Crea sito
READING

52 films by women: ottobre di piccoli brividi

52 films by women: ottobre di piccoli brividi

Cecilia ha deciso di accettare la sfida 52 films by women e guarderà (almeno) un film diretto da una donna ogni settimana del 2016. Ogni mese, ci racconterà quello che ha visto. Puoi leggere tutti i post qui.


Fatal Frame – Mari Asato (2014)
Honeymoon – Leigh Janiak (2014)
The Fits – Anna Rose Holmer (2015)
#Horror – Tara Subkoff (2015)
The Invitation – Karyn Kusama (2015)
Pluto – Shin Su-won (2012)

 

Ottobre: mese di Halloween anche per noi abitanti di un Paese da almeno trent’anni fiero di essere succube dell’influenza statunitense.

Parliamo subito del più brutto dei film citati in alto: #Horror, scritto e diretto da Tara Subkoff, è una sorta di riedizione moderna dei giallos degli anni Settanta, e come tale ne ha il difetto più grande, vale a dire personaggi credibili quanto Donald Trump che afferma di rispettare le donne. Guardatelo solo se vi piacciono le confezioni patinate, la neve e/o i ricchi che muoiono male, perché la superficialità e gli accenti fatfobic ne possono rendere la visione a dir poco intollerabile.

 

La protagonista del suggestivo The Fits, diretto da Anna Rose Holmer, è l’undicenne Toni (Royalty Hightower): Toni si allena con suo fratello Maine, un giovane e promettente boxeur, ma è affascinata dalle Lionesses, la squadra di ballerine che si esercita nella loro stesso centro sociale. Incoraggiata da Maine, Toni pian piano trova il coraggio di unirsi a loro, ma poco dopo qualcosa di strano inizia a succedere: una dopo l’altra, le ragazze della squadra iniziano a perdere i sensi. Succederà anche a Toni? Ma soprattutto… Toni vuole che succeda anche a lei? La risposta che offre il film non è scontata. Nota à la C’è Anche Un Po’ d’Italia: il film è stato inserito nel workshop Biennale College promosso dalla Biennale di Venezia.

sngxomr

The Fits di Anna Rose Holmer

jebgeod

The Fits di Anna Rose Holmer

 

Fatal Frame, di Mari Asato, è basato sul videogioco con lo stesso nome (ma non ne richiede una conoscenza pregressa). In un collegio femminile cristiano, la bellissima Aya (Ayami Nakajo) si chiude nella propria stanza e si rifiuta di uscirne. Contemporaneamente, alcune studentesse iniziano a sparire dopo aver eseguito un incantesimo d’amore che coinvolge una sua fotografia, e Aya stessa appare come una presenza ultraterrena alla compagna di classe e ammiratrice Michi (Aoi Morikawa), alla quale chiede di essere liberata dalla “maledizione”. Fatal Frame è una storia di fantasmi dalle atmosfere malinconiche, che non nasconde gli amori e le infatuazioni dei suoi personaggi femminili – a volte per altri personaggi femminili – dietro cortine di perbenismo.

 

Arriviamo all’ultimo anno di liceo con Pluto, titolo che fa riferimento all’ex pianeta Plutone e non al personaggio Disney. Il film diretto da Shin Su-won si apre con il ritrovamento del cadavere di Yujin (Sung Joon) nel bosco vicino al suo liceo; il colpevole dell’assassinio viene quasi subito identificato in Joon, uno studente della stessa scuola che lo odiava più di chiunque altro.

I due ragazzi non potrebbero essere più diversi – tanto il primo è longilineo, spregiudicato e ricchissimo il primo quanto minuto, riservato e borghese è il secondo – ma sono accumunati dal desiderio di poter accedere alla migliore università possibile: per Yujin sembra pressoché scontato (probabilmente farà il test d’ingresso per la Seoul National University, una delle più prestigiose del paese), ma per Joon, che pure studia e si impegna, la situazione sembra meno rosea e il modo che sceglierà per cercare di raggiungere Yujin non solo cambierà la sua vita ma illuminerà le disuguaglianze di classe che tuttora determinano l’accesso agli studi universitari.

Fatal Frame, di Mari Asato,

Fatal Frame di Mari Asato

 

Se The Fits, Fatal Frame e Pluto sono storie incentrate su ragazzini e adolescenti, con Honeymoon e The Invitation ci spostiamo nell’età adulta.

In Honeymoon appaiono solo quattro personaggi, per la precisione due coppie (le coppie sono un motivo che ritornerà anche in The Invitation) – una è formata da Bea e Paul (Rose Leslie e Harry Treadaway), i protagonisti, che si sono appena sposati e hanno raggiunto il cottage della famiglia di lei per trascorrervi la luna di miele; l’altra sembra vivere un momento di difficoltà: Will e soprattutto Annie sembrano agitati, se non terrorizzati.

È il primo segno che qualcosa non va in questo placido angolo di Canada, e il secondo – e ben più grave – arriva non molto tempo dopo: Bea sparisce nella foresta, e quando torna è cambiata, forse in modo irreparabile. Come The Fits, Honeymoon è un film molto contenuto: l’ambientazione è così ristretta che da entrambi si potrebbe trarre un testo teatrale con uno sforzo minimo di adattamento – tuttavia il film Leigh Janiak contrappone all’indagine psicologica di The Fits un’inquietudine che si fa via via più concreta.

 

Karyn Kusama, dopo alcuni alti e bassi di carriera, dirige forse il film più noto e più di successo tra quelli qui citati: The Invitation. Eden e David sono appena tornati dal Messico e, per riallacciare i contatti con i vecchi amici, hanno deciso di dare una cena; ma fin dall’inizio Will, l’ex marito di Eden, sembra più nervoso del previsto. È Will a essere vicino al crollo psicologico o sono Eden e David a nascondere qualcosa?

Durante una cena a metà tra l’imbarazzante (comportamenti da macho, baci non richiesti) e il sentimentale (nel senso neutro del termine) The Invitation tiene lo spettatore all’erta fino al terzo atto, quando la sensazione di disagio lascia spazio all’orrore.

The Invitation di Karyn Kusama

The Invitation di Karyn Kusama


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.