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I nostri preferiti del 2015: pregio assortito

I nostri preferiti del 2015: pregio assortito

Abbiamo parlato dei nostri libri, film, programmi tv e album preferiti del 2015. Questo è tutto il resto in ordine sparso: godetevela e scoprite un sacco di cose fighissime che abbiamo apprezzato quest’anno! Al 2016!

Parris Goebel

di Marta Corato

Avete sicuramente già visto il lavoro di Parris Goebel, coreografa e leader della dance crew femminile ReQuest, visto che ha fatto coreografie per chiunque, da Jennifer Lopez a Nicki Minaj a Beyoncé. Parris ha chiamato il suo stile di coreografia Polyswagg, “combining sassy woman fire with aggressive inner strength”; ogni volta che la vedo ballare, mi viene voglia di dislocarmi il bacino scatenandomi con lei.

Negli ultimi mesi, Parris è stata al centro del mio mondo grazie alle sue collaborazioni con Justin Bieber, per il quale ha coreografato tutti i video del nuovo album ed è apparsa in quello di Sorry, ma soprattutto con alcuni dei miei artisti k-pop del cuore, inclusi i BigBang (qui l’esibizione pazzesca delle ReQuest ad un award show coreano, e qui il video di Ringa Linga di Taeyang perché, ve lo prometto, ve lo meritate) e la mia preferita CL, che presto debutterà con un album in inglese.

 

 

She Shreds Magazine

di Margherita Ferrari

tumblr_inline_mt359ow1pe1rqns18Le riviste per chitarristi su cui misi le mani da adolescente avevano due grandi difetti: ignoravano il pubblico principiante e si rivolgevano esclusivamente agli uomini eterosessuali. Non a caso, sfogliandole, giunsi alla conclusione che tanto valeva desistere, perché “non ero portata”.

She Shreds nasce come risposta all’imbecillità e alla misoginia di tali pubblicazioni. Si tratta infatti di un magazine rivolto alle donne e alle persone non-binary appassionate di chitarra e basso. Il primo numero che ho ricevuto per posta mi ha letteralmente fatto venire le lacrime agli occhi, tanto mi sono sentita considerata come lettrice. Ho amato ogni singolo contenuto: dalla guida a fumetti che spiega come sostituire le corde della propria chitarra elettrica, all’intervista a Fran Blanche di Frantone Electronics, passando per l’approfondimento su Carol Kaye. Abbonatevi!

 

Ng’endo Mukii

di Ilaria Pompei

Animatrice keniota che ama mostrare con le sue opere il triste nesso tra il concetto di bellezza e razza. Diplomata al Royal College of Art Ng’endo ha raccolto nel suo lavoro finale, Yellow Fever, un misto di disegni e live action, le impressioni delle donne nere su loro stesse, il loro corpo, l’inadeguatezza provata in un continente in cui vengono continuamente pubblicizzate creme per sbiancare la pelle. Altro progetto interessante è la serie fotografica “Travelogues”, con cui l’artista ha analizzato il corpo femminile e l’eredità malata del colonialismo in Africa.

 

 

Anche la cancellazione è violenza

di Claudia Cavallaro

Esistono, purtroppo, vari tipi di violenza ai danni delle donne. Il gruppo femminista “Le Voltapagina” ha voluto sottolineare proprio questo, con una mostra dedicata a tutte le donne di cui sono stati cancellati i meriti, le scoperte, le opere e il ricordo; le loro storie le trovate qui. Una violenza bianca e silenziosa che ci ha rese orfane di modelli da seguire e a cui ispirarci, facendoci credere che il mondo sia solo degli uomini. Con una puntualizzazione: “questo non significa ignorare la violenza sessuale”.

 

Lisa Eldridge

di Martina Ioriatti

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L’inglese Lisa Eldridge, classe 1974, è una delle make-up artist più famose al mondo – almeno una faccia di celebrity su tre che vedete durante i red carpet l’ha creata lei. Nel 2010 apre un canale YouTube per condividere le sue “creazioni artistiche” – perché chiamarli tutorial di make-up mi pare francamente riduttivo. Lisa Eldridge si distingue dalla massa di truccatrici anonime perché è capace di fare con pennelli e make-up tutto quello che secondo me va fatto con il make-up: trasformare un volto rendendolo comunque la tua faccia e non una maschera asettica di contouring e blush. In meno di un quarto d’ora Lisa Eldridge fa diventare una persona un’altra se stessa ancora più bella, seguendo un principio fondamentale: non necessariamente tutto di un volto va corretto e coperto. Da non fanatica dell’accento British, vi sfido a non innamorarvi anche voi della sua parlata pacata e del suo stile. Assolutamente imperdibili: la sua serie di video sul make-up d’epoca e sul trucco attraverso i secoli.

 

Nicki Minaj legge Maya Angelou

di Margherita Brambilla

Uno dei miei momenti preferiti di quest’anno è stata Nicki Minaj  che recita “Still I Rise” di Maya Angelou al Shining a Light: a Concert for Progress on Race in America. Oltre ad essermi molto poco intellettualmente innamorata del suo vestito, mi sono innamorata del testo della Angelou, che la stessa poetessa diceva essere il suo preferito.

 

 

Audiolibri

di Tarin Nurchis

Ci è voluto Stephen King ma alla fine la rivelazione è giunta. Leggendo On Writing, infatti, e la regola in esso riportata “read a lot, write a lot”, mi son ricordata di quanto il consumo di libri sia benefico e fondamentale (specie per chi scrive); e come tale consumo possa/debba essere organizzato e modellato in varie forme. Organizzato nel senso centellinato, anche in coda o in sala d’attesa. Modellato nel senso anche in formato file mp3, inseribile in smartphone e portatile. Una piccola panacea per la lotta contro il tempo in cui viviamo. Di cui l’internet per fortuna è ricco.

 

Yoga with Adriene

di Martina Ioriatti

eC7ywARAdriene Mishler è un’attrice e una yogi, una cosiddetta insegnante di yoga che ha avuto l’idea geniale di aprire un canale YouTube qualche anno fa dove insegna passo dopo passo le basi dello yoga e intere sequenze più complesse da fare a casa. La folgorazione: ho fatto yoga da ragazzina e Adriene mi ha riportata sul tappetino, e da allora non lo ho più mollato.

Non voglio lanciarmi qui in una filippica sui benefici dello yoga, non è il mio intento. Adriene è diventata nel corso del tempo un guru spirituale di motivazione, simpatia e forza interiore, che mi ha molto aiutata a stare bene in momenti difficili al di là del saluto al sole o della posizione del cadavere. Il motto che tramanda ai suoi viewers è “Find What Feels Good”, che può essere interpretato come un rigetto di ogni imposizione sportiva e non solo non gradita sul proprio corpo – se vi sentite a disagio nelle palestre e non vi piace fare zumba, non fatelo se non vi fa stare bene, direbbe Adriene. Trovate qualcos’altro che renda appieno onore al vostro impegno e dedizione verso voi stessi, e non solo a metà. Da provare anche per la praticità di avere uno strumento – lo yoga – che può servire nelle situazioni di disagio più disparate – stress, sindrome premestruale, hangover e simili!

 

Improvvisazione teatrale

di Martina Del Romano

La curiosità per l’improvvisazione mi è venuta dopo aver letto Yes, Please di Amy Poehler, e così, trovandomi a Londra, ho deciso di andare a vedere di cosa si trattasse per davvero. Per chi se lo stesse chiedendo, consiste nel raccogliere uno spunto (una parola, ad esempio) e costruirci sopra una scenetta. L’improvvisazione teatrale è una cosa meravigliosa: lungi dall’essere solo una tecnica teatrale (o un divertimento), è una maniera per crescere, imparare a costruire qualcosa con l’aiuto di altre persone, imparare a sbagliare e creare e ridere dai e dei propri errori. Bonus: tirerete fuori il comico e il creativo che è in voi. Buttatevi, è terapeutico!

 

Ambivalenty Yours

di Marta Conte

Nato dal desiderio di non scegliere un’identità a cui appartenere in toto da parte di questa giovane donna che, stanca di dover rinunciare ad una parte di sé in favore di un’altra (“sei femminista e ti vesti di rosa?”) ha deciso di abbracciarle e celebrarle entrambe. Il risultato è un sito e un blog su tumblr pieno di consigli di vita non qualificati, amore per se stessi e soprattutto disegni su disegni che nella loro stilizzazione e semplicità estrema riescono, insieme all’accompagnamento di poche parole, a restituire le mille bellissime contraddizioni presenti in tutti noi.

 

Nicole Orlando

di Claudia Cavallaro

U101255820-e7374f8a-0d4b-457b-85d3-5dac6d78916fno dei momenti più belli di questo bruttissimo 2015 riguarda sicuramente Nicole Orlando. Atleta affetta da sindrome di Down, nel Mondiale IAADS in Sudafrica ha fatto incetta di medaglie e ha commosso tutti dedicando i suoi successi alla nonna, recentemente scomparsa. Un’impresa non da poco, paragonabile a quelle del celebre nuotatore Michael Phelps. Nicole ha, infatti, vinto quattro ori su quattro gare disputate: salto in lungo, staffetta femminile, 100 metri e triathlon (lancio del peso, salto in lungo e corsa), in cui ha addirittura stabilito un nuovo record mondiale. Un orgoglio per tutta l’Italia, ma non solo, un esempio di forza e volontà immense.

 

 

Who framed Cinderella? Timbuktu Magazine

di Valeria Righele

Ormai sono anni che seguo con passione i progetti di Timbuktu, primo magazine per iPad indirizzato a bambin* dai 6 ai 10 anni (concepito in inglese, ma disponibile anche in italiano e spagnolo). Creato nel 2010 dalle italiane Elena Favilli e Francesca Cavallo, Timbuktu cerca di coinvolgere i suoi piccoli utenti confezionando con cura storie ispirate all’attualità, sfruttando le nuove possibilità di interazione.

L’ultima iniziativa, lanciata ad ottobre, si chiama Who Framed Cinderella? e risponde all’esigenza di rappresentazione femminile nei media di cui abbiamo qui parlato spesso. Ogni mese viene dunque proposta una storia che riguarda una donna o una ragazza che nella sua vita ha compiuto qualcosa di straordinario. Il primo numero era in forma di fumetto e riguardava Maria Sybilla Merian, scienzata tedesca e illustratrice il cui lavoro ha posto le basi della moderna entomologia. Potete darci un’occhiata qui e iscrivervi per ricevere la storia del mese qui.

 

Witch, Please

witch pleasedi Martina Del Romano

Potterheads, venite a me! Witch, Please è la vostra nuova trasmissione preferita, credetemi. Un podcast in cui, ogni due settimane, due professoresse canadesi analizzano criticamente un libro o un film della saga di Harry Potter, notando il trattamento di questioni di genere, razza, religione, istruzione, sessualità e chi più ne ha più ne metta, il tutto condito da grandi risate. Abituarsi a pensare criticamente qualcosa che amiamo non è facile, ma riconoscere che Harry Potter abbia dei punti problematici non ci impedisce necessariamente di amarlo. Bonus: il segmento Granger Danger vi farà amare ancora di più Hermione (anche se non credevate fosse possibile).


Fallout 4

di Sara Antonicelli

Ommioddio, quando è uscito il trailer di lancio sono impazzita: ad introdurre il gioco, oltre alla voce maschile, c’è anche quella femminile! La serie è da sempre stata caratterizzata dalla possibilità di scegliere personaggi femminili, ma i trailer sono stati classicamente impostati al maschile, quindi pur essendo una scelta sicuramente dettata dalla moda del momento, per me è stata una forte emozione. Il gioco in sé è molto divertente, pieno zeppo di ottimi personaggi femminili, ma se siete fan del classico aspetto RPG della serie potreste rimanere delusi.


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  1. Caterina

    31 dicembre

    Tonnellate, vagonate di amore! BELLISSIMO tutto!

  2. Lucia

    31 dicembre

    Complimenti ragazze, tutto bellissimo! Lisa Eldridge ha riempito i miei tristi pomeriggi festivi quest’anno, insieme a lunghissime sessioni videoludiche, quindi vi capisco bene.
    Brave ancora e buon anno!

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