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I nostri preferiti del 2015: film e tv

I nostri preferiti del 2015: film e tv

La nostra TV preferita del 2015

Tirate fuori le vostre liste e liberate le vostre giornate per i prossimi due mesi: le serie che vi consigliamo di guardare sono Transparent, Agent Carter, The 100, Penny Dreadful, Jessica Jones, più le serie animate Adventure Time e Steven Universe. Se non vi bastano, ecco un’altra carrellata di consigli qui sotto.

 

Unbreakable Kimmy Schmidt

di Valeria Righele

È la sitcom che mi ha fatto ridere per tutta la scorsa primavera. Ultimo gioiellino di Tina Fey (e Robert Carlock) targato Netflix, Unbreakable Kimmy Schmidt racconta la storia di Kimberly Schmidt, una ragazza di 29 anni che ha vissuto metà della sua esistenza in un bunker nell’Indiana, convinta (da un reverendo ciarlatano) che il mondo sia finito e che lei e le sue tre compagne di sventura siano le uniche sopravvissute. Quando viene liberata, Kimmy decide di ricominciare la sua vita trasferendosi nella Grande Mela. Come immaginerete, adattarsi ai ritmi e alle convenzioni della città non sarà facile; ma il titolo non suggerisce forse che lei è indistruttibile? Ad affiancarla in questa fatica ci sono un irriverente coinquilino che sogna Broadway e un’eccentrica padrona di casa incline ad atti criminali. Insieme, un trio davvero molto divertente. Da non perdere se avete bisogno di un po’ di ottimismo e se cercate un manuale di battute pronte contro la spocchia altrui. Bye Felicia!

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The Affair

di Marta Magni

Lui e lei si incontrano. Lui è sposato, lei anche. Lei è tormentata e lui imbolsito. Loro iniziano una relazione, loro hanno a disposizione esattamente metà puntata per raccontare ognuno come è andata quella metà delle storia. Le due metà non coincidono mai: cambiano gli abiti, i gesti, cambiano le colpe, cambiano completamente le intenzioni. È come “trova le differenze” della settimana enigmistica e le differenze sono spesso enormi. Nella seconda stagione i punti di vista aumentano, la confusione e lo spessore cresce.

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Bloodline

di Martina Ioriatti

Da fan delle saghe di famiglia, la serie originale di Netflix Bloodline mi ha fregato in cinque minuti con un una fotografia piena di contrasti – la storia di una famiglia, i Rayburn, dai panni leggermente sporchi che vive in uno scenario surrealmente bello, le Keys Island in Florida. Attori di pregio, sceneggiatura ben fatta che non perde mai un colpo, questo drama senza nessuna traccia di elementi “out of the ordinary” è una serie tv che esplora dinamiche umane senza banalità, ma anzi dando uno spessore notevole ai suoi personaggi, che sono così a 360° che ti seguono anche fuori dalla fiction e dentro la realtà del tuo soggiorno. Da vedere.

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Supergirl
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di Martina Del Romano

La CBS ha da poco mandato in onda un nuovo telefilm in cui la protagonista è Supergirl aka Kara Zor-El (adottata dai Danvers), cugina di Clark Kent arrivata sul pianeta terra in seguito alla distruzione di Kripton. Nonostante non sia una figura nuova nei fumetti, l’arrivo di una supereroina su un canale mainstream come la CBS è assolutamente da celebrare. Supergirl è fresco e luminoso, ottimista a volte fino all’ingenuità, e con punte di banalità, ma ha il cuore al posto giusto e il suo centro pulsante sono dei personaggi femminili interessanti, intelligenti e complessi.

 

UnReal

di Marta Corato

La protagonista di UnReal, Rachel Goldberg, è una produttrice sul set di una versione fittizia di The Bachelor. Lo psicodramma delle concorrenti del programma si mescola a quello di produttori, showrunner e altre persone che si trovano incastrate nel loro mondo. Attorno a un concetto idiota come quello di The Bachelor si costruisce un telefilm davvero oscuro, dove succedono cose orribili in continuazione e si espone il peggio dell’umanità. Un capolavoro.

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I nostri film preferiti del 2015

Partiamo dalle liste nelle liste: i film che ci sono piaciuti di più al BFI Flare e i nostri 20 documentari musicali preferiti. I film che non ci sono piaciuti: 50 sfumature di grigio (ma và?), Il racconto dei racconti, La vita di Adele e Spectre.

I classiconi rivisitati: Alien e il nostro amore per Ellen Ripley, il femminismo in Labyrinth, e Profumo di Donna rivisitato.

I film più (e meno) recenti: Tu Dors Nicole, Big Hero 6, The Babadook, I cieli di Sils Maria, Puccini for beginners, Bag It. E infine, quelli di cui non avevamo ancora parlato qui sotto:

 

Advantageous

di Margherita Ferrari

Cosa accadrebbe, se l’avanzamento tecnologico ci permettesse di trasferire la nostra coscienza in un nuovo corpo, grazie ad una procedura chirurgica? In che modo i criteri di desiderabilità che permeano le nostre società influirebbero sulle nostre scelte? Il film Advantageous esplora questi quesiti attraverso la rappresentazione di un universo per certi versi molto simile al nostro, in cui la rapida ricerca del profitto domina molti altri aspetti della vita quotidiana. La regista Jennifer Phang ha scelto di raccontare questa storia attraverso l’esperienza di una donna asiatica, costretta a subire la procedura chirurgica per non perdere il proprio lavoro di portavoce presso una clinica che offre servizi di ringiovanimento.

The Lobster

di Chiara Puntil

the-lobsterImmaginate una società distopica in cui essere single fosse proibito. Immaginate che, nel caso di divorzio o dipartita del/la consorte, vi fossero dati quarantacinque giorni per trovarvi un degno sostituto, pena la trasformazione irreversibile in un animale a vostra scelta.

Questa la premessa di The Lobster, primo film in inglese del regista greco Yorgos Lanthimos. Contraddistinto dallo stesso humour perverso che caratterizza i suoi film precedenti (Dogtooth su tutti), ci ho visto degli echi di uno dei miei film preferiti di sempre, La Decima Vittima, e dunque non poteva che finire in questa lista.

 

Mad Max: Fury Road

di Sara Antonicelli

QUESTO FILM. Diretto da un anziano signorotto che ha fatto Happy Feet e Babe va in città, montato dalla moglie del suddetto signorotto… questo film distrugge ogni film di azione degli ultimi anni, con uno stile e una forza indescrivibile. Senza basarsi sul classico trio cinematografico contemporaneo delle A: “Azione! Avventura! Atette!”. Ne ha già scritto Jennifer, ma ribadisco: l’ho visto quattro volte e lo rivedrei altrettante, e ogni volta riesco a notare nuovi dettagli che offrono profondità alla trama. Non lasciatevi ingannare da chi sostiene che non esiste, sono solo persone troppo abituate agli spiegoni cinematografici: Miller dice tutto, ma senza mostrarlo forzatamente.

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Carol

di Chiara Puntil

Todd Haynes mi piace molto, Cate Blanchett altrettanto. La storia pareva interessantissima solo a leggerla, e a Cannes c’è chi si è quasi strappato i capelli. Tutto ciò per dire che non saprei dire esattamente quali aspettative mi fossi fatta su Carol, so solo che dopo i titoli di coda sarei rimasta volentieri per lo spettacolo successivo. Melodramma lesbico basato su The Price of Salt di Patricia Highsmith, è un film curato nei minimi dettagli e permeato dalla tensione fra le due protagoniste che si sublima nelle superfici degli oggetti che le circondano: allusioni alla sfera del tattile che alle due è proibita. Insieme a The Lobster, per me il film del 2015.

https://www.youtube.com/watch?v=EH3zcuRQXNo

 


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