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Le donne di Star Wars: buone ma poche

– “I’m Luke Skywalker? I’m here to rescue you!”
– “…You’re who?”

– “Sono Luke Skywalker. Sono venuto a salvarla!”
– “Sei chi?”

È una storia di corruzione e di redenzione, un pasticciaccio politico intricatissimo; un’epopea spaziale ricca di drammi, amori, ironia ed effetti speciali che costituisce una parte importante dell’immaginario collettivo moderno. Star Wars ha influenzato le nostre vite (e la pop culture) in modo così radicale che ci congediamo in modo plateale con “Che la forza sia con te” anche ai pranzi dalla nonna, se ci dicono “Millennium” noi pensiamo prima al Falcon e poi alla trilogia di Larsson o quando una persona dice che ci ama, le rispondiamo che lo sappiamo e basta.

Tuttavia, l’intera saga è, e non lo dissimula, un mondo popolato da uomini, in cui i personaggi femminili scarseggiano come i progressi del Comandante Jerjerrod per ricostruire la Morte Nera nell’Episodio VI.

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Poster riassuntivo della Saga. Il contatore delle donne presenti bippa solo due volte.

 

Se non vi siete mai accort* di quest’assenza di donne nella saga, potete considerarvi la “prova vivente di quanto le narrazioni limitate, tipiche della cultura e dei media, possano deformare le nostre aspettative”: nel caso della Trilogia Originale (Episodi IV-VI), una sola donna in un cast con dozzine di indimenticabili personaggi maschili passa per perfetta normalità.

Se consideriamo i sei film di Star Wars (La minaccia fantasma, L’attacco dei cloni, La vendetta dei Sith, Una nuova speranza, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi), i personaggi femminili che vi compaiono con un ruolo attivo si possono contare sulle dita di una mano (e mezza). Un incubo per le femministe intransigenti, ha ben puntualizzato James T. Cornish su What Culture.

Chi riconosce questa disparità sa anche, però, che non tutto è perduto se si volge lo sguardo oltre i confini dei blockbuster, verso il cosiddetto Universo Espanso (UE). Se il calcolo di cui sopra viene fatto infatti sull’UE (formato dai romanzi, videogiochi, fumetti e qualsiasi altro medium si proponga di apportare un contributo alla storia di George Lucas) beh, di mani ce ne serviranno ben di più.

L’UE di Star Wars è infatti un crogiolo di diversità, popolato di personaggi femminili iconici, coraggiosi e leali, ma anche spietati e letali. Alcuni di loro lottano contro le forze del male, mentre altri questo male lo alimentano: cavaliere Jedi, cercatrici di taglie, bariste, danzatrici, pilote coraggiose, apprendiste Sith, Sith… Questi personaggi sono estromessi dalle pellicole per questioni arbitrarie, non ci sono veri motivi per cui non debbano comparire con ruoli attivi nei film.

Le motivazioni, a volerle ricercare, sembrano risiedere più nelle logiche di mercato che volevano promuovere i film di fantascienza come prodotto per ragazzi, e dunque si rendeva necessario creare personaggi in cui loro potessero immedesimarsi. Lo stesso George Lucas si è lasciato sfuggire in un’intervista che Star Wars è stato realizzato per i dodicenni.

giphyIl fandom di Star Wars è comunque piuttosto equilibrato in termini di genere. Star Wars in fin dei conti racconta una storia che parla di persone a cui accadono cose, e in cui ci si può identificare allo stesso modo; non abbiamo a che fare con modelli di comportamento strettamente legati al genere. Questo cavillo spiega il successo che ha avuto nonostante l’evidente sottorappresentazione femminile.

Alle ragazze piace Star Wars per gli stessi motivi per cui piace ai ragazzi. Farsi considerare all’interno della comunità di appassionati, però, non è stato facile: la dinamica di esclusione e rifiuto delle geek femmine si è ripetuta anche qui.

Fino al 2010,  al centro delle discussioni su Star Wars e della fantascienza in generale c’era solamente il fanboy, il fanatico di sesso maschile. Per restituire legittimità e visibilità alle appassionate di fantascienza, dando al termine fangirl lo stesso valore generalmente riconosciuto a fanboy, sono nati diversi siti gestiti da ragazze tra cui i curatissimi Fangirlblog.com, Clone Corridor e HerUniverse (nato da un’idea di Ashley Eckstein, l’attrice che interpreta Ahsoka Tano in Star Wars: The Clone Wars).

Appurato che di fan ce ne sono (molte), rimane il problema della rappresentazione. Potrebbe sembrare una lagna che si è inventato il femminismo negli ultimi anni, ma in realtà per le ragazze trovarsi rappresentate nei media è fondamentale.

Ci identifichiamo in Anakin Skywalker, Ian Solo e pure Chewbacca, troviamo a forza – perché ci siamo abituate a farlo –  qualcosa di noi in questi personaggi, e qualcuno dirà che è pure più facile per noi riconoscerci in personaggi del sesso opposto, piuttosto che per i ragazzi riconoscersi in quelli femminili (yawn), ma abbiamo bisogno di eroine, di più personaggi femminili.

Perché? Lo dice benissimo Julie Burton, che presiede il Women’s Media Center: “se non puoi vederlo, non puoi esserlo”. Il messaggio che passa di continuo è questo. Ma l’universo non è costituito solo da uomini (per di più bianchi e cisgender) e Star Wars non è una “boy’s story”.

Non sappiamo cosa vedremo nelle sale il 16 dicembre prossimo, quando uscirà in Italia l’attesissimo Il risveglio della forza (settimo episodio della saga, con la regia di J.J.Abrams). Certo è che questa primavera la Disney, che ora governa il franchise, ha decretato non canonica (ovvero “non più ufficiale”) gran parte delle storie dell’UE, perciò tutto è possibile. Sappiamo che Carrie Fisher (Leila della Trilogia Originale) ci sarà, assieme alle new entry Daisy Ridley, Lupita Nyong’o e Gwendoline Christie. Anche questa volta le donne presenti nel cast sono poche: possiamo solo sperare che abbiano la visibilità e lo spessore caratteriale che spetta loro.

E dunque per dare risalto alla badassery dei personaggi sconosciuti a chi non è mai andato oltre i sei film, e fare un breve ripasso delle qualità di quelli che grazie ai film sono già più noti, ho preparato un piccolo elenco ispirazionale (che inizia qui sotto e proseguirà più tardi con la seconda parte).

Padme Amidala

Padme Amidala

 

Le eroine classiche: Padme Amidala e Leila Organa

Padme e la Principessa Leila sono i personaggi femminili più sviluppati della saga, nonché ah!, gli unici di cui la gente ricordi il nome. Interpretate da Natalie Portman e Carrie Fisher, Padme e Leila sono rispettivamente l’eroina della Nuova Trilogia (o Trilogia dei prequel, Episodi I-III) e l’eroina della Trilogia Originale (Episodi IV-VI) e sono, altrettanto rispettivamente, madre e figlia.

Quando la conosciamo, Padme è la giovanissima Regina del pianeta Naboo. Ha 14 anni, un forte senso dello Stato, ama il suo popolo e sa il fatto suo in tema di protocolli di sicurezza. Ha uno stile raffinato e nell’Episodio I indossa splendidi abiti ispirati alle culture tibetane, con pettinature intricate e trucco impeccabile. Si dipinge di rosso solo il labbro superiore, con una striscia in quello inferiore, assieme a due punti identici nel centro di entrambe le guance, in simbolo delle sofferenze degli abitanti del pianeta.

Padme è a tutti gli effetti una leader, dotata di saggezza, grazia e coraggio. Guai a metterle i piedi in testa. Molto matura per la sua età, quando finisce il mandato lasciando il posto alla Regina Jamillia, diventa rappresentante del suo pianeta presso il Senato. E quando la situazione politica precipita, e per gli Jedi della Repubblica sta per suonare la mezzanotte, Padme è in prima linea per combattere contro un esercito di droidi separatisti (unica non-Jedi a farlo!) su Geonosis.

leila

Leila Organa

Molti anni dopo, anche la diciannovenne Leila è membro del Senato imperiale, nonostante ci venga presentata in prima istanza col suo titolo regale di Principessa. Purtroppo, topos vuole che in quanto principessa finisca in una situazione di pericolo e debba essere salvata. Ma quando Luke Skywalker e Ian Solo fanno capolino per liberarla dalla prigionia, è lei a prendere le redini del salvataggio (file under: “La pelle deve salvarcela qualcuno! Nello scarico dei rifiuti, giovanotto!”).

Come la madre, Leila ha fegato, e non si fa intimorire nemmeno dal cattivo per eccellenza, Dart Fener (che, caso vuole, è alla fine il suo vero padre). Nel loro primo confronto verbale, non si presenta a lui come Principessa di Alderan, bensì con la sua carica politica. È anche un cecchino dotatissimo: con il blaster (pistola a raggi caratteristica della saga), è lei che colpisce più nemici, centrandoli al primo colpo.

Come la madre, Leila è altruista: nell’Episodio V rende il favore del salvataggio a Luke (che, caso vuole, è alla fine suo fratello gemello) intercettando telepaticamente una sua richiesta di aiuto e guidando gli altri verso la Città delle Nuvole per recuperarlo; nell’Episodio VI rende il favore anche a Ian, seppur rimettendoci.

Nell’ultimo film della sua Trilogia, infatti ridiviene prigioniera (ciclicamente, il topos ritorna), ma questa volta per colpa di Jabba The Hutt, signore del Crimine e dell’Oggettificazione Femminile. Leila diventa sua schiava, costretta ad indossare un bikini dorato che entrerà nella storia del cinema dell’ormone matto dello spettatore adolescente. Ma se questa è stata vista come la vera degradazione dell’eroina della saga, fino a quel momento mai sessualizzata o ritenuta esponente del Sesso Debole, non va dimenticato che con le catene che la imprigionavano, lei stessa riuscirà a sgozzare Jabba liberandosi. Ancora una volta, lo fa da sola, e lo fa bene.

E a differenza della madre, Leila ha spesso la battuta pronta e niente vi sembrerà più bello di Fanta-demente (laser brain), una volta che gliel’avrete sentito dire rivolto a Ian Solo.


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  1. Chiara Monti

    24 dicembre

    Ieri il mio ragazzo è tornato a vedere Guerre stellari al cinema, stavolta con dei suoi amici. Uno di loro, che tra l’altro conosco, e che è una cara persona, come direbbe mia nonna, ha avuto da ridire sul personaggio di Rey…non aggiungo altro per evitare spoiler, ma con mia sorella abbiamo concluso che gli serve almeno un pomeriggio di rieducazione femminista. Non pensavo,però, sinceramente, che lo si potesse pensare, nel 2015! Mannaggia…
    A proposito, buon Natale!

  2. fabiana

    12 maggio

    Ma che razza di articolo…sei l’esatto esempio di quando si dice “il bue che dice cornuto all’asino”…Star wars maschilisita?! ma per piacere, erano anche altri tempi e in generale le donne non avevano lo spazio sugli schermi come adesso, ma da qui a dire che è maschilista cene vuole!!
    Ti basta veil nuovi due film (una gia uscito ep7) che hanno tutti e due due protagoniste femmine….che fanno pure pena nel ruolo, erano meglio quelle di prima

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