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Top 20 documentari musicali che non avete ancora v...

Top 20 documentari musicali che non avete ancora visto

20. Theremin: An Electronic Odyssey (1994)

La storia del theremin, ovvero uno dei primi strumenti elettronici della storia, è a dir poco avvincente. Fu inventato dal fisico sovietico russo Lev Theremin nel 1919, il quale emigrò di lì a poco negli Stati Uniti per tentarne la diffusione. In quelle circostanze favorevoli, avvenne l’incontro con Clara Rockmore, destinata a diventare la più grande thereminista della storia. Nel documentario non mancano: spie russe, Brian Wilson delirante, la deliziosa compostezza di Robert Moog, e un finale incomprensibile che vi farà credere di aver preso degli allucinogeni.

 

19. Ride the Balance (2013)

Ride the Balance è un documentario danese sugli stereotipi di genere in ambito musicale. Al centro della narrazione troviamo Signe, una quindicenne di Østerbro che sta partecipando ad un rock ‘n roll camp for girls locale. Le attività cui prende parte sono orientate a decostruire i vincoli delle scene musicali dominate dagli uomini e stimolare l’autostima delle partecipanti. Il documentario è punteggiato da frammenti di interviste con musiciste scandinave, che analizzano i modi in cui il sessismo entra a far parte della loro esperienza.

 

18. The Kate Bush Story (2014)

Per lungo tempo si è saputo poco o nulla della vita privata di Kate Bush e dei motivi per cui, di punto in bianco, abbandonò il music business. Questo ottimo documentario della BBC ripercorre la sua carriera della musicista inglese, mostrando l’impatto che ha avuto su intere generazioni di musicisti e il “dietro le quinte” del suo percorso artistico.

 

17. Strange Powers: Stephin Merritt and the Magnetic Fields (2010)

Strange Powers racconta vent’anni di carriera, amicizia e tensioni tra Stephin Merritt e Claudia Gonson della band americana The Magnetic Fields. Una piccola perla per appassionati di pop music.

 

16. The Delian Mode (2011)

Delia Derbyshire è una delle più note pioniere della musica elettronica. Questo breve documentario racconta la sua carriera, dall’ingresso nel gruppo di lavoro del BBC Radiophonic Workshop fino alla pubblicazione postuma delle composizioni risalenti agli ultimi anni della sua vita.

 

15. Wish Me Away (2012)

Wish Me Away racconta la storia del difficilissimo coming out di Chely Wright, una musicista country che ha tenuto segreta la sua omosessualità per anni, per paura di danneggiare la propria carriera. Il film descrive in profondità i meccanismi di esclusione e di inclusione dell’industria musicale di Nashville, mostrando l’impatto positivo che un singolo coming out può avere su un’intera comunità.

 

14. Sister Rosetta Tharpe: The Godmother of Rock ‘n’ Roll (2013)

Senza Sister Rosetta Tharpe, è probabile che la storia del rock ‘n roll sarebbe stata diversa. Questo documentario racconta la storia di una donna che ha lasciato un impronta indelebile sulla musica nel secolo scorso, imponendosi come chitarrista straordinaria e creando un ponte tra il gospel e rock.

 

13. Beautiful Noise (2014)

Ci sono voluti decenni, ma alla fine il documentario sulla scena shoegaze che tanto stavamo aspettando è stato realizzato. Il risultato finale è una panoramica sulle band che hanno dato vita al genere (My Bloody Valentine, The Jesus & Mary Chain e Cocteau Twins in primis) e sulle sperimentazioni sonore che hanno influenzato le generazioni successive. Beautiful Noise è apprezzabile non solo perché fa il suo sporco lavoro di documentario, ma anche perché discute la natura inclusiva della scena shoegaze, una delle pochissime a non essere stata segnata da sessismi. Come spiega difatti Kevin Shields all’interno del documentario, la ricerca sonica del “femminile” è sempre stata imprescindibile nel lavoro dei MBV. Inoltre, molte band della scena erano popolate in modo bilanciato da uomini e da donne.

 

12. Who Took the Bomp? Le Tigre on Tour (2012)

Alla voce “documentari dedicati ai tour di band composte da donne”, fino a poco tempo fa, trovavamo il vuoto cosmico. Poi è comparso Who Took the Bomp?, che racconta l’ultimo tour de Le Tigre prima dello scioglimento. Si tratta di un documentario indirizzato alle estimatrici della band, ma se non lo siete è probabile che lo diventerete guardandolo. Perché? 1. Anthem femministi ballabili, 2. Amicizia, 3. Glitter.

 

11. Synth Britannia (2009)

Un tempo i sintetizzatori erano grandi come il monolocale dei vostri sogni. Poi sono andati riducendosi, divenendo più simili alla cuccia deluxe del vostro gatto. Al consistente abbassamento dei prezzi e delle dimensioni degli stessi, è seguito il fenomeno che chiameremo “comparsa dei synth nella strumentazione delle band post-punk inglesi del nostro cuore, a cavallo tra anni ’70 e ’80”. Questo delizioso documentario della BBC racconta tale scenario con dovizia di particolari. Guardatelo se avete amato Post-Punk 1978-1984 di Simon Reynolds, non tanto per il libro in sé, ma per quanto vi ha rese erudite sul periodo in questione.

 

10. 1991: The Year Punk Broke (1992)

Qui su Soft Revolution vogliamo molto bene all’anno 1991, tanto da avergli dedicato un intero tema del mese. Questo documentario si rivolge a chi, nel ponderare quella manciata di mesi, ricorda in primis il suono di band come Babes in Toyland, Nirvana e Sonic Youth. Seguono mugolii.

 

9. Afro-Punk (2003)

Il punk è uno di quei generi musicali che, ad uno sguardo superficiale, vengono letti come “bianchi”. Andando in profondità, come fa il documentario Afro-Punk, emergono storie di scene musicali poco inclusive e dimentiche dell’incredibile contributo che musicisti e musiciste di colore hanno dato alla storia del genere. Guartene e divulgatene tutt*.

 

8. Breadcrumb Trail (2014)

Avete presente la puntata di Gilmore Girls in cui Rory va a New York di nascosto per incontrarsi con Jess e comprare un regalo di compleanno a sua madre? Ricordate la scena del negozio di dischi, dal quale la nostra paladina se ne esce con una copia di Beauty and the Beat delle Go-Go’s? Ecco, in quella scena c’è anche un glorioso scambio di battute tra Jess e un cliente senza nome, che nel giro di due frasi gli spiega l’imprescindibilità di Spiderland degli Slint, uno di quei dischi che sembrano piombati sulla terra come dono divino, e che nulla hanno a che fare con la nostra friabile natura umana.
Breadcrumb Trail di Lance Bangs dimostra, invece, che gli Slint erano dei ragazzini di Lousville, KY e non degli dei, ma che Spiderland è comunque fatto della materia delle stelle.

 

7. Hit So Hard (2011)

Hit So Hard è il documentario che fa da complemento a Hype! nel raccontare la desolazione vissuta dai musicisti e dalle musiciste che trascorsero l’adolescenza nel Pacific Northwest. Esso si focalizza sulla storia di Patty Schemel, la batterista delle Hole, rivelando al contempo degli scorci d’esperienza che sono in buona parte assenti da qualsiasi altra narrativa sulla scena grunge alla quale io sia stata esposta e abbia attivamente cercato.
La vita di Patty Schemel aveva tutte le carte in regola per diventare parte della Grande Narrazione sulla sezione “anni 90″ della Storia della Musica Occidentale, se ignoriamo per un attimo il fatto che stiamo parlando di una donna. All’inizio degli anni ’90, Patty era una batterista di tutto rispetto, celebrata all’interno della scena grunge (e non solo) per il suo stile, ben riconoscibile nel suono delle Hole e delle tante altre band nelle quali militò. Provate a indovinare perché non è diventata un personaggio noto come tanti dei suoi colleghi…

 

6. We Jam Econo: The Story of the Minutemen (2005)

I Minutemen sono stati un gruppo enorme, che dovreste recuperare anche se non ve ne frega nulla del punk hardcore americano. I motivi che sottendono il mio consiglio sono tutti presenti, in ordine sparso, in questo documentario. Potremmo partire dal fatto che i Minutemen erano degli outsider anche all’interno di una scena a suo modo sfigata, poiché erano portatori di un’innovazione sonora che trascendeva i confini tra generi musicali dell’epoca. Potremmo poi proseguire soffermandoci sulla narrazione dell’amicizia tra il defunto D. Boon e Mike Watt, che come spesso accade fu fondamento e carburante della band.
Se vi piacciono i filmini d’epoca e la gente che parla di che cosa voleva dire essere punk senza “vestirsi da punk”, questo è il documentario che fa per voi.

 

5. Girls Rock! (2007)

Girls Rock! racconta un’edizione del Rock ‘n Roll Camp for Girls di Portland, il primo campeggio estivo che si rivolge a bambine e ragazze di età compresa tra gli 8 e i 18 anni d’età, con l’obiettivo il fornire loro gli strumenti e le conoscenze necessarie per formare una band in un contesto dominato da stereotipi di genere. Il film segue alcune delle partecipanti, selezionate in modo da dare un’immagine inclusiva e il più possibile completa della popolazione del camp.
La visione di Girls Rock! è molto esaltante e istruttiva. Dopo averlo visto sarete persone nuove.

 

4. Hype! (1996)

Hype! è un documentario dedicato alla Seattle musicale pre e post esplosione commerciale di Nevermind, il secondo album dei Nirvana. Il film analizza il processo attraverso il quale la scena cittadina è stata mediaticamente costruita come tale e successivamente mercificata, dando spazio alle testimonianze delle band che hanno vissuto l’esperienza in prima persona. Godibilissimo soprattutto per le interviste a tratti demenziali con lo staff di Sub Pop e i membri delle band minori.

 

3. A Band Called Death (2013)

Se ignorate l’esistenza dei Death (cosa altamente probabile), ma avete passato pomeriggi interi ascoltando i Ramones, i Clash e i Sex Pistols, questo documentario vi provocherà una breve ma intensa paralisi facciale. Garantito.
A Band Called Death racconta, come suggerisce il titolo, la storia di una band di ragazzi afroamericani di Detroit chiamata Death, che componeva canzoni dal suono che oggi identifichiamo come old school punk e proto-hc, svariati anni prima dei musicisti che sono stati celebrati come inventori del genere. Il film ripercorre la carriera dei Death, dalla genesi alla sorprendente riscoperta da parte di una cerchia di collezionisti, avvenuta trent’anni dopo lo scioglimento.

 

2. The Devil and Daniel Johnston (2005)

La vita di Daniel Johnston sarebbe degna di essere raccontata da un documentario anche se la sua musica avesse un decimo del valore che le è stato riconosciuto, negli anni, da critica e pubblico. The Devil and Daniel Johnston presenta con maestria e misuratezza la vicenda di uno dei cantautori più importanti e tormentati degli ultimi decenni, partendo dagli esordi della sua carriera, fatti di registrazioni domestiche su cassetta e tentativi di sfondare su Mtv. La narrazione si focalizza poi sulle frequenti ospedalizzazioni subìte da Daniel a seguito di crisi maniacodepressive, descrivendo il modo in cui esse si sono riflettute sulle tematiche della sua musica e dei suoi disegni. Nel complesso, si tratta di un ottimo documentario, a tratti quasi affettuoso, la cui regia riflette la personalità enorme del suo protagonista.

 

1. The Punk Singer: A Film About Kathleen Hanna (2013)

Per tutt* voi che cercate un documentario che parli di femminismo e punk rock con una veemenza tale da farvi venire le lacrime agli occhi e ricordarvi tutti i motivi per cui vale la pena di sbattersi per ciò in cui si crede: The Punk Singer è la vostra svolta.


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  1. Anna

    20 marzo

    Sappiate che sto amando questo sito giorno per giorno. Leggendo questo articolo mi sono tornati in mente varie sensazioni e ricordi!

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