1994)
Kitty – Chloë Sevigny (2016) disponibile completo qui
Io e Lei – Maria Sole Tognazzi (2015)

Nonostante non sia evidente a prima vista, il tema dei tre lungometraggi di novembre – Kitty è un corto – è l’impatto delle relazioni amorose sulla vita dei personaggi femminili, spesso non più nella prima giovinezza.

La protagonista di River of Grass, Cozy, è una casalinga e madre di due figli che conduce un’esistenza monotona finché una sera la noia non la spinge a entrare in un bar, dove conosce Lee, uno spiantato da poco entrato in possesso di una pistola. Poi, come dice il saggio, shit hits the fan. Kelly Reichardt è una dei registi più interessanti e idiosincratici degli Stati Uniti; se questo suo primo film è forse un po’ ingenuo nel mostrare apertamente le proprie influenza, rimane lo stesso un buon noir per gli amanti del genere.

River of Grass

River of Grass

L’Avenir, invece, è il quinto film da regista della franco-norvegese Mia Hansen-Løve: è incentrato su una professoressa delle superiori, che nel corso del film subisce diverse perdite – alcune tragiche, altre soltanto deludenti.

Nathalie Chazeux, interpretata dalla mia personale santa Isabelle Huppert, è una donna sulla sessantina e insegna filosofia al liceo parigino; lascia il marito (dopo averne scoperto il tradimento), i figli sono ormai grandi e indipendenti, e il suo lavoro continua come al solito, pur se con qualche amarezza. La sua esistenza assolutamente normale viene ritratta con empatia da Hansen-Løve, senza mai degenerare nel melodramma gratuito. Qualunque cosa accada, Nathalie si rimbocca le maniche e la gestisce. Uno dei miei film preferiti dell’anno.

L'Avenir

L’Avenir

Io e Lei è il prodotto più commerciale tra quelli di questo mese, e questo non è un male: un sano cinema nazionale ha bisogno di ogni tipo di film. L’opera dell’affermata Maria Sole Tognazzi è una sorta di dramedy che segue il rapporto tra Marina, un’ex attrice riciclatasi come ristoratrice trendy, e Federica, un architetto. Marina è ancora un personaggio pubblico ed è apertamente lesbica, cosa che mette a disagio la sua compagna. Poi Federica tradisce Marina. Con un uomo. Cosa succederà alla loro relazione?

Sarò sincera nel dire che durante il film continuavo ad aspettarmi che la sceneggiatura fallisse in qualche modo clamoroso, e invece no: sembra essere stata scritta da persone competenti e che vivono nel 2016. Sono rimasta colpita soprattutto dal modo in cui le sessualità delle due protagoniste sono state tratteggiate: Marina è gay, punto e basta; Federica sembra muoversi di più sullo spettro queer, e il suo disagio con la sua storia con Marina è in parte sì palesemente informato dal proprio conformismo che sconfina nell’omofobia, ma dal fatto che per una persona che ha un’idea precisa dei propri gusti può essere un colpo scoprire dopo i quarant’anni che forse… la tua sessualità non è proprio così netta. La sceneggiatura ha una certa empatia per Federica, ma non fa di Marina uno zerbino che si piega a ogni capriccio della sua compagna.

Infine, Kitty. Diretto da Chloë Sevigny, il cortometraggio racconta la storia di una bambina che si trasforma in un gatto. La trama è tutta qui; si tratta di un lavoro piacevole per chi ama un certo tipo di estetica e/o di storia.

Io e lei

Io e lei

 


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