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Donne maleducate? Non vi preoccupate, ci pensa Par...

Donne maleducate? Non vi preoccupate, ci pensa Parisian Gentleman!

Qualche mattina fa, sulla home di Facebook, mi è apparso un video pubblicitario della rivista di sartoria maschile Parisian Gentleman, dal titolo “Ladies”. Già qui ho storto un po’ il naso, colta da un nefasto presagio. Non ha aiutato il titolo dell’articolo dedicatogli da Repubblica, “Gentil sesso: maleducate come un uomo, lo spot provocazione” – tra l’altro “come un uomo” cos’è? Un metro di giudizio, la scala Mercalli dell’educazione? Il presagio si è trasformato in una vocina interiore che mi sussurrava di non farlo, ma io, masochista, ho cliccato play.

C’è una bella ragazza che si lascia andare a un peto, un’elegante signora che sputa a terra, una ragazza sola in una macchina molto sporca che letteralmente divora cibo spazzatura. E ancora: due ragazze che litigano animatamente fino ad arrivare alle mani, donne che bevono, una vomita, una è brilla: niente dell’altro mondo. Viene mostrato anche uno spogliarello maschile, che non commento perché Soft Revolution ne ha già parlato qui.

Una scena in cui mi sono immedesimata molto è quella di una ragazza che si apparta con un’amica per fare pipì. Credo che a nessuna piaccia farla in pubblico, in una posizione scomoda, stando attente a non sporcarsi le scarpe e a chiappe all’aria, ma se scappa, scappa! La mia preferita, però, è quella di due ragazze che inveiscono contro la televisione, a casa loro. Vi assicuro che quando guardo l’Inter faccio molto di peggio. Ma ciò non significa che reagisca così al professore se mi dà un brutto voto, tanto per fare un esempio.

Per farla breve: vengono mostrate scene di vita quotidiana, che possono capitare a chiunque, con sole protagoniste donne. Ma ciò che è peggio è che il video si conclude con questa frase: “a world without gentlemen, is a world without ladies” di cui ne vanno anche fieri, come si può leggere dal loro sito:

“[…] per noi non è solo uno slogan…è una frase che racchiude con forza, senso dell’umorismo, e forse anche un po’ di coraggio, la vera essenza di Parisian Gentleman. Se questo spot vi è piaciuto, e se vi ha fatto fermare a riflettere non solo su voi stessi, ma anche su cosa voglia dire essere un “gentleman”, vi chiediamo di condividerlo il più possibile. Aiutateci a diffondere questo messaggio nel mondo.”

Dichiarazione molto discutibile, soprattutto perché non capisco come dovremmo farlo con un video incentrato sulle donne. Il comunicato stampa dell’agenzia DLVBBDO, che ha ideato e prodotto lo spot,  rincara la dose:

“Il film […] affronta da un punto di vista laterale il tema dell’eleganza maschile e dell’importanza di essere dei veri gentlemen oggi.”

Quindi, quello che vogliono dirci è che se esistono le “maleducate” è a causa dell’estinzione dei gentiluomini. Come se noi donne fossimo degli esseri senza personalità e carattere, che misurano i propri comportamenti sulla base di ciò che fanno gli uomini, mentre loro sono la chiave della salvezza umana, come sempre, questa volta dalla maleducazione mondiale. Ma allora non siete dei gentiluomini, siete proprio degli eroi!

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Da quello che si evince, ancora una volta, è che le brave donnine devono essere sempre educate, non si possono lasciare andare neanche quando sono sole a casa loro o con le amiche e non devono emulare comportamenti considerati maschili. Mentre gli uomini sono tutti rozzi, e non dovrebbero esserlo solo perché potrebbero dare un brutto esempio al facilmente influenzabile popolo femminile. L’ennesima pubblicità piena di stereotipi, insomma, che insegna tutto tranne che il bon ton, anche perché mi ha solo fatto venire voglia di dire tante parolacce.

Penso, invece, che l’educazione vada al di là del genere, dell’età e di altri fattori. È una forma di rispetto verso l’altro, verso i nostri genitori che ce la insegnano e anche verso noi stessi. Il punto non è fare o non fare una cosa, o se a farla è una donna o un uomo, ma capire i giusti contesti, quindi personalmente un peto fatto in bagno non mi sembra una cosa così sconvolgente. Così come non mi considero una maleducata se, nell’intimità di casa mia, mi scappa una parolaccia.

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Nello spot di Parisian Gentlemen vedo solo una facile provocazione, uno sparare sulla croce rossa, andando a riprendere e a giudicare, come al solito, i comportamenti femminili, estremizzandoli a proprio favore, mostrandoli come indice del degrado della società. Un’esagerazione, più che una provocazione, e un decontestualizzare e generalizzare, che secondo me non aiutano molto ai fini di un messaggio che potrebbe essere anche giusto, come quello di un invito all’educazione.

Quello che voglio assolutamente sottolineare è soprattutto che noi donne non abbiamo bisogno di un “gentleman” per essere delle “ladies” (proprio come voleva Alessandra Moretti, ndr) ed è questa la cosa che più mi ha fatto arrabbiare.

Care menti dietro a questo “simpatico” spot, se vi rispondo, evidentemente avete centrato il vostro obiettivo. Si sa che il sessismo paga sempre e forse a voi piace vincere facile. Spero solo che da ora in poi siate più coerenti, visto che affermate di aver voluto fare “un progetto che sfatasse i soliti preconcetti e le aspettative abituali”, e non vi nascondiate dietro a un discutibile senso dell’umorismo. Di sicuro, siete stati tutto tranne che eleganti.


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  1. Paolo

    26 febbraio

    spot stupido e articolo ineccepibile

  2. Unladylike

    26 febbraio

    “Quindi, quello che vogliono dirci è che se esistono le “maleducate” è a causa dell’estinzione dei gentiluomini. Come se noi donne fossimo degli esseri senza personalità e carattere, che misurano i propri comportamenti sulla base di ciò che fanno gli uomini,(…)”

    Centri assolutamente il punto fondamentale che non riuscivo a individuare quando ho reagito con gran fastidio a questo video. Perchè il punto non è solo cosa una “brava signorina” deve/può fare o non fare (al che la mia reazione di pancia è andare orgogliosa di queste sbavature che concedono a me e al resto del mondo femminile di classificarci come esseri pienamente umani, e non come figure bidimensionali e immaginarie che non sono pelose, non sudano, non fanno la cacca e hanno un’aura di perfezione immateriale in tutto ciò che fanno). Il punto è attribuire all’uomo l’onnipotenza di influenzare nemmeno volutamente, ma solo per la sua esistenza, il comportamento di metà della popolazione del pianeta – come se fossimo cani che appena il padrone esce saltano sul divano. Sommo disgusto.

    Grazie della chiarezza e dell’apertura d’occhi.

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