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Se vi mettono in disparte

Se attualmente siete impegnate in una relazione amorosa vi invito a fare un piccolo esercizio con me. Premessa: se avete una relazione con qualcuno ed è bastato leggere il titolo di questo articolo per portarvi a leggere il resto, fidatevi di me: potrebbe già esserci qualche problemino.

Al di là dell’innocente curiosità, fatevi un paio di domande nel momento in cui cercate aiuto esterno per capire se il vostro partner non vi dà retta, se vi ama abbastanza, se è destinata a durare, se vi tiene in giusta considerazione o magari gli state dando troppa corda a scapito vostro. Certe cose sono istintive, si sentono e basta, e se percepite una lacuna in questo vostro sentire beh, sì, continuate decisamente a leggere.

 

Prova01

Vi guiderò io, dandovi la mano e replicando per voi un piccolo percorso che a me è servito molto, in passato come adesso. Il percorso sarà banalmente composto da poche domande a cui dare una risposta, perciò è abbastanza semplice; leggete inizialmente solo la domanda e, dopo aver risposto nella vostra testa, o a voce, o per iscritto, potrete proseguire leggendo il resto.

Domanda numero 1: Avete riscosso un certo successo in un campo a cui siete dedite, in cui siete impegnate; p.e. avete ottenuto un inatteso trenta e lode dopo un esame complicatissimo. Andate a riferire l’accaduto, con naturale entusiasmo e in naturale attesa di partecipazione. Il/la partner che reazione ha? Tiepida? Calorosa? A questa reazione segue un qualche tipo di celebrazione? Vi fa sentire importanti, vi dà testimonianza del vostro valore in quanto persona, e non solo in quanto partner? È troppo impegnato/a a controllare il feedback della sua attività su Instagram?

Spiegazione: Può darsi che accanto a voi abbiate una persona naturalmente poco propensa a manifestazioni plateali, perciò calma. Chiedetevi consapevolmente se state insieme a qualcuno di poco empatico a prescindere e, a quel punto, se avete constatato che il/la vostro/a partner non reagisce al vostro esame, può darsi semplicemente che vi siate scelte una persona molto, molto pacata.
Ma, ah-ah: che questa spiegazione non serva da giustificazione. Perché se lo/la vedete entusiasta per l’uscita di un disco o per una partita ma poi non vi si fila di striscio quando volete condividere qualcosa con lui/lei, probabilmente la risposta è molto più semplice di così: state con uno/a stronzo/a, che sta mettendo in secondo piano la vostra gioia per concentrarsi esclusivamente sulla propria.

 

Domanda numero 2: Che potrà sembrarvi piuttosto banale: ricevete dei complimenti? Vi viene mai attestata e/o celebrata una capacità in qualunque campo cui vi dedichiate? Ad esempio, quando pubblicate un articolo o esponete una vostra opera, la cosa viene presa sul serio?

Spiegazione: L’ultima persona con cui sono stata, non mi soffermerò a chiedermi per quale ragione, nel nostro ultimo periodo insieme reagiva quasi sempre allo stesso modo quando raccontavo di un riconoscimento da me ricevuto in un dato campo.
Vedansi:
– “Ho fatto un bel disegno e a scuola si sono complimentati”,
– “Non erano palazzi, vero? Perché tu e la prospettiva…”;

O anche:
– “Ho iniziato a fare arti marziali e il maestro mi ha detto che sono portata”,
– “Ma va là, io ti batterei ad occhi chiusi”.

Questo avrebbe dovuto avvertirmi che qualcosa non andava, e che la rottura, che è seguita qualche mese dopo in maniera piuttosto prevedibile ma non meno dolorosa, sarebbe stata imminente. Credetemi: per quanto possiate avere affianco una persona molto sicura di sé ed obiettivamente portata per alcune attività, niente dovrebbe permetterle di sminuire i vostri, successi, e le vostre, capacità. Questo perché una persona innamorata, o anche solo con una normale cognizione dei rapporti sociali, sa che è bene ridurre un pochettino lo spazio riservato a sé per farci entrare un po’ di voi – e, continuate a credermi, se è davvero sicura delle proprie capacità non avrà nessun timore a farlo.

 

Domanda numero 3: Vi è mai capitato che il/la vostro/a partner si adoperasse, con i mezzi a propria disposizione, per fare qualcosa per voi? Da un semplice bigliettino fatto trovare nel taschino di una giacca, all’organizzazione di un viaggio, dalla pianificazione di una festa a sorpresa, ad una dedica su un libro; da una consegna di fiori a sorpresa ad una buona parola dopo una giornata stancante?

Spiegazione: Non tutti esprimiamo i nostri sentimenti allo stesso modo e con la stessa intensità. Io, ad esempio, a volte esagero: poco tempo fa, per dirne una, ho sentito il bisogno di riferire al fratello del mio ex (per non dirlo a lui direttamente, ma affinché la notizia gli arrivasse comunque) che finalmente la Colussi aveva rimesso in commercio un tipo di biscotti che da piccoli li facevano impazzire entrambi. L’ho fatto perché sapevo quanto ci tenessero e, nonostante i nostri trascorsi, volevo che anche lui lo sapesse. Probabilmente sono eccessiva; forse sono melensa.

 

Ma il punto è proprio questo: se io sono eccessiva è bene che, quando un mio comportamento lede qualcun altro, cerchi di contenerlo fintanto che il contenimento non diventi una forzatura. Se tendo a prendermi troppo cura di qualcuno e a questo qualcuno la cosa non aggrada, o sto sbagliando io o mi si sta facendo pesare una parte di me da cui non voglio separarmi.
Quando percepisco una mancanza di partecipazione dall’altra parte è bene che io mi prenda del tempo per verificare se la cosa si ripete, con quale frequenza, e se effettivamente mi fa stare male, dopodiché è mio diritto esprimere il mio malessere e che la persona che ho di fronte si prenda la responsabilità di riconoscere di aver sbagliato (o di avere necessità diverse e di avermele fatte pesare senza avermele fatte presenti in precedenza).

La mia amica Jenni li chiama ‘ladri di luce’. Uomini che agiscono secondo lo stesso schema da troppo tempo, che sono stanchi della giostra ma non possono scendere. Sono in cerca di nuove forme di energia, di consensi. È una cosa che ha a che fare con il sesso, ma non si limita a quello. Ciò che vogliono da te è di gran lunga peggio che sfilarti il perizoma sul sedile posteriore della loro Lexus. Sono le idee, la curiosità, l’eccitazione per il solo fatto di alzarti la mattina e fare le cose.

Lena Dunham – Non sono quel tipo di ragazza

Il mio piccolo esperimento, il breve percorso che vi avevo proposto qualche riga più su, è già finito. Vi sorprenderà scoprire quanto siano poche le cose che dovrebbero andar bene per far funzionare un rapporto, e la prima regola per farlo funzionare è rispettare sé stessi tanto quanto chi si ha accanto, pensando alle nostre necessità e alle sue in maniera il più possibile equilibrata. Senza sentirci in colpa quando si ha voglia di tenersi a distanza, ma accorgendosi quando la cosa sfugge di mano.

Avere la consapevolezza di una persona nella sua totalità, e non come una serie di pregi da conservare e difetti da arginare pian piano, è il primo passo per star bene e per far stare bene. Se vi trovate a dover pianificare ogni vostra mossa e a calcolare per bene ogni parola che volete dire c’è un grosso problema: ci si sta sforzando di far funzionare qualcosa che non funzionerà mai.

Casomai aveste riscontrato, nelle domande di cui sopra, alcune convergenze con la vostra situazione vi invito caldamente a prendervi un po’ di tempo per riflettere. A me ce n’è voluto, per capire che se qualcuno non vuole ciò che ho da donargli è meglio lasciar perdere, e sono arrivata alla consapevolezza che non si tratta di essere o non essere all’altezza: siamo tutti diversi, ma ad alcuni assomigliamo più che ad altri.


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