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52 films by women: marzo e i film di animazione

52 films by women: marzo e i film di animazione

Cecilia ha deciso di accettare la sfida 52 films by women e guarderà (almeno) un film diretto da una donna ogni settimana del 2016. Ogni mese, ci racconterà quello che ha visto. Puoi leggere tutti i post qui.


 

Marzo

Tamako Love Story (たまこラブストーリー) – Naoko Yamada (2014)
Le Avventure del Principe Achmed (Die Abenteuer des Prinzen Achmed) – Lotte Reiniger (1926)
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud (2007)
Ribelle – The Brave (Brave) – Branda Chapman, Mark Powers, Steve Purcell (2012)
The Girl in the Circus (Девочка в цирке) – Valentina e Zinaida Brumberg (1950)
I Cigni Selvatici (Дикие лебеди) – Michail e Vera Tsekanovskij (1962)
Daughter of the Sun (Дочь солнца) – Alexandra Snežko-Blotskaja (1963)

 

Marzo è stato dedicato all’esplorazione di una branca particolare della regia, quella dei film di animazione. Nonostante sia forse il campo in cui la presenza femminile è caratterizzata da particolare penuria, alcune personalità sono riuscite a emergere fin dalla prima metà del Novecento.

Le Avventure del Principe Achmed è stato realizzato da Lotte Reiniger negli anni Venti, ed è un capolavoro grafico di rara bellezza tratto da Le Mille e Una Notte; non ancora trentenne all’epoca della produzione, Reiniger utilizza la tecnica della cutout animation (in cui si impiegano silhouette di carta su uno sfondo a contrasto) con esiti mai meno che incantevoli. Tuttavia, come ci si può aspettare dall’adattamento occidentale di un’opera proveniente da una cultura diversa nei primi decenni del XX secolo, non mancano esplicite esempi di razzismo, esoticizzazione e sessismo.

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Le Avventure del Principe Achmed di Lotte Reiniger

Un meraviglioso risultato estetico combinato a tematiche piuttosto insalubri è un paradosso ritracciabile anche in un cartone animato russo che qualcuno si potrebbe ricordare dal ciclo dei cartoni russi che andavano in onda su Rai 3, vale a dire l’omonimo adattamento della celebre fiaba I Cigni Selvatici di Hans Christian Andersen, con la regia dei coniugi Tsekanovskij. Caratterizzato dall’uso dei colori bianco, rosso, giallo e nero, I Cigni Selvatici si contraddistingue per sequenze che mantengono pulizia ed eleganza visuale nonostante il grande numero di personaggi in scena.

The Girl in the Circus delle sorelle Valentina e Zinaida Brumberg, invece, è una storia ambientata nel presente e tutto sommato moralistica – il messaggio esplicito è che bisogna impegnarsi a scuola e studiare – che viene però elevata dalle meravigliose animazioni nella segmento del circo e dal rapporto di amicizia che si sviluppa tra la protagonista e un’altra bambina che assiste allo spettacolo.

https://www.youtube.com/watch?v=xElyiWiS9KM

Alexandra Snežko-Blotskaja è stata l’aiuto regista di forse il più bel film d’animazione russo – Sneguročka, di Ivan Ivanov-Vano – per poi proseguire come regista di una serie di lavori, tra cui La Figlia del Sole. Tratto da racconti di «popoli del Nord» (quasi sicuramente popolazioni russe indigene, ma non sembrano esistere maggiori informazioni a riguardo), La Figlia del Sole segue il cacciatore Etuvgi, che deve salvare la figlia del Sole – la Primavera, rapita dal Freddo – e far così tornare l’astro a splendere dopo il lungo inverno. La trama segue i motivi tradizionali della quest dell’eroe, tranne uno: la storia non si conclude con un matrimonio e la figlia del Sole ritorna presso suo padre.

L’animazione del periodo sovietico, oltre che per le proprie qualità intrinseche, si impone anche per il discreto numero di nomi femminili presenti in tutti i campi: oltre alle registe, non è inusuale vedere un’art director donna o svariate animatrici nei titoli di testa.

Più vicino a noi nel tempo e tratto da un acclamato graphic memoir, Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud è uno dei film di animazione di maggiore successo – sia per la critica, sia per il pubblico – degli ultimi anni. Disegnato per la maggior parte in uno splendida splendida palette bianca, grigia e nera, Persepolis è il racconto dell’infanzia, adolescenza e prima giovinezza di Marjane, intrecciata profondamente con la storia dell’Iran (il nome Persia è stato usato fino al 1979).

Oltre a essere un film interessante e divertente, è un ottimo punto di partenza per iniziare a capire qualcosa della complessa storia iraniana nel Novecento, anche per quanto concerne la condizione femminile: i personaggi che colpiscono di più, oltre a Marjane e suo padre, sono sua madre e soprattutto sua nonna. Nota cinefila: Marjane e sua madre sono doppiate da Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve, madre e figlia anche nella vita, e la nonna ha la voce di Danielle Darrieux, che in Les Demoiselles de Rochefort ha interpretato la madre delle sorelle anche nella vita vera Catherine Deneuve e Françoise Dorléac.

Da Persepolis di Marjane Satrapi

Da Persepolis di Marjane Satrapi

Come Persepolis, anche Brave segue il percorso di maturazione della protagonista adolescente. Brave è uno dei tentativi moderni di emancipare le «storie con le principesse» dal lieto fine (matrimoniale) a tutti i costi, e in questo è un successo; rispetto ad altre prove, nondimeno, risente di una trama che – per quanto piacevole – rimane un po’ semplicistica per un adulto.

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Da Brave di Branda Chapman, Mark Powers e Steve Purcell

Infine, Tamako Love Story di Naoko Yamada. Considerato quanti film di animazione provengono dal Giappone, sono rimasta sorpresa dall’apparente deserto per quanto riguarda le registe. Tamako Love Story stesso è un sequel cinematografico di una serie animata intitolata Tamako Market (Tamako è il nome della protagonista). La pellicola regge bene anche senza aver visto Tamako Market: è un classico slice of life ambientato alla fine del liceo, un periodo in cui tutto sembra fermo e allo stesso tempo muoversi con grande velocità.

 


 

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  1. barbs

    13 aprile

    Ooooooh wild swans!! lo ho visto in TV da piccola miliardi di volte e lo adoravo!!

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