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Nimona: il webcomic che farà la storia

Nimona: il webcomic che farà la storia

È mia profonda convinzione che in un futuro non troppo remoto gli adolescenti studieranno Nimona sui libri di testo come noi studiamo gli Impressionisti. Va bene, magari non succederà proprio così, ma dovrebbe.
Nimona è un graphic novel che mescola fantasy e sci-fi, nato dalla matita di Noelle Stevenson, che all’età di ventitre anni è passata da studentessa del Maryland Institute College of Art ad autrice per Disney, Marvel e DC Comics, oltre ad essersi portata a casa più di un Eisner Award, con buona pace degli hater.

Una serie cominciata come progetto di studio nel 2012 e approdata online come webcomic bisettimanale, che ha raggiunto in breve tempo un pubblico tanto vasto quanto appassionato, sino a uscire in volume per Harper Collins e scalare le classifiche di vendita del New York Times.

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La cover

Nimona prende il nome dalla sua protagonista, una creatura più o meno adolescente, turbolenta, indisciplinata e dai poteri di mutaforma che si propone come volenterosa stagista del male al supercattivo Lord Ballister Blackheart, un cavaliere che non potendo più scegliere la carriera di paladino della giustizia ha ripiegato su quella di scienziato pazzo. Manca solo un arcinemico: Sir Ambrosius Goldenloin, responsabile della svolta malvagia di Lord Ballister e primo cavaliere dell’Institution of Law Enforcement and Heroics.

L’arrivo di Nimona turba un equilibrio che somiglia ad una coreografia, in cui i due si rivelano più una coppia di vecchia data portata per il battibecco che i massimi rappresentanti del Bene e del Male. Ed eccolo qui il nucleo su cui si fonda Nimona: la costante messa in dubbio del principio “si fa così perché si è sempre fatto così”. Vale sia dentro che fuori dalla storia, dai combattimenti tra Blackheart e Goldenloin al modo in cui Noelle Stevenson tratta il fantasy e i modi canonici di raccontare una storia con draghi e spadoni.

Quello che rende Nimona insolita è la complessità che Stevenson mette nella sua protagonista, nel suo amore festosamente punk per il caos e la devastazione, nel suo essere comica quanto crudele, ricca di stupidera quanto di lati oscuri.

Il superpotere da mutaforma di Nimona è il motore degli eventi. La sua capacità di trasformarsi in qualunque creatura dal gattino al drago (per non parlare del fatto che la sua versione squalo secondo me ha anticipato di tre anni il Left Shark di Katy Perry) la rende una creatura contraddittoria, che incarna l’idea che nessuno è una sola cosa, pone domande acute e mai banali sull’identità e sul principio etico che guida le azioni delle persone, il tutto passando tranquillamente dalla tragedia a un umorismo degno dei Monty Python.

nimona3_11Quello che comincia come un esempio fuori dai ranghi di ragazza magica – paffuta, dal comportamento e dal linguaggio che non si addice a una signora – diventa anche la storia di Blackheart, del suo tentativo di salvare il mondo da un regime tirannico, salvare il suo amore di una vita e soprattutto salvare Nimona, la ragazza che non vuole essere salvata.

Niente è accessorio in questa storia, il rapporto tra aspetto fisico e identità è un tema portante, dal braccio robotico di Ballister ai capelli rasati di Nimona che da dettaglio di character design si rivelano quello che resta di un momento cruciale della vicenda. Pensiamo a noi stessi come a identità granitiche, ma tutti quasi siamo composti di cose molto diverse e fra loro contraddittorie, ed è interessante vedere quanta parte di un racconto autobiografico come Things I Lost (trigger warning d’obbligo, prima che apriate il link) e Holy Ghost confluiscano nella narrazione fantastica di Nimona.

Sono convinta che niente di tutto questo sarebbe venuto fuori – quantomeno non allo stesso modo – senza Tumblr. Nimona parla come noi, parla come parliamo su internet, parla come i suoi fan, che si ritrovano settimanalmente per commentare le uscite con un linguaggio che non è diverso da quello della storia.

Nimona è venuta fuori adesso e così anche perché esiste Tumblr, una sandbox di tutte le possibili fan art, dove i personaggi pop non sono di chi li scrive ma a chi servono, dove c’è una nicchia per tutto, si possono affrontare da tutti i possibili punti di vista le componenti fondamentali del nerdismo (anche quelle tradizionalmente roccaforti della sausage fest). Un’intera generazione di autrici ci ha trovato la palestra per affrontare in un contesto pop temi che vanno dalla politica all’identità di genere.

Noelle Stevenson

Noelle Stevenson

A giugno 2015 Fox Animation si è aggiudicata i diritti cinematografici per Nimona, suscitando una certa perplessità riguardo alla scelta degli sceneggiatori e del regista (nessuna autrice coinvolta per ora nel progetto: la regia è stata affidata a Patrick Osborne, mentre la sceneggiatura avrà la firma di Marc Haime, una differenza abbastanza marcata coi team a maggioranza di firme femminili che hanno caratterizzato i lavori di Noelle Stevenson fino ad oggi). Non c’è ancora una data di uscita prevista per il film, ma in attesa di capire che piega prenderà il progetto e se dobbiamo iniziare a preoccuparci, possiamo comunque allenarci a dire tutti insieme “I’m not a kid, I’m a shark!”.


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  1. GOLDENLOIN

    6 novembre

    Che figata che abbiate parlato di Nimona, leggerlo mi ha mandato fuori di testa! Certo, non sono molto ottimista rispetto all’idea di farne un film. A piacermi sono stati soprattutto dettagli e sfumature, il “come” si racconta più che il “cosa”.
    È un fumetto surreale che ti spiazza continuamente e dove tutti i pezzi stanno assieme in un modo perfetto e originale. E Nimona è un personaggio spudorato e fighissimo.

    – Did the agency really send you?
    – Yes.
    – Where’s the letter?
    – I left it in the … uh … FIIINE! MAYBE THE AGENCY DIDN’T SEND ME

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