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The 100 sarà la vostra prossima ossessione

The 100 sarà la vostra prossima ossessione

Questo articolo contiene spoiler minori. Lettori e lettrici avvisati, mezzi salvati.


 

Vi presento la vostra nuova ossessione: The 100, letto “The Hundred”.

In un futuro post-apocalittico dove gli esseri umani rimasti sono costretti a vivere su un’astronave nello spazio, cento ragazzini, imprigionati per crimini stupidi (furto, contrabbando, info che non dovevano avere), vengono spediti sulla Terra per constatare la sua abitabilità. Se non lo fosse morirebbero tutti, ma tanto sono “criminali”, quindi chissene, no?

Un avolta atterrati, i Cento scoprono che la terra è abitabile e iniziano a darsi alla pazza gioia. Muniti di braccialetti che registrano i loro segnali vitali, decidono di iniziare a toglierseli ad uno ad uno (fingendo quindi di morire), invece di facilitare il lavoro agli adulti. La pazza gioia è interrotta da gente che inizia a morire per davvero: a quanto pare la Terra era molto più abitabile del previsto, tanto da essere abitata da intere tribù di “selvaggi”, i Grounders.

The Hundred, fedele allo stile di The CW (che ci ha portato capolavori come Gossip Girl e The Vampire Diaries), inizia come un telefilm sci-fi dai temi e i modi classici, con il tipico contrasto tra eroi e cattivi. Ci sono Jaha, il cancelliere saggio contro Kane, il consigliere cattivo e affamato di potere. C’è Bellamy, il leader ribelle e senza paura. Ad affiancarli, le loro controparti femminili: Clarke, la rompipalle con cervello; Octavia, la bellozza oggetto di desiderio di tutti i ragazzi; Abby, la madre preoccupata che fa cose stupide per amore.

Gli adulti di questo telefilm, a cui sono stati affidati cento ragazzini, sono tre cretini. Jaha, Kane e Abby Griffin si passano la palla cercando a turno di: 1) prendere le decisioni peggiori; 2) spodestarsi sul trono di “chi è il più cretino”; 3) salvare i pochi umani rimasti, ma ognuno a modo proprio.

I personaggi principali di questo drama sono ovviamente i teenager criminali ma, colpo di scena dopo colpo di scena, i giochi cambiano drasticamente e ci accorgiamo che, in realtà, la vera forza motrice di questo telefilm sono i suoi personaggi femminili. Queste donne estremamente testarde, che non mollano, che sanno di essere nel giusto, che ammettono di aver sbagliato, che guidano, che vincono, che spaccano i culi, che perdono, che amano, che rivendicano la loro fragilità senza abbandonare nemmeno un secondo la loro forza.

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La prima di tante donne pregevoli: Clarke.

Così, per quanto possa sembrare insopportabile, Abby Griffin è la forza trainante del manipolo di adulti cretini rimasti nello spazio. Sua figlia Clarke, da biondina rompipalle e indifesa, dimostra una stoffa di leader che nessuno si sarebbe aspettato da lei. Clarke non è perfetta, nonostante lo sembri. Ha tutta la responsabilità del suo popolo sulle spalle e riesce a sopportarla, ma non senza rimanere piegata sotto il suo peso. È anche il primo personaggio femminile protagonista ad essere ufficialmente bisessuale su un canale nazionale. Yay, Clarke!

It-s-Octavia-She-s-probably-off-chasing-butterflies-the-100-tv-show-37056313-245-240Anche Octavia Blake ha una storyline estremamente progressiva e interessante. Inizia come eye-candy e diventa una guerriera che non ha nulla da invidiare ai membri più feroci delle tribù dei Grounders. Octavia si innamora di Lincoln, un “selvaggio”, e la loro storia sa molto di Romeo e Giulietta. Ma Octavia e Giulietta non hanno assolutamente nulla in comune e, lungi dal prendere il posto della “tonta innamorata che fa una brutta fine”, Octavia raggiunge livelli di crescita e maturità psicologica degni di tanti tanti applausi.

Raven Reyes è uno dei miei personaggi preferiti e compare verso metà prima stagione. Raven è la meccanica migliore che ci sia a bordo, è la più geniale, la più testarda, la più imprevedibile ed è pronta a tutto pur di salvare le persone che ama. Raven e Clarke sono all’inizio innamorate dello stesso ragazzo, Finn. Avrebbero potuto farne un dramma fra le due, avrebbero potuto creare triangoli su triangoli, aggiungerci Bellamy e farne un quadrato.

Avrebbero potuto creare rivalità e antipatia fra le due donne, com’è classico in questi casi: un bel “stai lontana dal mio uomo, sorella”. Ma no, niente di tutto questo. Raven e Clarke hanno i loro problemi e i loro disaccordi, ma entrambe sanno che non c’è tempo per questo genere di stupidaggini se vogliono sopravvivere. E poi, insomma, lo vediamo tutti che Finn è un completo idiota. Dolce, per carità, ma un completo idiota.

Raven <3

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Infine, ma non per ordine di importanza, abbiamo Lexa. Lexa è la Comandante suprema dei Grounders. Lexa è giovane, intelligente e senza pietà. Lexa è rispettata e temuta da tutti i suoi clan. È una leader coraggiosa e visionaria, pronta a tutto pur di salvare il suo popolo e vincere la guerra. È anche una donna che ama altre donne, come ci viene prontamente raccontato da lei stessa e come dimostrano i suoi occhi a cuoricino nascosti ogni qualvolta Clarke è nelle vicinanze (ricambiati).

Lexa è il personaggio più importante dell’intera serie, a mio parere, perché rappresenta tutto ciò che i creatori dello show ci vogliono comunicare: le apparenze ingannano, raramente ciò che sembra è ciò che è. I Grounders sembrano il nemico, ma non lo sono. Gli uomini sembrano al comando, ma non lo sono. La civiltà sembra sintomo di bontà, ma non lo è.

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C’è una scena, in particolare, che esemplifica tutto questo e che mi ha fatto venire i brividi. Lexa viene introdotta nel telefilm in questo modo: Jaha e Kane vengono fatti prigionieri dai Grounders e chiedono di vedere il Comandante. Un uomo gigantesco entra affiancato da una ragazzetta vestita di stracci. Il Comandante dice ai due che dovranno combattere fra di loro per decidere chi vivrà e condurrà le trattative, mentre la ragazzetta starà lì a guardare.

Quando, dopo alcune discussioni, Jaha prende in ostaggio la ragazzina, le guardie accorrono. Ma la ragazzina in questione ribalta la situazione, atterra Jaha con facilità e si riveste con l’armatura che le spetta, distruggendo le aspettative sessiste di tutti, spettatori e personaggi, in un solo colpo: è lei, Lexa, il Comandante supremo.

In sintesi, The 100 non è un telefilm perfetto. Ha dei buchi di trama e delle coincidenze banali, come il fatto che tutti parlino inglese almeno come seconda lingua. E non si capisce bene perché stiano tutti cercando di ammazzarsi per vivere in un solo posto invece di prendere bagagli e burattini e andare via (la Terra è grande e in gran parte disabitata). Ma per gli standard della CW è un telefilm più che accettabile ed estremamente godibile.

In più, non so voi, ma io non resisto a tutti questi meravigliosi personaggi femminili, padrone del loro destino, queer e di colore. Mi sciolgo in brodo di giuggiole, ecco, tanto rara è l’occasione. Nella science-fiction poi, è più un miracolo che altro.


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  1. Paolo

    13 aprile

    molto interessante. Piccolo appunto: in Romeo e Giulietta erano tutti e due a fare una brutta fine

  2. Alice

    25 aprile

    Bell’articolo! Sono d’accordo sul fatto che non sia un telefilm perfetto, tuttavia il ritmo e i colpi di scena sono così veloci da renderlo molto coinvolgente.
    Anche a me è piaciuto molto il fatto che al comando ci fossero quasi esclusivamente personaggi femminili, ho amato Raven, Octavia, Maya e Indra, non sono riuscita ad affezionarmi molto a Lexa e, di sicuro, sono riuscita a sopportare a malapena Clarke e sua madre, troppo perfettine e saputelle, li ho trovati due personaggi poco sfaccettati e caratterizzati male.

  3. Nicole

    9 dicembre

    Bell’articolo sono d’accordo su tutto tranne che su il fatto che lexa zia spietata nel senzo si lo è ma quando conosce clarke diventa gentile quindi cambia parecchio e poi clarke per me resta la migliore

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