Crea sito
READING

Se non paghiamo gli ingressi in discoteca

Se non paghiamo gli ingressi in discoteca

La storia è questa. Lunedì sera alla discoteca, martedì sera alla discoteca, mercoledì che mal di testa ma sono andata alla discoteca, giovedì sera alla discoteca, venerdì sera non volevo andarci ma Fabio è venuto a cercarmi allora allora sono andata alla discoteca, sabato sera alla discoteca, domenica alla discoteca*.

In una settimana alla discoteca non ho pagato mai, mentre Fabio ha speso l’ira di dio. Com’è che nei locali della notte gli ingressi per le ragazze costano meno di quelli dei ragazzi, o addirittura sono gratis?

Victory2
3_4510428432_822111327856194_2620678847029462929_n

I gestori adottano questa strategia economica per favorire l’ingresso delle ragazze nei loro locali, che altrimenti rimarrebbero pieni di maschi che si girano i pollici. L’Istat in primis ci dice che, indipendentemente dalle fasce d’età, l’affluenza maschile nei luoghi in cui si balla è superiore rispetto a quella femminile**. Ma sarebbe davvero così terribile una serata senza ragazze in pista?

Senza passare dal via, il mio pensiero vola ai Flight of The Conchords e allo scenario evocato dalla loro Too many dicks on the dancefloor. “C’erano solo venti ragazzi in fila a ballare la conga” non è esattamente ciò che ci si aspetta venga detto di una discoteca, all’indomani del weekend: la cattiva pubblicità è bene evitarla, e il modo migliore perché ciò accada pare essere il garantire una discreta, se non abbondante, presenza femminile alle serate.

Non è un privilegio concesso alle donne però, quello di farle pagare meno (o di non farle pagare affatto). La forma è più quella di un’esca. Ragazze venite a ballare – letteralmente, cosa vi costa? Vi costa forse un drink in più offerto dal ragazzo che non vi toglie gli occhi di dosso mentre state al centro della pista. Vi costa forse un drink offerto dal ragazzo incuriosito dal fatto che siate le uniche della compagnia a non ballare, rimaste a controllare le borse al tavolo. Vi costa “una cortesia”. Preparatevi a sentirvi in dovere di ricambiare.

Di fatto nessuno chiede alle ragazze cosa vorrebbero trovare in una discoteca, o chi. I ragazzi sono disposti a pagare quello che voi (non per scelta) non pagate, e i titolari ne approfittano ampiamente, recuperando così tutti gli abbondanti sconti fatti. Considerato il fatto che spesso all’ingresso viene fatta anche una selezione basata sull’outfit, non c’è da sorprendersi che i ragazzi non fiatino e paghino intero il prezzo d’entrata. Rischiano già di non entrare (di perdere l’adrenalinica chance di conoscere qualcuna), opporsi alla disparità di trattamento è sconsigliato, specialmente se sono stati poco oculati e hanno messo le infradito invece delle scarpe.

11034659_421617131333473_1989588076_o

Illustrazione di Vittoria Moretta

Di certo il successo con cui questa formula di entry si utilizza in Italia dimostra che se il cane si morde la coda è perché ha un buon sapore: se i gestori la attuano è perché funziona, e i maschi pagano per entrare nei locali dove è garantito ci siano delle ragazze. Potrà anche piacergli ballare, ma se sanno di poterlo fare in presenza di ragazze tanto meglio.

La conseguenza più temibile di questa dinamica di scambio è il fatto che alimenti sessismo e lo giustifichi. Se a fine serata niente di tutto quello che è stato promesso con quell’ingresso è accaduto, i ragazzi si lamenteranno che quelle non li hanno considerati di striscio e che hanno pure la fortuna di non pagare niente. Promettendo inoltre una numerosa partecipazione femminile nelle loro discoteche, i titolari riducono le ragazze a merce da barattare.

Non viene qui messo in discussione il fatto che entrambi i sessi possano divertirsi ad una serata in discoteca e che entrambi i sessi possano cercarsi per divertirsi. Il problema è ancora una volta culturale: potrà non essere illegale questa discriminazione economica basata sul genere, ma dobbiamo davvero aspettare che arrivi una legge a dirci di non trattare gli altri diversamente, sulla base di “certe” caratteristiche?

Nel Regno Unito una legge c’è (si chiama Equality Act, è del 2010), ma molti locali non ci badano. Ne ha parlato Holly Rubenstein sull’Independent. Dopo aver interpellato sulla questione anche qualche avvocato, e constatato che queste pratiche infrangono in effetti la specifica legge, tutto viene lasciato al singolo individuo e alla sua morale personale.

Negli Stati Uniti la questione divide. Alcuni stati come California, Maryland, Pennsylvania e Wisconsin considerano gli sconti delle Ladies’ night come illegali rispetto agli statuti federali o locali, mentre le corti di Minnesota e Washington chiamate a rispondere di casi analoghi hanno deliberato che si tratta di casi non perseguibili, se non basati su futili tesi.

Ancora una volta quindi si tratta di una scelta.
Io ci vado anche a ballare tutta la settimana con Fabio (perché mi sta simpatico), ma magari scelgo di farlo in una discoteca che ci consenta di entrare nello stesso momento, pagando lo stesso prezzo.

Il campione di riferimento è composto da locali destinati ad una clientela mista, non Girls only.

* Testo del tormentone La discoteca di Exch Pop True.

** Indagine campionaria “Aspetti della vita quotidiana”, 2013. Percentuale di persone di 6 anni e più che dichiara di essere andato in discoteche, balere, night club o altri luoghi dove ballare almeno una volta nell’ultimo anno. Dati nazionali.


RELATED POST

  1. Caterina Ghobert

    27 marzo

    Noi di solito, se c’è differenza, facciamo la somma degli ingressi pagati e dividiamo per tutti quelli che sono entrati, così tutti pagano uguale.

  2. Lili

    28 marzo

    Ecco perché apprezzo le discoteche gay pur essendo una ragazza etero. Lì il discorso non cippa, quindi paghiamo tutti!! 😀
    È pure meglio, perché posso andare lì solo per ballare, perché tanto gli uomini non mi si filano e se una ragazza ci prova gentilmente le dico che sono etero prima che spenda soldi in drink per me.

  3. cARLO

    28 marzo

    Se vai lì solo per ballare probabilmente non devi andare in discoteca. Anche perché dai fastidio a chi va lì per altro.

  4. Marta Corato

    30 marzo

    Carlo, se quindi ad esempio sono impegnata devo chiudermi in un monastero, perché i locali sono aperti solo alla gente che vuole cuccare?

    O magari sei TU che importuni le ragazze a dare fastidio alla gente che va lì per altro – che ne so, ballare, visto che è una discoteca?

  5. Fre

    30 marzo

    Quindi illuminatissimo Carlo se io ho voglia di ballare dove mi è concesso andare, di grazia?

  6. Skywalker

    30 marzo

    Discopub questi sconosciuti.

  7. AlessANDRO

    25 giugno

    “È pure meglio, perché posso andare lì solo per ballare, perché tanto gli uomini non mi si filano” – “O magari sei TU che importuni le ragazze a dare fastidio alla gente che va lì per altro – che ne so, ballare,”

    Questo è indicativo di come alle donne gli uomini diano solo fastidio, e si sapeva. Marta e Lili, se siete impegnate o non volete che gli uomini vi molestino provandoci con voi (una discoteca è anche un luogo di incontro), basta fare come con le lesbiche al locale gay, “se se ci prova gentilmente le dico che non sono interessata prima che spenda soldi in drink per me”

  8. elisabetto

    10 novembre

    Alessandro scrive
    “una discoteca è anche un luogo di incontro”

    E in un luogo d’incontro ci si aspetta che gli uomini molestino le donne? È un fenomeno intollerabile, che deve cessare e che va condannato.

    Questo articolo giustamente lo condanna. Dire che questo sia “indicativo di come alle donne gli uomini diano solo fastidio, e si sapeva” ricorda orribilmente le parole dell’assassino misogino Elliot Rodger
    https://en.wikipedia.org/wiki/2014_Isla_Vista_killings

  9. Anonimo

    2 giugno

    Pagare meno è sempre un privilegio, che poi venga fatto per un presunto “secondo/scopo” da parte di chi lo offre (e anche su questo ci sarebbe da discutere) non cambia la sostanza..Anche perchè dopo che hanno pagato di meno le donne sono “ovviamente” libere di non rivolgere la parola a nessuno(e ci mancherebbe altro.. è solo per dire che chiamarla discriminazione verso la donna è piuttosto forzato..), non è che pagano meno per intrattenere gli uomini(sarebbe molto diverso..) infatti molte lo sfruttano per andare a ballare con i propri amici e stare tutta la sera con loro.
    Dico una cosa ovvia(a mio parere) ma a questo molti non ci pensano, non è importante il numero di uomini/donne che entrano.. ma l’ambiente che si crea alla fine. Se è piacevole le persone ci tornano.. altrimenti no..

    In certi casi è dovuto(almeno in Italia) alla mentalità per la quale ci vanno più uomini(di cui moltissimi disperati che passano la serata seduti), che donne, allora i gestori vorrebbero avere un numero di uomini pari a quello delle donne. Tutto qui.. anche perchè per esempio nei locali da ballo si cerca sempre la parità numerica.
    A volte fanno selezione anche per questo.. oppure lasciano fuori un certo numero di uomini, ma ripeto.. questo lo vedo soprattuto in Italia il problema del numero.
    Vicino Russia, Lituania e in quelle zone, mi è capitato di trovarmi in discoteca, c’erano 9 donne e un uomo in media.. con quasi nessuno ci andasse vicino a ballare.. moltissime erano lasciate(nel vero senso della parola) per i fatti loro.. non avrebbero avuto nessun bisogno di far pagar meno le donne.. anzi.. al contrario mancavano gli uomini e spesso le donne si lamentavano.
    Comunque trovo orribile in ogni caso l’usanza di far pagare meno un sesso o l’altro a seconda del rapporto uomini/donne(di questo si tratta alla fine, semplice rapporto domanda/offerta) , se fosse per me la abolirei, si paga tutti uguale..

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.