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52 films by women: luglio e la francofilia

52 films by women: luglio e la francofilia

Cecilia ha deciso di accettare la sfida 52 films by women e guarderà (almeno) un film diretto da una donna ogni settimana del 2016. Ogni mese, ci racconterà quello che ha visto. Puoi leggere tutti i post qui.


 

Sois Belle et Tais-Toi – Delphine Seyrig (1981)
Lolo – Julie Delpy (2015)
Nous York – Géraldine Nakache, Hervé Mimran (2012)
Une Vie Toute Neuve – Ounie Lecomte (2009)
Mignon è Partita – Francesca Archibugi (1988)

Le registe francesi dell’ultima generazione – Rebecca Zlotowski, Mia Hansen-Løve, Céline Sciamma – hanno diretto alcuni dei migliori film degli ultimi anni e a volte hanno contribuito alla sceneggiatura di acclamati film stranieri (e.g. Mustang, della turca Deniz Gamze Ergüven, è stato co-sceneggiato da Alice Winocour, regista di Augustine e Maryland), così ho deciso di dedicare il mese di Luglio alle registe d’Oltralpe.

Sois Belle et Tais-Toi è un documentario girato nei tardi anni Settanta da Delphine Seyrig, musa e attrice simbolo del cinema europeo dell’epoca; si tratta di una serie di interviste a varie attrici – celebri, come Jane Fonda, e meno celebri – riguardo le loro vite personali e professionali.

Maria Schneider (nata nel 1952) esprime il desiderio di lavorare con attori della sua età invece di Marlon Brandon (1924) e Jack Nicholson (1937), Jane Fonda racconta del makeover impostole una volta entrata nell’ormai moribondo sistema degli studios e l’attrice afroamericana – l’unica persona intervistata non caucasica – Maidie Norman riflette sull’ulteriore scarsità di ruoli disponibili per le donne nere.

Nonostante lo spettro limitato delle età ed etnie professioniste intervistate, colpisce come alcune domande, per esempio “ti è mai capitato di girare una scena con una donna in cui dovessi essere affettuosa con lei?”, facessero già parte della conversazione, e allo stesso tempo come poco sia cambiato.

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Une Vie Toute Neuve di Ounie Lecomte

Ounie Lecomte è una regista francese di origini coreane; adottata da bambina, ha trasposto la sua esperienza personale in Une Vie Toute Neuve, un film malinconico incentrato sul momento di transizione – in orfanotrofio – della piccola Junhee. Interpretata da Kim Saeron (qui al suo debutto, ma chi ama il cinema coreano la riconoscerà anche in The Man from Nowhere e A Girl at My Door), Junhee è uno dei più riusciti personaggi infantili che mi sia capitato di vedere: pur essendo una bambina – e Junhee è una bambina, non un simbolo o una marionetta della sceneggiatura – le è concesso provare sentimenti complessi e “adulti” come la depressione e l’aggressività.

Francesca Archibugi scrive e dirige un altro film intorno a una giovanissima: Mignon è partita (la cui inclusione nel Luglio francofilo è giustificata dalla forte presenza transalpina nel cast). La Mignon del titolo è una quindicenne metà francese che si trasferisce a Roma per vivere con i cugini per qualche tempo. A differenza del film precedente e nonostante il titolo, Mignon non è la protagonista del film, ruolo ricoperto dal narratore, il tredicenne Giorgio.

Alle prese con genitori distratti e fratelli variamente iperattivi, nonché il momento di passaggio medie-liceo, Giorgio è affascinato dalla cugina; i due hanno molte cose in comune: amano leggere, sono piuttosto solitari e si sentono abbastanza esclusi dalle proprie famiglie (in modo molto più letterale Mignon, che è stata spedita a vivere in un altro paese da gente che praticamente non conoscere).

Lolo di Julie Delpy

Lolo di Julie Delpy

Poi, due commedie: Lolo, di Julie Delpy, e Nous York di Géraldine Nakache ed Hervé Mimran.

Lolo è una commedia standard sotto ogni aspetto, che dà al pubblico quel che si aspetta. Probabilmente chiunque sarebbe in grado di scriverne la sceneggiatura partendo da questo prompt: Violette, quarantacinquenne art director che lavora nella moda, incontra Jean-René, coetaneo informatico di Biarritz (una piccola città francese sulla costa atlantica, famoso luogo di vacanza – come dire Lignano Sabbiadoro); quella che doveva essere una storia per l’estate diventa più seria e Jean-René – cogliendo anche un’opportunità lavorativa – si trasferisce a Parigi. Ma Violette ha un figlio demoniaco, l’eponimo Lolo, che cercherà di mettere loro i bastoni tra le ruote. Ci riuscirà? Grande mistero. Questo film si salva? Sì, grazie al cast: Julie Delpy e Dany Boon sono ottimi nei loro ruoli stereotipati (nevrotica parigina lei, ingenuo di provincia lui), ma è soprattutto il giovane Vincent Lacoste a splendere.

Nakache e Mimran dirigono invece Nous Yorkuna pellicola che segue cinque amici: Gabrielle e Samia si sono trasferite a New York due anni fa, e i loro amici della periferia parigina – Sylvain, Nabil e Michaël – vanno a trovarle per la prima volta; quello che segue è una commedia gentile, con un’inaspettata cornice patinata, sui cambiamenti generati dal passare dell’età e dalle circostanze della vita sulle amicizie di lungo corso.


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