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Storia della noia di mezza estate: Tu Dors Nicole ...

Storia della noia di mezza estate: Tu Dors Nicole di Stephane Lafleur

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Fra le sorprese dell’anno che si è appena concluso non posso non citare il cinema québécois, una scena a cui non avevo mai dato nessuna attenzione e di cui ho invece avuto modo di scoprire vari titoli davvero interessanti. Tra questi c’è Tu Dors Nicole (You’re Sleeping, Nicole), film di Stéphane Lafleur presentato a Cannes e la cui protagonista – Nicole, per l’appunto – incarna alla perfezione lo spirito di “mai ‘na gioia”.

Quando la conosciamo, Nicole sta cercando di sgusciar via da uno one night stand un po’ troppo insistente, che continua a chiederle quando si rivedranno. Finalmente sola, Nicole si gode la solitudine e la quiete di un posto tutto per sé, visto che i genitori sono via in vacanza. Con una carta di credito nuova ed una casa vuota a disposizione, l’estate che sta cominciando si prospetta formidabile. Eppure, non ci vuol molto perché Nicole e la sua migliore amica Véronique inizino ad annoiarsi ed a chiedersi se “è davvero tutta qui, la nostra estate?”.

L’arrivo del fratello, che insieme alla sua band invade la casa con interminabili prove ed innumerevoli lattine di birra, non migliora la situazione. Nicole non dorme per il caldo, e sembra essere l’unica che lavora e si dà da fare mentre tutti gli altri si divertono. Purtroppo per lei, i suoi sforzi portano a ben poco, e la tensione fra lei, Véronique ed il nuovo batterista della band inizia a farsi sentire. In un batter di ciglia, la situazione va a rotoli, e Nicole litiga con l’amica, rimane senza soldi e la sola compagina di Martin, il bambino a cui bada, che ha un’assurda voce da adulto ed una cotta per lei.

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Girato in bianco e nero e composto di tante piccole istantanee, Tu Dors Nicole riesce più di molti altri film a catturare quella sensazione di stallo ed immobilità che caratterizza alcune fasi della nostra esistenza, ed in particolare quella del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, in cui spesso niente va come vorremmo. Nicole è stoica, prendendo atto che ogni suo tentativo di ottenere qualcosa va irrimediabilmente storto, lasciandola più sola e taciturna di prima.

Un film fatto anche di tempi morti, che rispecchiano la situazione di stasi della protagonista, Tu Dors Nicole è un ritratto quasi poetico di una fase difficile dell’esistenza, un momento che dovrebbe essere di transizione e che invece ci vede spesso disorientati, senza nessuna bussola o indicazione, e spaventati all’idea di prendere la direzione sbagliata. Particolarmente toccante è il modo in cui ci si immedesima con la protagonista, immobile suo malgrado mentre il resto del mondo intorno a lei si muove ed evolve, o almeno così sembrerebbe.

 

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Un film delicato e  sempre “contenuto”, come le emozioni che Nicole spesso cela, lo consiglio in particolare a chi si sente come prigioniero di un infinito pomeriggio estivo e sta cercando di una via d’uscita. Se non altro perché, quando si tratta di “mai ‘na gioia”, mal comune mezzo gaudio – poco importa se si tratta di un personaggio fittizio.


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