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I nostri preferiti del 2015: libri e fumetti

I nostri preferiti del 2015: libri e fumetti

Nel 2015, tanto per cambiare, Soft Revolution ha discusso una montagna di libri, compresi i casi dell’anno Elena Ferrante e Annie Ernaux. Non abbiamo disdegnato i classici e abbiamo scritto di Piccole donne di Louisa May Alcott, La casa degli spiriti di Isabel Allende, La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, La campana di vetro di Sylvia Plath, Jane Eyre di Charlotte Brontë e Amatissima di Toni Morrison.

Per la redazione, il 2015 è stato un anno ricco di fumetti e graphic novel. Vi consigliamo la serie Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples, Nimona di Noelle Stevenson, e un trittico tutto italiano con Sandro di Alice Socal, Al sole come i gatti di Marta Baroni (che abbiamo intervistato qualche mese fa) e Christine e la città delle dame di Silvia Ballestra e Rita Petruccioli.

Non ci siamo dimenticate di ragazz* e giovani adult* e abbiamo parlato di Niente di Janne Teller, La figlia della luna di Margaret Mahy, Ronja di Astrid Lindgren e La bambina che fece il giro di Fairyland per salvare la fantasia di Catherynne Valente.

Abbiamo parlato di fanfiction con l’autrice Emily Lomax, di distopie svedesi parlando di Karin Boye, di abilità e spazio con Accessing The Future, di libri che parlano di zone umide, intestini felici e orgasmi femminili.

Qui sotto troverete una manciata di libri che abbiamo amato nel 2015 e di cui non abbiamo ancora parlato su Soft Revolution.

 

Queer Looks (aa.vv.)

queer looksdi Ilaria Pompei

Uscito per la prima volta nel 1993, questo è uno dei primi testi che ha introdotto la prospettiva queer nel cinema. La casa editrice è la newyorkese Psychology Press (sì, il “WTF?” è uscito anche a me). Gli/le autori/autrici presentano in questo volume le proprie opere, evidenziando come l’evoluzione delle tecniche di ripresa (soprattutto l’accessibilità alla Super 8) sia servita a rendere l’arte accessibile a tutt*, dando così spazio a quei soggetti rimasti fuori dal cinema d’accademia (in poche parole: queer, freak, attivist*). Si parla di filmati informativi sull’AIDS, dei primi video sul sesso sicuro, di intersezionalismo.

 

Step Aside, Pops! (Kate Beaton)

di Valeria Righele

Prima di diventare fumettista, Kate Beaton ha conseguito una laurea in storia e antropologia e ha anche lavorato in qualche museo. Poi ha capito che quel mondo non faceva per lei e ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al disegno, da sempre sua grande passione.

Il suo blog harkavagrant.com pullula di esilaranti ritratti parodici di personaggi storici e letterari, oltre che di icone della cultura pop contemporanea (da Napoleone a Lois Lane, passando per Heathcliff, Dana Scully e il gruppo di finzione delle straw feminists; ma ci sono anche moltissimi personaggi meno noti). Le battute di Beaton sono fulminanti, e la sua abilità nel cogliere il ridicolo del carattere e il comportamento di certe figure celebri invidiabile.

Step Aside, Pops! è la seconda raccolta di fumetti visti sul sito, dopo l’omonima Hark! A Vagrant (rimasta cinque mesi nella lista dei Bestseller del New York Times), ed è imperdibile.

step aside pops

 

L’evoluzione di Calpurnia (Jacqueline Kelly)

di Tarin Nurchis

Untitled-2Come tutti quelli “non portati”, habitué di insufficienze giovanili in matematica/fisica, ho apprezzato la scienza in modo tardivo e mistico-paradossale ammantandola di razionalità magica; se L’evoluzione di Calpurnia mi ha fatto sgranare gli occhi di lettrice è di certo anche per questo. Ma in verità l’undicenne Calpurnia conquisterebbe chiunque: è impossibile non parteggiare per lei e il suo proposito di diventare scienziata – cosa non facile di per sé, e ancora più difficile nel 1899. Lei però lo persegue comunque, e lo fa sia con fatica che divertendosi. “Era il nuovo secolo, e voleva dire che tutto era possibile”.

 

 

the ghost networkThe Ghost Network (Catie DiSabato)

di Marta Corato

La popstar Molly Metropolis scompare improvvisamente poco prima di un concerto a Chicago. Dov’è finita, e perché? La sua assistente e una giornalista vanno alla sua ricerca e si imbattono in qualcosa di molto più grande di loro. The Ghost Network è meta, acuto, divertentissimo, assurdo, pieno di sorprese. Le protagoniste, ma anche l’autrice Catie Disabato, sono la mia nuova ossessione.

 

Rileggere le Ultime lettere di Jacopo Ortis

di Jennifer Guerra

Per il mio corso di Letteratura Italiana ho dovuto rileggere le Ultime lettere di Jacopo Ortis, che non mi ha mai fatto impazzire alle superiori. Rileggendolo ora e facendomelo spiegare dalla mia fichissima professoressa, ho scoperto un nuovo libro sotto le ceneri di Foscolo: un libro pieno di donne forti e non stereotipate, come l’indispensabile madre di Jacopo e la coltissima Teresa. Quest’ultima è tutto fuorché la damina sospirante in attesa del marito: legge, dipinge, discute di filosofia, tiene testa al padre come può, è brillante. Teresa è il personaggio secondario femminile più interessante in cui mi sia mai imbattuta, ed è stato bellissimo riscoprirla.

 

Trilogia dell’area X (Jeff VanderMeer)

di Marta Magni

Stando a Goodreads quest’anno ho letto 24 libri: alcuni pessimi, altri passabili, certi decisamente belli. E poi c’è la trilogia dell’Area X. La trilogia dell’Area X gioca in tutto un altro campionato perché non è solo una trilogia ma un universo tutto, fatto e finito. Un universo maestoso. C’è la trama, ci sono i personaggi credibili, c’è l’idea ed il filo narrativo che va dall’inizio alla fine, anche le copertine sono splendide. Il New Yorker lo chiama New Weird, perché fantascienza è riduttivo. Ogni accenno di trama sarebbe spoiler.

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Shotgun Lovesongs (Nickolas Butler)

di Martina Ioriatti

NBSe l’innamoramento è questione anche di riconoscere parti di sé in qualcosa o qualcun altro/a, Shotgun Lovesongs di Nickolas Butler per me era praticamente un matrimonio combinato – di quelli buoni però dove per rarissima coincidenza le due parti si amano già in partenza all’insaputa delle famiglie.

Questo non significa che chi non ha vissuto nel Midwest americano, non è fan di Bon Iver e non nella memoria storica del proprio corpo il freddo di inverni semi-artici non possa amare questo libro, anzi. Però è innegabile: se in certi posti hai vissuto, per quanto duro sia stato, rileggerne attraverso la vita di altre persone/personaggi non può che scatenare un torrente di malinconico affetto e nostalgia.

Il libro racconta la storia di quattro amici nati nello stesso paesino in mezzo al nulla nel nord ovest del Wisconsin: c’è chi è diventato un musicista di successo (e la somiglianza con il cantante Bon Iver originario proprio di Eau Claire, Wisconsin è lampante), chi vive di rodei, chi non se ne è mai andato e chi invece ritorna. La scrittura è di quelle che va dritta al cuore senza fronzoli. Ammetto di aver volutamente impiegato più del normale a finirlo perché mi veniva male a doverlo appunto finire. Consigliato non tanto, di più.

 

platonovČevengur (Andrej Platonov)

di Nicole S.

Čevengur è stato scritto negli anni Venti e pubblicato nel 1972, ma nel 2015 è stato riproposto da Einaudi al pubblico italiano. Non parla di femminismo ma parla di rivoluzione, e lo fa trasportando i lettori tra gli ultimi degli ultimi, nel silenzio di una steppa magica e dimenticata, dove “il sole splende e il bosco canta con tutta la profondità della sua voce”. È un libro raro, profondo, bellissimo.

 

Cores (Carol Rossetti)

di Salomè Sodini

Avevamo già conosciuto questa disegnatrice brasiliana come l’autrice della serie Mulheres (Donne); adesso Carol Rosetti è tornata con un nuovo progetto a fumetti, intitolato Cores (Colori). In queste vignette, che escono il martedì e il venerdì, Carol racconta le storie di un gruppo di bambini che “vogliono essere liberi per scoprire le loro passioni e giocare con tutto il potere della loro immaginazione”. Attraverso le avventure del loro quotidiano, dallo scrivere un manifesto perché tutti i colori possano venire usati da tutti, allo scambiare una bambola con lezioni di scherma, Su, Leco e gli altri compiono ogni giorno una piccola rivoluzione.

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