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Una lista di videogiochi belli per tutte le finte ...

Una lista di videogiochi belli per tutte le finte nerd

*rubs my feminist little hands all over nerd culture*

Qualche tempo fa mi sono vista comparire quest’immagine sulla bacheca di Facebook:

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La cosa mi ha abbastanza rattristato, perché tragicamente falsa, ma soprattutto perché è stata condivisa da conoscenti, amici e anche più che amici; in generale diverse persone con cui ho parlato (e continuo a parlare) spessissimo di videogiochi o con cui ho addirittura giocato. Se il Gamergate ha messo in luce gli aspetti più estremi di una parte della cultura geek, i “piccoli” pregiudizi contro le giocatrici continuano ad esistere: nel 99,9% dei casi siamo solo delle “finte gamer“, che giocano esclusivamente per attirare l’attenzione e avvicinarci al mondo dei ragazzi (d’altronde non è per questo che viviamo?), mentre solo lo 0,1% è composto da vere giocatrici, rarissime creature mitologiche, sogno di ogni nerd che si rispetti.

E dunque, dato che infastidire i sessisti e giocare ai videogiochi sono due delle mie attività preferite, ho deciso di facilitare l’accesso di nuove fake gamer girls, compilando una lista personale di videogame relativamente nuovi, di vario genere, che consiglierei a giocatrici in cerca di personaggi femminili interessanti, non stereotipati e non necessariamente mirati ad un pubblico di adolescenti maschi arrapati. Ho deciso di procedere con la mia lista anche perché sono rimasta parecchio delusa dal ristrettissimo numero di videogiochi consigliati da Feminist Frequency, che non ha fatto altro che confermare le mie perplessità riguardo Sarkeesian e il suo gruppo.

 


DISCLAIMER: Questa lista è incompleta, ovviamente, quindi vi invito a lasciare i vostri suggerimenti nei commenti. Potrebbero esserci dei giochi considerati problematici da qualcuno, ma ripeto che molto spesso mi trovo in disaccordo con i tropes proposti da Feminist Frequency e che la lista è personale. Un gioco memorabile non è necessariamente segnato da buoni personaggi femminili e non è mai successo che non abbia comprato un gioco che mi interessava semplicemente perché non aveva protagoniste donne, ma so che se ne ho la possibilità, sceglierò di controllare un personaggio femminile, semplicemente perché preferisco così. Parlo esclusivamente di giochi che ho effettivamente giocato e amato, quindi non venitemi a dire “NON HAI MESSO BLOODBORNE/STARCRAFT/GNFAIDJAIN!!1!1!” perché anche se so che ci sono personaggi femminili, potrei non averli inseriti perché ho scelto di mettere i miei preferiti, o addirittura perché non li ho mai giocati.


 

Portal/Portal 2

(Xbox 360, PS3, Microsoft Windows, Linux, Nvidia Shield, Mac OS)

Partito come ottimo puzzle-game abbastanza breve (il primo Portal si può finire in poche ore, anche senza fretta) e con una trama semplice, ma molto particolare. Con Portal 2 si ha invece una vera e propria esplosione di humour nero, divertimento, colonne sonore bellissime, ingegno, frustrazione (alcune camere mi hanno portato alla consultazione di guide, lo ammetto quasi senza vergogna), ma soprattutto FEELS FORTISSIMI.

Ricopriamo il ruolo di Chell, una donna di cui si sa poco o niente, che viene spinta da un’intelligenza artificiale di nome GLaDOS (dalla voce femminile) a sottoporsi a infiniti test d’intelligenza sviluppati dal centro Aperture. Questo, molto sinteticamente. Quando avrete iniziato a giocare, coglierete qua e là (principalmente nel secondo capitolo) indizi e dettagli sull’ambiente e sulla situazione in cui vi trovate, poi lentamente sarete trascinate in un vortice di insana curiosità che vi porterà a scandagliare ogni sito o articolo esistente, senza trascurare quelli più complottisti, per riuscire a carpire ancora di più sul passato e il presente della Aperture.

 

 

The Walking Dead

(PS4, Android, PS3, Xbox 360, PS Vita, Xbox One, iOS, Microsoft Windows, Ouya, Mac OS)

Oltre ad essere il gioco delle lacrime (sono seria: ho pianto quando ho finito la prima stagione e ho pianto ancora quando ho finito la seconda), quello della Telltale è sicuramente il prodotto più aderente allo stile del fumetto, rispetto alla serie tv e all’altro videogioco di cui tutti si sono dimenticati.

Nella prima stagione impersoniamo Lee, un professore universitario accusato di omicidio, che fa il suo primo incontro con gli zombie mentre sta viaggiando verso il carcere in una macchina della polizia. Cercando di mettersi in salvo in una casa deserta, incontra Clementine, una bambina rimasta sola dopo che la sua babysitter è stata infettata: da qui in poi saranno inseparabili.

Nella seconda stagione (preceduta da uno speciale facoltativo, “400 giorni”) controlleremo Clementine, invece. Tutta la serie è meritevole perché, oltre ad avere un’ottima trama, è ricchissima di personaggi femminili, tutti diversi: ci sono donne belle, donne brutte, donne grasse, donne magre, donne gentili, donne cattive… e Clementine è innegabilmente la protagonista principale.

 

 

Mass Effect 2

(Xbox 360, PS3, Microsoft Windows)

È risaputo che una femShep sia molto meglio di un maleShep, nonostante le pubblicità utilizzino esclusivamente il secondo. Ci troviamo nell’anno 2185, in un futuro fantascientifico. Dopo essere stata riportata in vita dall’organizzazione Cerberus, Shepard viene incaricata di indagare sulla scomparsa di alcune colonie umane per mano dei Razziatori, un gruppo di antiche macchine senzienti già combattute nel primo episodio della serie.

Il personaggio di femShep, oltre ad essere customizzabile, è caratterizzato benissimo e il doppiaggio inglese è fenomenale. Inoltre, le scelte offerte al personaggio sono le stesse che vengono offerte ad un maleShep: nulla cambia nella storia, se si sceglie una protagonista femminile.

Anche nella squadra che viene a formarsi compaiono ottime alleate, che forse subiscono un po’ di male gaze (penso a te, bel deretano di Miranda), ma trovo idiota (e anche un po’ da slutshamer) condannare personaggi esteticamente piacevoli, anche quando hanno una storia e una personalità ben sviluppate, senza fungere esclusivamente da arredo.

 

 

Mirror’s Edge

(PS3, Xbox 360, Microsoft Windows, iOS, Windows Phone)

Se vi piace il parkour, questo è sicuramente il gioco per voi. Se non vi piace, mollerete il gioco dopo poche ore (come ho fatto io) e passerete il resto del tempo osservando un vostro amico/amica più abile. A parte gli scherzi, Mirror’s Edge vi piacerà comunque, perché ha un gameplay particolarissimo ed è esteticamente molto piacevole.

Controllate Faith, un corriere che si muove sui tetti di una città, in un futuro distopico dove ogni informazione è strettamente controllata. Nel momento in cui la sorella di Faith viene accusata dell’assassinio di un politico, anche lei diventa un bersaglio: correndo e dandosi a rischiose acrobazie, cercherà la via più veloce per sfuggire ai nemici.

 

 

Left 4 Dead/Left 4 Dead 2

(Microsoft Windows, Xbox 360, Mac OS X, Linux)

Nonostante Left 4 Dead e il suo sequel cadano nel cliché della donna controllabile fra tre uomini, lo considero un gioco degno di nota in questa lista, grazie all’alto livello di pregio di un particolare personaggio: Rochelle.

Sicuramente uno dei personaggi femminili neri più conosciuti e amati della storia dei videogame: non ha niente da invidiare ai suoi compagni maschi, indossa una maglietta dei Depeche Mode e la sua personalità schietta si può addocchiare già nel trailer. L4D è uno sparatutto horror in prima persona, in cui un gruppo di sopravvissuti (due, nel secondo episodio) lotta per restare in vita durante un’infestazione di zombie. Dà il suo meglio in modalità cooperativa, quindi conviene trovare qualcuno con cui giocare.

 

 

Bioshock Infinite

(PS3, Xbox 360, Microsoft Windows, Linux, Mac OS)

Per quanto mi riguarda, uno dei giochi migliori di sempre. Storia, ambientazione, gameplay, personaggi: tutto magistrale. La storia inizia con Booker DeWitt che raggiunge Columbia, la città volante, con un’unica indicazione: “Portaci la ragazza e cancella il debito”.

È così che parte la ricerca di Elisabeth, che sarà tutto tranne che una damsel in distress: l’unica in grado di forzare serrature e creare varchi fra le dimensioni, sarà un’efficientissima aiutante. Nel doppio DLC Burial at Sea la potremo finalmente controllare e le nostre aspettative non saranno deluse. Sarò anche un po’ molto parziale, ma questo gioco per me è un 11/10.

 

This War of Mine

(Microsoft Windows)

Vi avviso: questo è un gioco deprimente, ma anche importantissimo. Contrastando la tendenza della maggior parte dei giochi “di guerra” di rappresentare esclusivamente la parte attiva e adrenalinica della battaglia, quella dei soldati, ci mette nei panni di un gruppo di civili che cerca di superare le innumerevoli difficoltà quotidiane e di sopravvivere fino alla fine del conflitto. Si possono usare diversi personaggi femminili, di ogni età e origine, ben rappresentati, con abilità e forma fisica diverse.

TRIGGER  WARNING: si può assistere indirettamente ad una violenza sessuale.

 

 

XCOM: Enemy Unknown

(PS3, Android, Xbox 360, iOS, Microsoft Windows, Linux, Mac OS)

Fan della fantascienza old-school e dei giochi strategici a turni, questo è il videogame per voi!
Assumendo il ruolo di comandante del progetto militare e scientifico X-COM, cerchiamo di difenderci da un’invasione aliena: alla base si lavorerà sulla ricerca, raccogliendo campioni e sviluppando nuove tecnologie e tattiche, mentre il clue del gioco sta nel condurre operazioni militari contro i gruppi alieni.

Le squadre sono formate in maniera casuale da soldati maschi e soldati femmine, caucasici e non: non ci sono posizioni strettamente legate al genere, quindi non ci sono problemi nell’avere una donna nel ruolo di tank. È un gioco che mi ha molto appassionata, e non è per niente semplice: spesso una sola scelta sbagliata sul campo di battaglia può portare alla disfatta totale e, per quanto il look sia vagamente da cartoon, devo dire che ogni soldato morto resta un peso sul cuore.

 

 

Dead Island

(PS3, Xbox 360, Microsoft Windows, Mac OS X, Linux)

Ok, ok, lo so: Dead Island o, piuttosto, la gente che ci sta dietro si è trovata coinvolta in un paio di situazioni veramente spiacevoli (1, 2), ma della cui serietà sembra rendersi conto e di cui si è abbondantemente scusata. Ho deciso di inserire comunque il gioco nella lista perché ci sono due ottimi personaggi femminili giocabili e diversi NPC interessanti e diversificati.

Le due donne giocabili sono una receptionist cinese, specializzata in armi bianche, e una ex-poliziotta/bodyguard aborigena, esperta di armi da fuoco: insieme ad altri due personaggi maschi, cercheranno di fuggire da un’isola tropicale infestata dagli zombie.

TRIGGER WARNING: durante una missione una NPC viene violentata.

 

 

Dragon Age Inquisition

(PS4, Xbox 360, PS3, Xbox One, Microsoft Windows)

Personalmente, ne sono innamorata. Anche se non ho giocato a Dragon Age II, sì.*

Dopo aver customizzato il personaggio, scopriamo di essere le uniche sopravvissute all’apertura di un varco sull’Oblio (il mondo dell’oltretomba) che ha ucciso, oltre ad una quantità di persone, la Divina Justinia, capo della Chiesa. L’incidente ci ha lasciato senza memoria e segnate da un marchio che permette di aprire e chiudere nuovi varchi: per questo, dopo una buona dose di diffidenza iniziale, veniamo arruolate nell’Inquisizione, che cerca di mettere fine al caos dilagante nell’intera regione e di eliminare la minaccia proveniente dai varchi.

Non appena saremo entrate nell’Inquisizione, ci renderemo conto del grande numero di NPC femminili presenti: a partire da Cassandra, Leliana e Josephine, le consigliere a capo dell’organizzazione. Da notare, dato che c’è la possibilità di portare avanti delle relazioni sentimentali con i vari compagni presenti, che ci sono personaggi omosessuali, bisessuali e pansessuali! Ed è presente anche un personaggio transessuale, che viene trattato in maniera rispettosa e positiva dai suoi compagni. Ma soprattutto, c’è Il Toro di Ferro.

*Dicono tutti che è molto brutto, ma effettivamente può aiutare a non ritrovarsi sperduti nella vastissima storia del gioco. Magari leggetevi la trama, ecco. Devo dire che, almeno, avendo giocato a Dragon Age: Origins, non ci sono stati grossi problemi per me.

 

 

Rogue Legacy

(Microsoft Windows, Linux, OS X, PS3, PS4, PS Vita, Xbox One)

Un gioco platform roguelike molto particolare, in quanto l’esplorazione del dungeon viene portata avanti da un’intera stirpe, a partire dal nostro primo personaggio. Ogni eroe/eroina ha una caratteristica particolare, i cui effetti si ripercuotono sul gioco: c’è chi è miope (quindi l’area a fuoco intorno al giocatore sarà minore), chi è affetto da nanismo (essendo più piccolo, potrà entrare in spazi ristretti), chi da ADHD (si muoverà più velocemente), e così via. È un gioco molto divertente, ma anche piuttosto difficile, quindi partite preparate.

 

 

Gone Home

(Microsoft Windows, Linux)

Se n’era parlato ampiamente qui, ma lo ribadisco ancora, per dare fastidio: bersagliato da tutto l’odio più ingiustificato degli anti-SJW, Gone Home è sicuramente da provare. Anche perché dura qualcosa come 4 ore, quindi può riempirvi una serata di quelle un po’ tristine, di pioggia. Accompagnato una bella tazza di tè caldo e una coperta, magari.

 

 

Alien: Isolation

(PS4, Xbox 360, PS3, Xbox One, Microsoft Windows) 

Abbiamo parlato di Alien proprio ultimamente, no? Bene, in Alien: Isolation impersoniamo la figlia di Ellen Ripley, impegnata nella ricerca di sua madre. È davvero un’immersione totale nell’ambientazione del film (con il DLC Equipaggio sacrificabile la trasposizione è letterale): c’è l’ansia, c’è il terrore, c’è l’ambiente fantascientifico pieno di bottoni luminosi e c’è pure Alien. Sconsigliato ai cuori deboli (io difatti lo gioco con il moroso, così facciamo il cambio antipanico) e alle impazienti, visto che si passa il tempo a strisciare da un nascondiglio all’altro.

https://www.youtube.com/watch?v=uqmlNjPWNXA

 

 

Life is Strange

(Microsoft Windows, PS4, PS3, Xbox One, Xbox 360) 

Nonostante le critiche ai dialoghi, che in effetti a volte sembrano quelli di adulti che cercano di impersonare adolescenti, è un buon gioco e me lo sto godendo.

Ci mettiamo nei panni di Max, una studentessa di fotografia adolescente che scopre di poter manipolare il tempo quando salva la sua migliore amica da un’aggressione. Quello che sto apprezzando particolarmente è la ricchezza di dettagli e di sottotrame che rendono l’esperienza davvero reale, insieme al fatto che nonostante i personaggi sembrino i classici stereotipi liceali, in realtà vengano smontati pezzo per pezzo, rendendo ogni personaggio veramente singolare.

TRIGGER WARNING: si intuisce una violenza sessuale, forse di gruppo; si assiste ad un suicidio.

 

 

Saints Row III/IV

(Microsoft Windows, PS3, Xbox 360)

Ergo, la versione completamente sopra le righe di GTA: nel III, assumete il controllo del boss dei Saints (maschio, femmina, magro, grasso, atletico, bianco, nero, blu o argentato: la customizzazione del personaggio è totale), gangster multimiliardari e star internazionali. Dopo un colpo andato male, l’organizzazione viene distrutta e ci tocca ripartire da zero, ricreando il gruppo dei Saints.

Nel IV, invece, diventate presidente o presidentessa e salvate il mondo da un’invasione aliena. Quindi insomma, se vi piace GTA, ma vorreste personaggi femminili migliori e vi sta bene un gioco molto scorretto e un po’ cretino, allora questo è fatto per voi.

Ripeto che è un gioco davvero sopra le righe, quindi qualcuno si potrebbe offendere a causa delle battute di pessimo gusto, delle missioni da pappone e dai duelli con falli di gomma. Lo considero un gioco female-friendly perché il nostro personaggio è davvero completamente personalizzabile (in quanti giochi potete creare una protagonista femminile grassa?) e ci sono molte alleate, tutte degnissime di nota, in primis Shaundi: dopo essere partita come ragazza ribelle, avida consumatrice di droga e abbastanza debole in battaglia, nel terzo (e poi quarto) episodio di Saints Row appare matura, indipendente e determinata.

 

 

The Last of Us

(PS4, PS3)

Sfido chiunque a dirmi di non averne mai sentito parlare. È stato scelto come miglior gioco di sempre da Empire, e anche se la prima posizione può essere discutibile, sicuramente è un gioco da top ten. Si tratta di un videogame di sopravvivenza e avventura, ambientato una ventina di anni dopo la diffusione di una pandemia che ha posto fine alla società come la conosciamo oggi: Joel è un contrabbandiere ingaggiato per trasportare una ragazzina, Ellie, fuori dalla zona controllata dal governo, una sorta di regime militare dispotico. I nemici non saranno solamente gli infetti, ma anche i sopravvissuti, selvaggi violenti che spesso praticano il cannibalismo.

Controlleremo Joel per quasi tutto il gioco, ma anche Ellie sarà impersonata in alcune situazioni; inoltre, nel DLC Left Behind riprenderemo una parte cruciale della sua storia, controllando lei. The Last of Us è un gioco veramente bellissimo, dove l’ottimo gameplay si fonde con una storia coinvolgente e toccante; Ellie non si dimostra mai passiva, è un personaggio a tutto tondo quanto Joel, e non si può fare a meno di amarli.

 

 

Borderlands/Borderlands 2

(PS4, Xbox 360, PS3, Xbox One, PS Vita, Microsoft Windows, Linux, Mac OS)

Un originalissimo sparatutto in prima persona, dal look accattivante e fumettoso, che non si prende mai sul serio e continua a giocare sui cliché del genere. A parte gli aspetti problematici legati alla questione della “girlfriend mode”, ho trovato Borderlands una buona serie anche dal punto di vista della rappresentazione femminile, soprattutto perché migliora di capitolo in capitolo: se Lilith del primo Borderlands è un po’ lo stereotipo della ragazza seducente (ma anche uno dei personaggi giocabili più forti), Maya, pur essendo una Siren come Lilith, è diversa sia come aspetto che come atteggiamento.

Nel terzo episodio (che non ho ancora giocato), i personaggi giocabili femminili passano dalla tradizionale proporzione 1:3, sulla quale si basa la maggior parte dei giochi esistenti, ad un incredibile 2:2! In aggiunta, ricordiamo le varie NPC, tra le quali spicca sicuramente Ellie: la meccanica sovrappeso e innamorata del proprio corpo, al punto che una missione prevede il recupero di statuette che la raffigurano, mentre lei commenta di volta in volta su quanto si senta sexy e attraente. Quindi c’è anche una buona dose di body positivity, che si riconferma anche quando, incontrando Scooter, egli minaccia di farci del male se prenderemo in giro Ellie e la sua divina forma fisica. Thumbs up, insomma.

 

 

Tomb Raider

(PS4, Xbox 360, PS3, Xbox One, Microsoft Windows, Mac OS)

Il gioco del 2013 riprende le origini dell’eroina più conosciuta del mondo dei videogame, che da studentessa si ritrova naufraga su un’isola estremamente inospitale. Su questo prequel ho sentito opinioni contrastanti: c’è chi l’ha considerato come una tappa inutile della serie di Tomb Raider, preferendo la classica esploratrice dura e pura degli anni’90 e considerando sconcertante il fatto che ci sia stato bisogno di rendere più umana Lara agli occhi dei giocatori, facendola piangere e mostrandola vulnerabile; mentre per altri ha acquisito una nuova profondità psicologica.

Io sono della seconda posizione, anche perché sono dell’idea che i videogiochi siano cambiati moltissimo rispetto a venti anni fa: ora il giocatore tende a cercare una storia e un approccio più realistico ai personaggi, di cui prima spesso non c’era il bisogno, e questo è quello che offre il nuovo Tomb Raider.

TRIGGER WARNING: durante la storia c’è un tentativo di violenza sessuale e in generale le morti sono davvero violente.

 

 

Fallout III/Fallout New Vegas

(Windows, Xbox 360, PS3)

Capolavori, semplicemente. Il mio preferito è New Vegas, che penso di aver rigiocato sulle 4-5 volte: ci ritroviamo nel 2281, in un futuro post-apocalittico dove impersoniamo il corriere (customizzabile), sopravvissuto ad tentativo di omicidio durante la consegna di un pacco di cui non sa nulla. Dopo essere stato rimesso in sesto, il corriere intraprende il suo viaggio nel deserto del Mojave, alla ricerca del pacco perduto e della sua vendetta.

Tutta la serie è ricchissima di NPC femminili diversificati, indipendenti e ben tratteggiati. Sono un’amante di questa serie, perché oltre alla grandissima libertà di movimento e di scelta, alla trama complessa e alla colonna sonora anni ’50, tutta l’ambientazione è talmente coinvolgente che, ben presto, vi ritroverete a guardare tutti i video disponibili su YouTube che riguardano la storia del mondo di Fallout e i segreti dei vari Vault. Questo fino a quando vi inquieterete talmente tanto da dover prendere una pausa dal gioco, esatto.

 

 

Wasteland 2

(Microsoft Windows, OS X, Linux, PS4, Xbox One) 

Un ottimo gioco per le nostalgiche dei vecchi RPG con combattimento strategico a turni, in un’ambientazione post-apocalittica. Vengono mosse squadre da sette e i personaggi femminili predefiniti controllabili sono tutti interessanti, diversificati e non sessualizzati, in più c’è la possibilità di crearne di nuovi in base alle proprie preferenze. Magari non lo consiglio alle nuovissime giocatrici, dato che è parecchio ostico, ma tutti gli sforzi vengono ampiamente ripagati!

 

 

State of Decay

(Xbox 360, Xbox One, Microsoft Windows)

Forse non sarà un videogame rivoluzionario, ma io l’ho amato particolarmente perché, a differenza della maggior parte dei giochi sugli zombie, si focalizza molto sul lato della sopravvivenza vera e propria: la ricerca di cibo, risorse e di una base adeguata sono all’ordine del giorno.

Non fraintendetemi: gli zombie sono presenti, le battaglie e lo splatter pure. Si parte con tre sopravvissuti e mano a mano che si procede con il gioco si hanno diverse occasioni per reclutarne di nuovi. Tutti hanno caratteristiche, abilità e personalità diverse e sono presenti anche moltissime donne, sin dall’inizio. E anche qui come in XCOM, se uno dei sopravvissuti muore, muore effettivamente (anche perché il gioco salva automaticamente non appena accade), incidendo notevolmente sul morale del resto del gruppo (e su quello del giocatore).

 

 

Altri giochi che mi sento di consigliare e che mi vengono in mente all’ultimo, che magari non hanno protagoniste, ma ottime NPC femmine: Half-Life 2, Monkey Island, Red Dead Redemption, Dishonored, la serie di Bioshock, la serie di Halo (a parte l’ultimo, dove Cortana diventa insopportabile), Grim FandangoThe Cave.

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Saluti e baci a tutte le fake geek girls. <3


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  1. Dane

    22 giugno

    Da lettore/parolaio e gamer ti faccio i complimenti per il pezzo. Sono d’accordo su quasi tutto (di Bioshock avrei citato forse più il secondo che il terzo; Mirror’s Edge ha un background interessante, ma il gameplay doveva essere sviluppato meglio, tralasciando poi il memorabile doppiaggio di un’attrice italiana; di Dead Island forse la cosa migliore è il trailer)e lascio un paio di input che magari ti potrebbero interessare. Il primo riguarda roba un po’ vetusta, ma all’epoca davvero notevole con una 007 davvero carismatica e ben caratterizzata: https://it.wikipedia.org/wiki/The_Operative:_No_One_Lives_Forever. L’altra opera che volevo segnalare, To the Moon, è una sorta di adventure-puzzle game indie del 2011, con trama e colonna sonora a livelli altissimi. Speriamo che Life is Strange mantenga alta la qualità fino alla fine.

  2. pixelrust

    21 luglio

    Segnalo una recensione soddisfatta di “Gone Home”:
    https://onewomanshow.noblogs.org/post/2015/07/21/gone-home-ovvero-riot-grrrls-in-un-videogame

    Particolarmente significativa in quanto scritta da una che si intende di musica, e “Gone Home” contiene molti riferimenti alla cultura riot grrrls e punk rock.

  3. FG

    11 febbraio

    Bella lista! Quei pochi che ho giocato mi piacciono tutti tantissimo (bioshock infinite e fallout new vegas su tutti), mi hai fatto venire voglia di tornare su steam a cercare gli altri!

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