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52 films by women: agosto a squadre

Cecilia ha deciso di accettare la sfida 52 films by women e guarderà (almeno) un film diretto da una donna ogni settimana del 2016. Ogni mese, ci racconterà quello che ha visto. Puoi leggere tutti i post qui.


American Mary – Jen & Sylvia Soska (2012)
Maggie’s Plan – Rebecca Miller (2015)
Bound – Lana & Lilly Wachowski (1996)
Green Days: Dinosaur & I – Han Jaehoon & Ahn Hyejin (2010)
Zolushka – Nadia Kosheverova & Mikhail Shapiro (1947) (film completo su YouTube)

Ad agosto abbiamo giocato a squadre, tranne in un caso. Questo caso fuori categoria è Maggie’s Plan, uscito in Italia a fine giugno con l’ispirato titolo Il Piano di Maggie – A cosa servono gli uomini. Il film di Rebecca Miller è – nonostante una certa corrente di orientalismo – una piacevole commedia romantica, che non rivoluziona il genere ma quantomeno parte da una premessa diversa: cosa fare quando l’uomo di cui Maggie si era innamorata risulta completamente diverso da quanto si aspettava? L’idea della protagonista è sbolognarlo all’ex moglie, molto più compatibile con il carattere del suddetto.

Sempre sul genere leggero e romantico è l’adattamento russo di Cenerentola: Zolushka, di Nadia Kosheverova e Mikhail Shapiro, uscito nel 1948 in bianco e nero e in seguito ricolorato. Un film iconico nel panorama cinematografico nazionale, Zolushka segue in modo fedele la versione di Perrault, pur aggiungendo un certo dispettoso senso dell’umorismo e discostandosi dalla conclusione – che la sceneggiatura russa rende migliore e addirittura più romantica dell’epilogo classico legato alla scoperta di chi è la proprietaria della scarpetta di cristallo.

Green Days: Dinosaur and I è l’ultima commedia prima dei thriller; questo film d’animazione proveniente dalla Corea del Sud, diretto da Han Jaehoon e Ahn Hyejin, è incentrato su un momento di transizione nella vita di Oh Yirang. Yirang ha lasciato la squadra di atletica del liceo dopo essersi resa conto di non essere la migliore (e a cosa serve competere se non si è i migliori?), ma ora le sue giornate sono molto più lente e noiose. Due persone arriveranno a scuoterla da questa stasi: Soomin, un’altezzosa compagna di classe che è appena arrivata da Seoul e vorrebbe fare la poetessa, e Chulsoo, un altro compagno di scuola che si interessa al volo e allo spazio.

A chi è abituato ai film di Studio Ghibli probabilmente Green Days sembrerà uno sforzo più televisivo che cinematografico – e avrebbe ragione, nonostante un paio di bellissimi segmenti (Yirang “nello spazio” con lo zio di Chulsoo e la sequenza onirica verso la fine) – ma non è un buon motivo per non dare una possibilità a questo film, che ritrae con rispetto e comprensione un momento di svolta e crescita personale nella vita di un’adolescente.

Green Days

Green Days: Dinosaur and I

Se cambiamo decisamente genere, non abbandoniamo del tutto certi accenti più leggeri, anche se nel film delle sorelle Soska si tratta di una comicità stemperata nel grottesco: American Mary segue Mary Mason, un’eccellente studentessa che sta completando il tirocinio in ospedale e, dopo una violenza sessuale, entra in contatto con la comunità della modificazione corporea.

Se potessi far partire una moratoria internazionale sul topos della Donna Cambiata da Uno Stupro, lo farei; detto questo, in American Mary la scena della violenza non è girata in modo da titillare chi guarda, ma dopo questo evento l’energia del film (che resta godibile) si abbassa, senza ritornare più ai livelli iniziali, e il personaggio stesso di Mary perde in credibilità.

Infine, il miglior film del mese: Bound, il cui sottotitolo italiano è il glamourtrash (e in odore di omofobia) Torbido Inganno, diretto da Lana e Lilly Wachowski. Corky è appena uscita di prigione e si mantiene facendo dei lavori di ristrutturazione; mentre raggiunge l’appartamento che deve mettere a posto, incontra in ascensore Caesar, un pesce piccolo della mafia italoamericana, e Violet, la sua compagna. Tra Corky e Violet l’attrazione è immediata, e quasi subito concepiscono un piano criminale: rubare i soldi di Caesar e iniziare una nuova vita insieme, altrove.

Bound è un film che si inserisce nella fioritura di film neonoir usciti a metà anni Novanta – tre titoli su tutti: LA Confidential, Se7en e I soliti sospetti; si distingue dalla massa, oltre che per la qualità, per il fatto che il protagonista non è il solito uomo bianco eterosessuale (caratteristica che lo accomuna a Il Diavolo in Blu, il cui protagonista è un detective afroamericano nella Los Angeles degli anni ’50). Incredibile ma vero, il film delle sorelle Wachowski è incentrato su una coppia e, per lodarlo senza fare troppi spoiler, non si macchia del solito problema dei media che includono personaggi gay.

bound

Bound


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