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L’odore è sempre il ricordo più forte

L’odore è sempre il ricordo più forte

“L’olfatto è il senso più importante, perché connette direttamente ai ricordi”.
Un amico di recente mi ha illuminato con questa frase, chiosandola con “l’odore è sempre il ricordo più forte, ma non riusciamo a ricordarlo senza che ci si ripresenti, perché l’olfatto non è il più sviluppato dei nostri sensi”.*

Nelle scorse vacanze, durante un viaggio in metropolitana ho percepito un odore che non sentivo da tempo, molto simile a quello che per anni avevo associato ad una persona con cui non sono più in contatto. Una mia ex compagna di classe.

Immagine via http://bpod-mrc.tumblr.com/

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Alle medie ero in classe con una ragazza che aveva un cattivo odore. Ricordo che più di un compagno di classe l’aveva notato, confrontandosi con me durante la ricreazione. “Tu non lo senti?”.

Lo sentivo, il suo odore. Era pungente. Ero imbarazzata perché mi sembrava che giorno dopo giorno peggiorasse e lei non se ne accorgesse. Come tutti noi, lei portava costantemente la tuta perciò era “in ordine” – solo i capelli arruffati e lucidi lasciavano intendere una certa qual trascuratezza.

Io in quel periodo tenevo i capelli lunghi raccolti in una coda, e questa senza girarci troppo attorno era una scusa per non lavarli. Non ero certo una persona che potesse dispensare consigli sull’igiene personale – sempre che quello fosse il problema.

Ero imbarazzata perché temevo che la constatazione di quel disagio avrebbe potuto produrre canzonature e messe al bando. Pensavo che lei lo sapesse e non avesse idea di come risolvere il problema.
Non pensavo che potesse non importarle.

In una classe di diciotto-venti alunni, andavo d’accordo con più della metà, ma non avevo un rapporto confidenziale con lei. Era una ragazzina solitaria, che abitava in un paese vicino al mio e non vedevo mai fuori dal contesto scolastico. Come potevo approcciarla?

Poi venne il compleanno. I compleanni, rigorosamente ricordati e festeggiati a scuola, erano sempre un innocente momento di avvicinamento e socializzazione. Ricordo che in occasione del compleanno di lei, dopo lunga consultazione, decidemmo di regalarle un profumo. Un profumo da supermercato, considerato il nostro budget dell’epoca.

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Quando vide cosa le avevamo regalato, in questo goffo e nel contempo arrogante tentativo di darle un consiglio su come migliorare la propria immagine, ci guardò sorpresa. Non offesa, ma colta alla sprovvista. Non rispose nulla.
Non usò mai il profumo, e quando un ragazzino la incalzò riguardo questo suo “problema da risolvere”, lo mandò a farsi benedire.

Io e Valentina ci siamo perse di vista, dopo gli esami. Non so nemmeno che scuola superiore abbia scelto, se abbia fatto l’Università.

Sulla metropolitana non c’era lei, né tantomeno qualcuna che le somigliava, nessun epico epilogo. Tuttavia da quando il ricordo di quel periodo è riaffiorato alla mente, non posso non sentirmi in colpa per come avevo gestito la situazione.

Imparare dai propri errori giovanili ad ogni modo si può, e se mai dovesse capitarvi una cosa simile vi consiglio di 1) non stigmatizzare le persone per il loro odore; 2) non far finta di essere immuni dalla tendenza a stigmatizzare le persone per il loro odore; 3) non nascondervi dietro a gesti mal interpretabili ma provare ad interloquire con la persona che avete davanti (ai vostri nasi); 4) sforzarvi di guardare oltre i suddetti nasi; 5) riderci su (sono politicamente corrette tutte le battute che iniziano con “ucci ucci”) assieme.

Questo mese parliamo di profumo, di cosa sia percepito come profumato e cosa al contrario come terribilmente fetido. Parleremo di come queste percezioni influenzino le nostre vite, generando mortificazione o gloria. Esploreremo la profumeria di nicchia, analizzeremo advertising, vi sveleremo i nostri prodotti preferiti e commenteremo le fragranze delle nostre lenzuola.

Buon settembre.

*si ritiene che in una classifica dei più sviluppati nell’uomo la vista vinca, seguita dall’udito.


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