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Teoria del gender, il ritorno: Vuoi questo per i t...

Teoria del gender, il ritorno: Vuoi questo per i tuoi figli?

Ok, ora guardiamo assieme a questo video e voi provate a non pensare ad Occhi del Cuore.

VUOI QUESTO PER I TUOI FIGLI?

Gli hanno detto che dovrà scegliere in futuro se vuole essere uomo o donna, dipende da come si sente, che è normale cambiare di sesso, che puoi essere quello che vuoi, nè uomo nè donna, che qualsiasi orientamento sessuale va bene, che si può cominciare anche da piccoli a fare sesso.

Wow, sì.

Con un video così pittoresco potrebbe essere legittimo pensare a una parodia – sarebbe bello pensare ad una parodia, ed invece no. Tutto vero. Notizie Provita esiste, al momento in cui scrivo il sito è crashato, ma potete trovarli sempre vivi ed attivi sui loro presidi social:

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Vivi, attivi ed un po’ confusi. Un gender possibile? La pedofilia? Un gender possibile? Lo sapranno che “gender” vuol dire “genere”?

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Ed anche vagamente complottisti. In calce al video c’era un commento splendido sull’educazione sessuale e la massoneria, ma ahimé è sparito nella notte.

Il video, girato negli anni ’80 da un René Ferretti più pigro del solito (BUOOONA!) alterna terrificanti immagini di un futuro distopico in cui i bambini, esposti alla teoria del gender raccontata dalla solerte madre, possono diventare nell’ordine: un uomo con una parrucca, un uomo con rasta e lobi dilatati, un uomo in tanga – stacco drammatico su bambini che imparano a mettere il preservativo – due uomini neri vestiti di rosa, due donne, di cui una è probabilmente stata scelta della regia perché dotata di capelli corti e s’inserisce all’interno di un progetto più ampio e militante.

Fra denunce “Arcigay fa pornoeducazione!”, petizioni (sostenute anche dal buon Salvini), selfie di sostegno a quotidiani crociati, Notizie Provita è la punta dell’iceberg e l’aggragatore di notizie, idee, commenti, iniziative davvero femministel’autentica emancipazione femminile implica la libertà di essere donna e di vivere come donna” che che beh, vorresti, speri,  siano lo scherzo di buontemponi con del senso dell’umorismo

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Ed invece no, tutto vero.

Il video è la gateway drug verso un mondo di genitori preoccupati e deliranti dichiarazioni nei confronti degli amici LGBT, toccanti immagini di bambini da difendere – madre preoccupata: qualsiasi orientamento sessuale va bene, madre preoccupata puoi essere quello che vuoi, né uomo né donna, madre preoccupata, RASTA – studi sul cervello contrastano l’ideologia di generemedia controllati da potentissime lobby gay italiane – risate di sottofondo.

Potete sguazzarci dentro per ore e non troverete nulla che sia ragionevole, sensato o anche solo immaginato ed elaborato dopo il 1920. Potete – giustamente – incazzarvi, e cercare di rispondere punto per punto a quanto diligentemente blaterano, ma sarebbe utile e proficuo come spiegare ad  un pesce come si fa ad andare in bicletta. Oppure: rasta! Tanga! Permanenti degne di un parrucchiere del 1983! Regia tutta bella smarmellata! Padri con sguardi assassini che ricordano molto Norman Bates! Un’idea di educazione sessuale degna di questa scena di Mean Girls!

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Cosa fai con gente così? Cosa puoi fare con gente così? Ci ridi sopra.


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  1. Paolo

    26 febbraio

    Sono solo paranoici. Nessuno vuole negare che esistono i generi, gli uomini e le donne (cosa nè possbile nè auspicabile secondo me). I loro figli non diventeranno gay o transgender per magia, rimarranno ciò che sono, diventeranno uomini e donne per lo più etero e se saranno gay non sarà certo perchè da piccoli gli hanno spiegato che esistono i gay e bisogna rispettarli ma perchè lo sono sempre stati

  2. Yaxara

    27 febbraio

    Che poi non c’è niente di male nell’insegnare a mettere un preservativo, anzi, eviterebbe tanti imbarazzi e incertezze in momenti clou. Ovvio che bisogna insegnarlo ai ragazzini delle medie e non all’asilo, esattamente come non si insegna la filosofia di Hegel in terza elementare

  3. Marta Corato

    27 febbraio

    Paolo, ma stai scherzando? Un’educazione omofoba e oscurantista di certo non influisce sull’orientamento sessuale di una persona, ma crea ragazzi e adulti frustrati, in the closet, omofobi e oscurantisti. Certo, alcuni di loro non lo saranno, ma altri sì!

    Cosa vuol dire “nessuno vuole negare che esistono i generi”? Questi stanno presentando la transessualità e l’omosessualità come una malattia! Grazie tante che non vogliono negare i generi, stanno dicendo solo che l’unica forma di vita accettabile solo uomini e donne cisgender e eterosessuali. Non ti sembra grave?

    Hai mai sentito parlare di natura vs. cultura? Googlalo.

  4. Paolo

    27 febbraio

    Marta Corato certo che è grave, guarda che quando ho parlato di paranoia mi riferivo proprio ai realizzatori del video omofobo, sono loro che pensano che ci sia chi vuole negare i generi ma si sbagliano. Quando ho scritto “Nessuno vuole negare che esistono i generi” stavo smentendo le loro paranoie, sono loro che credono che l’educazione influisca sull’orientamento sessuale (o sull’identità di genere) perciò fanno sti video ridicoli ma anche quella è pura paranoia.

  5. Marianna

    15 marzo

    Paolo credo che ridurre il fenomeno “anti gender theory” alla sola paranoia faccia prendere la cosa un po’ sottogamba. Purtroppo si tratta di ignoranza, di esprimere una visione che maschera, semplifica e mistifica ciò che sono realmente il mondo e le persone che lo abitano.
    E specifico una cosa, perché mi sembra che tu faccia un po’ confusione. Esistono più elementi che vanno a costituire l’identità di genere:
    -Sesso biologico
    -Genere (costruzione socioculturale di cosa significhi essere maschio o femmina)
    -Ruolo di genere (come vivo il mio essere uomo o donna)
    -Orientamento sessuale.
    Quindi in realtà sono proprio gli appartenenti al movimento provita ed annessi a negare l’esistenza del genere. Loro sostengono che esistano solo due sessi biologici (maschile e femminile, falso: vedi intersessualità) e che da questi discendano comportamenti, attitudini, qualità e capacità che ti identificano in quanto tale (falso, vedi: stereotipi di genere).
    Parlando di questi argomenti con svariate persone (con una certa cognizione di causa, grazie alla mia adoratissima professoressa di Antropologia di Genere), sono rimasta mortificata dalle risposte ricevute, ma qui arrivo al punto: non riesco a riderci su, non riesco a rassegnarmi all’idea che sia come insegnare ad un pesce ad andare in bicicletta.
    La gender theory è un’altra forma di educazione civica, non un indottrinamento né un’ideologia. Si tratta di impegnarsi per costruire una società più accogliente ed inclusiva, che accetta l’altro per come si offre.
    Quindi vi prego, redazione di softrevolution che adoro, di non rinunciate a parlarne!

  6. Marta

    16 marzo

    “La gender theory è un’altra forma di educazione civica, non un indottrinamento né un’ideologia”: ragion per cui se viene raccontata in questo modo, se viene travisata in questo modo, a me fa solo ridere. Non riesco (più) ad arrabbiarmi, perché quando il dibattito è sostenuto da video come questi secondo me è chiaro che dall’altra parte l’interlocutore

    1- non abbia idea di cosa stia parlando, ma nemmeno da lontano
    2- non cambierà mai idea, ma proprio mai, ma nemmeno per sbaglio

    Io ed il mio fegato stiamo meglio da quando abbiamo deciso di riderci sopra. È un po’ come decidere di non leggere i commenti agli articoli online del corriere: non c’è niente laggiù per cui valga la pena di perdere tempo, non c’è niente laggiù che potrà mai cambiare in modo produttivo le cose

  7. Marianna

    19 marzo

    Marta hai ragione, e capisco perfettamente il discorso sul fegato 🙂
    Certo è che forse, se alcuni non sono interlocutori adatti per le ragioni che hai elencato tu, altri lo possono essere, e forse può valerne la pena!
    Comunque mi rendo conto che ciascuno deve scegliere le proprie battaglie, e che tuttotutto non si può fare.. Io non smetterò comunque di adorarvi xD

  8. Paolo

    20 marzo

    Marianna non faccio confusione: conosco la differenza tra sesso, biologico, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale, ma francamente non credo che ridurre l’identità di genere a una pura costruzione socio-culturale che non ha a che fare col nostro io profondo sia corretto.
    Credo che ci siano stati modi di vivere ed esprimere la propria identità femminile o maschile tanti quanti sono le donne e gli uomini nel mondo. Modi più statisticamente frequenti e modi meno frequenti ma tutti autentici

  9. Paolo

    20 marzo

    mi correggo: Credo che ci siano tanti modi di vivere ed esprimere la propria identità femminile o maschile tanti quanti sono le donne e gli uomini nel mondo. Modi più statisticamente frequenti e modi meno frequenti ma tutti autentici

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