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Le parole che non ti possono spezzare: Project Unb...

Le parole che non ti possono spezzare: Project Unbreakable

project unbreakable

***Attenzione: questo articolo contiene riferimenti espliciti alla violenza sessuale***

Sovvertire la violenza e trasformarla in cura: è questo, in poche parole, Project Unbreakable, il lavoro fotografico di Grace Brown, un Tumblr che raccoglie ad oggi oltre quattromila fotografie raffiguranti donne o uomini “vittime” di violenze sessuali, che esibiscono cartelloni recanti estratti di frasi che i loro aggressori gli hanno rivolto.

project unbreakable

Il progetto ha avuto inizio nell’ottobre 2011, quando la allora diciannovenne Grace, matricola alla School of Visual Arts di New York, dopo una serata terribile in cui ha accolto la confessione di una sua amica di essere stata stuprata, si è decisa a dare il proprio contributo per cercare di cambiare le cose. L’intento iniziale era diffondere le statistiche che riguardano gli abusi e le violenze sessuali nel mondo: “Una donna su 3 e un uomo su 5 saranno vittime di una violenza, 15 aggressori su 16 non passeranno un solo giorno in prigione, e ogni 2 minuti qualcuno negli Stati Uniti subirà un’aggressione sessuale”.

Grace ha cominciato così a fotografare le persone sopravvissute a tali violenze e a rappresentarle con dei cartelloni o dei fogli con le frasi usate dai loro aggressori. Le frasi rivelano situazioni di abusi familiari, di partner occasionali o di lunga data che forzano un rapporto sessuale non consensuale, per non parlare dello sprecarsi di epiteti offensivi come “whore” e “slut”, usati con l’intento di ridurre le donne, ma anche uomini, a oggetti sessuali.

Perpetuare le esatte parole usate dall’aggressore, che costituiscono una parte della violenza, può venire interpretato come un gesto di esibizionismo della sofferenza di chi sottopone quelle stesse parole al mondo perché le ricolleghi al suo volto. Il successo di Project Unbreakable risiede invece proprio in questo: come ha dichiarato Ashley Ray, una delle ragazze ritratte da Grace:

Farmi fotografare è stato come strappare un cerotto. A malapena me lo ricordo. In seguito mi sono sentita emotivamente prosciugata, però mi era stato tolto un peso. Ho avuto un attacco di panico la prima volta che ho visto la mia foto stampata. Ma dopo averlo rielaborato, mi trovo in una condizione in cui posso sentirmi orgogliosa di far parte di qualcosa che mi ha curato e sta curando altre persone. Mi sento sinceramente grata ogni volta che vedo quella foto. È un pezzo di me che non si nasconde più con vergogna e senso di colpa. È una meravigliosa cicatrice.

project unbreakable

All’interno di una tipica narrazione delle violenze sessuali, Project Unbreakable riveste una notevole importanza per due motivi: di solito le espressioni degli aggressori non vengono riportate, come se le parole potessero essere annullate dalla violenza fisica. Spesso proprio quelle parole aprono la mente su scenari che, per chi non ha mai vissuto personalmente l’esperienza della violenza o dell’abuso, sono se possibile ancor più disturbanti. In secondo luogo, ed è un grande merito di questa operazione nata come progetto artistico e diventato poi una vera e propria organizzazione di sensibilizzazione, è di non riferirsi a chi viene ritratto come vittima ma come “sopravvissut* a un aggressione sessuale” (survivor of a sexual assault). Le persone ritratte ristabiliscono il loro status e possono raccontare ciò che hanno vissuto senza vergogna. Non victim, ma victor.

“Mi resi conto in breve tempo della potenza di questo progetto: non era solo un modo per diffondere consapevolezza su dati e numeri, ma poteva davvero liberare le persone dal fardello di quella loro terribile esperienza”, sono le parole della fondatrice Grace, che nel giro di qualche mese ha avuto bisogno di uno staff più ampio per portare avanti la campagna.

Grace continua a spostarsi per gli USA per fotografare le storie che le vengono sottoposte, ma su Tumblr vengono anche pubblicati contributi fotografici autoprodotti. La regola è sempre: innanzitutto le parole, poi sta a discrezione di ciascun* il rendersi visibile in volto.

Project Unbreakable non si ferma: è in corso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo per finanziare il tour primaverile negli Stati Uniti e, se i fondi raccolti lo dovessero permettere, anche in Europa.

Per l’occasione è stato realizzato un video che vi invitiamo a condividere:

Inoltre, giusto per non farvi mancare la vostra dose di bile quotidiana, guardate con attenzione questo articolo in cui viene esaminato il testo di Blurred Lines di Robin Thicke e confrontato con alcune delle frasi degli aggressori fotografate in P.U.

Grace Brown

Grace Brown, ora ventiduenne.


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  1. MICOL

    22 gennaio

    Sapevo del progetto, ma non dell’intenzione di portarlo in giro e del crowfunding. Grazie per averne parlato e per contribuire alla diffusione delle notizie come queste, è un progetto intelligente, che davvero può aiutare i sopravvissut* e loro sono delle ragazze coraggiose!

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