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Raise your voice: autrici alla conquista del podca...

Raise your voice: autrici alla conquista del podcast

C’è qualcosa di cui si parla molto in questi mesi negli Stati Uniti, e non mi riferisco a Taylor Swift, bensì a un argomento che da noi è arrivato solo in parte e di sfuggita. Il podcast, ovvero le registrazioni radiofoniche di programmi divisi in puntate, sta vivendo un nuovo rinascimento, saltato all’attenzione del pubblico di internet grazie al grandioso successo di Serial.

Risale infatti allo scorso autunno la pubblicazione delle dodici puntate che compongono il programma, su internet e su iTunes, che nel giro di un paio di mesi ha portato alla cifra di cinque milioni di download complessivi. E non è solo questione di quantità: il podcast, incentrato sul caso irrisolto dell’omicidio della teenager Hae Min Lee nel lontano 1999, ha portato a una sorta di frenesia collettiva, con la creazione di blog, una parodia al Saturday Night Live, thread di Reddit come se piovesse e addirittura di un altro podcast dedicato al podcast.

Dietro a tanto successo c’è la giornalista Sarah Koenig, ex giornalista del Baltimore Sun membro dello staff di This American Life, altro programma radio on air e online da oltre vent’anni, ha abilmente creato una investigazione attorno al caso adattandola al mezzo radiofonico.

Sarah Koenig

Sarah Koenig

Grazie a Serial, si è sollevata una notevole attenzione su questo strumento, utile ai più solo per recuperare puntate radiofoniche che altrimenti andrebbero dimenticate il giorno successivo. Il podcast in realtà è molto più di questo e offre numerose possibilità di espressione. L’uso massiccio di smartphone permette agli utenti di rimanere costantemente aggiornati con i programmi preferiti, spesso ascoltati in quei momenti “vuoti”, tipo gli spostamenti lavoro-casa, che siano coi mezzi pubblici o in auto, creando uno spazio di raccoglimento in cui tenersi aggiornati e farsi raccontare storie senza lo sforzo di leggerle.

Nell’ultimo periodo sono proprio le donne a farsi notare di più con idee di programmi innovativi, cosa che merita di essere segnalata come segno positivo perché finora il mondo del podcast americano è stato dominato da voci maschili. Solo due anni fa, la conduttrice Julie Shapiro denunciava la grave mancanza di varietà nella conduzione e produzione della maggior parte dei programmi – si parlava del 71% di predominanza maschile. Le cose stanno prendendo una piega diversa, soprattutto grazie alla sferzata positiva portata dall’esempio di Serial a fine 2014.

Può essere utile allora segnalare alcuni programmi, non solo degni di nota perché condotti da voci femminili (che sono costantemente oggetto di discriminazione come qualsiasi altro ambito, ritenute più sgradevoli di quelle maschili o prese meno sul serio in alcuni sondaggi, come illustra il video), ma anche per gli argomenti di notevole interesse.

Oltre al sopracitato Serial, che è necessario ascoltare per poterne comprendere il successo, il network Radiotopia, nato per finanziare e promuovere la cultura del podcast, raccoglie una manciata di programmi tematici interessanti: per primi Strangers e Radio Diaries sono due format di storytelling che in ogni puntata raccontano vicende reali, e sono condotti rispettivamente da Lea Thau e Sarah Kramer.

Sempre alla squadra Radiotopia appartiene The Heart, una vera chicca che vi renderà dipendenti: nato come programma dal nome Audiosmut su una emittente canadese, si è evoluto in un podcast quando le due autrici Kaitlin Prest e Mitra Kaboli si sono trasferite a New York. Lanciato nel 2012, è il progetto audio-artistico che parla principalmente di sessualità, affetti, ma soprattutto, “delle complicazioni che derivano quando i sentimenti incontrano il corpo”. Le parole chiave sono “intimacy+humanity”. Alcune puntate esemplari vanno dal racconto di un’esperienza di sesso di gruppo al trasporto di droga nella propria vagina. E se non bastasse, lo sponsor è un negozio online di sex toys.

Di altro stampo è il podcast Invisibilia delle due autrici Alix Spiegel and Lulu Miller. Prodotto dalla rete pubblica statunitense NPR, è descritto come “science show”, ma contiene molto di più di quanto questa tag dica. Invisibilia, ovvero dal latino “tutte le cose invisibili”, esplora the intangible forces that shape human behavior – things like ideas, beliefs, assumptions and emotions. Con una particolare attenzione alla psicologie e alle neuroscienze, il format espone argomenti scientifici sotto forma di storie. A dimostrazione che l’esperienza femminile nel podcasting non si limita allo storytelling di esperienze umanistiche, ma che ha voce in capitolo anche nell’ambito scientifico e tecnologico.

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Le autrici di Invisibilia

Questa piccola ma significativa innovazione apportata nel mondo del podcast sta facendo parlare molto di sé ed è bene che se ne continui a parlare: più questi esempi sono diffusi e più facilmente l’iniziativa femminile prende piede, portando anche molte autrici a costruire le proprie finestre sul mondo da cui raccontare sé stesse e diversificare la narrazione.


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  1. ilaria

    7 aprile

    Molto interessante, ilaria

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