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Libri in secondo piano: “Namedropper” di Emma Forrest

Secondo Urban Dictionary, il termine namedropper indica:

Una persona solitamente vanitosa, tremendamente insicura riguardo la sua popolarità/immagine, che deve ricorrere alla citazione di nome di persone del sesso opposto/personaggi famosi che hanno poca o nessuna attinenza con l’argomento della conversazione, tutto al fine di raggiungere un livello auto-gratificante di accettazione sociale e di aumentare la propria autostima.

Il termine inizia a circolare quando la scrittrice e giornalista britannica Emma Forrest pubblica, nel 1999, il suo romanzo d’esordio, Namedropper appunto, uscito in Italia presso le Edizioni Tartaruga con il titolo Non fare la splendida.

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Namedropper è la storia di Viva Cohen, una sedicenne nella Londra della seconda metà degli anni ’90. Viva è ossessionata dai film minori e dimenticati del cinema holliwoodiano, da Elizabeth Taylor, dal pop anni ‘80 e dalle persone famose – meglio se morte e incomprese dal pubblico mainstream, perfette per essere citate a iosa e adorate nella sua stanza-simulacro.

Viva Cohen è un personaggio provocatorio e brillante: teneramente insicura, e autodistruttiva in maniera comica, vive murata nel suo mondo personale di momenti ad alto contenuto drammatico e filmico. Legge fino alla nausea, va malissimo a scuola e si attornia di amici più belli, più famosi e più spavaldi di quanto lei stessa pensa che riuscirà mai ad essere.

Viva è una ragazza relegata allo sfondo delle vite alle quali partecipa: non abbastanza carina, non abbastanza ambiziosa, incapace di fare qualunque cosa non le venga automaticamente spontanea – dall’imparare il francese al guidare. Ma è una ragazza acuta e feroce nella sua lotta per non conformarsi: il citazionismo quasi irritante del quale si fa scudo è l’arma per tenere il cervello attivo e affilato.

Namedropper racconta un anno di Viva, l’anno in cui si innamora di una rock star di poche speranze e talento, fallisce miseramente gli esami, vola a Los Angeles per una vacanza, e torna nella sua casa di Camden per scoprire una nuova se stessa, senza gli spettri del passato e finalmente in primo piano nel suo film personale.

Ho letto questo libro quando è uscito nel 1999, e ammetto che, avendo avuto all’epoca 12 anni, ho assorbito forse uno scarno 30% del suo potenziale. Ma mi aveva affascinato il modo spudorato e tragicomico di Viva di affrontare se stessa, il suo complesso da personaggio minore nella vita degli altri. Non l’ho mai spostato dallo scaffale dei “libri belli”.

Crescendo ci sono ritornata spesso, realizzando, con perverso piacere, di avere finalmente raggiunto un progressivo 40, 45, 50% in più di comprensione e conoscenza dei personaggi che popolano il mondo semi glam di Viva Cohen. Leggere Namedropper negli anni è stato come giocare una partita di trivial pursuit ad ogni Capodanno, dove di anno in anno scopri qualcosa di nuovo senza cercarlo su Google, con la speranza che alla prossima partita saprai tutte le risposte alla perfezione.

EForrest_CreditSeamusMcGarvey

Emma Forrest

Durante le ultime vacanze, l’ho ritrovato sullo scaffale dei “libri belli” della mia vecchia camera da letto: pagine ingiallite, copertina con un residuo di qualcosa di appiccicoso sopra. Complice la pigrizia natalizia, mi ci sono tuffata, e ho realizzato quanto questo libro sia pregevole – e che il numero di personaggi famosi citati a me sconosciuti si è finalmente ridotto.

Namedropper non è mai stato un caso letterario: ne sto scrivendo perché secondo me invece dovrebbe. Al momento è fuori catalogo in Italia, e in italiano se ne trovano poche copie su Amazon – nel caso vi intrigasse, vi consiglio di comprarlo direttamente in lingua originale, anche se la traduzione di M. Elisabetta de Medio è splendida e non ha nulla da invidiare all’originale.

Nonostante la mancanza di popolarità in libreria nei decenni scorsi, credo che Viva Cohen sia un personaggio esplosivo, che merita di essere conosciuto. Viva è stata una guida virtuale nella mia adolescenza, una pioniera dell’accettazione fisica quando ancora non sapevo di averne bisogno, e una mente caleidoscopica che ha alimentato la miccia della mia curiosità intellettuale per oltre 15 anni: anche se in ritardo, merita di uscire dall’ombra e di essere al centro dei riflettori.


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  1. liz paris

    4 febbraio

    quanto ho amato questo libro!

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