Crea sito

Meghan Trainor: NO

Anche se avete le orecchie foderate di formaggio e nella vita ascoltate solo post-hardcore, sicuramente il ritornello “Because you know I’m all about that bass, about that bass, no treble” vi ha tartassat* mentre, che ne so, facevate la spesa e cercavate di uscire dal supermercato il più velocemente possibile.

Meghan Trainor ha venduto un sacco di copie in Italia, ma tutti i problemi legati alle sue canzoni e alle sue dichiarazioni sembrano essere passati piuttosto sotto silenzio. Non che la cosa mi sorprenda.

Qualche giorno fa ho scritto qualcosa di molto malvagio riguardo a Meghan Trainor su Facebook e anche alcune delle mie amiche più perspicaci e attente mi hanno risposto “Ma perché, cos’ha fatto?”.

Ecco un bel bignami del perché non dovreste ascoltare Meghan Trainor e, se vi sentite coraggios*, dovreste mettervi a urlare ogni volta che una sua canzone passa alla radio. Sì, anche in mezzo all’Ipercoop.

All About That Bass

Sapete bene quanto amiamo la body positivity a Soft Revolution. In particolare, io piango regolarmente guardando gli spot di Dove nonostante sappia bene che Unilever è una delle molte incarnazioni del demonio.

Quando screenshot pastello del video di All About That Bass sono state sparate nella mia direzione, volevo alzare la saturazione del video al massimo, ma soprattutto dare delle sberle a tutte le persone che lo apprezzavano ordinando ai demoni che le possedevano di tornare all’inferno del patriarcato.

5h-meghan-trainor-1423872874

Ci sono parti della canzone che mi danno grande soddisfazione: per esempio, il modo in cui snocciola la frase “Every inch of you is perfect from the bottom to the top” mi fa venire voglia di ripeterlo ogni due minuti a tutte le mie amiche.

If you got beauty beauty, just raise ‘em up
Cause every inch of you is perfect
From the bottom to the top

Il problema sorge in tutto il resto della canzone. Già la prima frase dice che sebbene Meghan non sia magra, almeno “può scuoterlo come dovrebbe” perché ha quel “boom boom che tutti i ragazzi inseguono” e “tutta la roba giusta nei posti giusti”.

Meghan canta di come sua madre le abbia detto di non preoccuparsi della sua taglia perché “ai ragazzi piace avere un po’ più di culo da abbracciare la notte”. Intanto, se sentite un’eco in lontananza che dice “eteronormativo!”, quella sono io che lo urla da un anno percuotendosi il petto.

Tra le altre cose che urlo c’è anche che se chiunque – figuratevi mia madre! – mi avesse detto una cosa del genere, l’avrei pres* a craniate nei denti.

Mi sembra incredibile che ci sia chi considera questa canzone body positive, quando il punto centrale del testo è che avere le curve va bene perché piace agli uomini. Questa versione zuccherata del concetto di “donna che esiste solo in funzione del piacere dell’uomo” è ancora più pericolosa di quella normale, perché il target di Meghan Trainor sono le ragazze, e non gli uomini viscidi.

tumblr_nbeggrVUxb1tqj4x9o1_500

Altrettanto tremende sono frase come “I won’t be no stick figure silicone Barbie doll, So if that’s what you’re into then go ahead and move along” o “I’m bringing booty back / go ahead and tell them skinny bitches that”. Queste frasi ci riportano tristemente a tutte le campagne fintamente positive che si radunano sotto la categoria “le vere donne hanno…” che siano le curve, le tette, i tacchi alti.

Meghan, no. Smettiamo di dire che alcune donne sono più vere di altre, per favore. Se non c’è modo di dire che le persone grasse hanno una dignità senza offendere le magre, allora c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui si sta operando.

Il messaggio è che tutte le persone sono belle e preziose, non si deve per forza finire a fare Supersize vs Superskinny.

 

Dear Future Husband

Nella mia testa, immagino che le cose siano andate così: i discografici hanno chiesto a Meghan Trainor “Lasci o raddoppi?” e lei, ovviamente, ha risposto “RADDOPPIO”. Come si può intuire dal titolo, questa canzone è tutta dedicata allo spiegare al suo futuro consorte tutti i modi in cui lei si comporterà da stereotipo della casalinga disperata e lui dovrà accettarlo.

L’immagine chiave del video è Meghan riversa sul pavimento a grattare le piastrelle, ma con i tacchi alti e pose seducenti. Anch’io quando lavo il bagno mi metto i miei tacchi a spillo gialli, abbinati ai guanti di gomma ascellari.

tumblr_nlbi9hmNXk1u8lv8ko1_500

La moglie perfetta desidera fiori per l’anniversario e va amata perché andrà a fare la spesa. Se litigano, lui dovrà dirle che ha ragione perché altrimenti lei non gliela darà. Lui “deve trattarla come una signora anche se si sta comportando da matta” perché duh, le donne sono isteriche e così irrazionali! Infine, lui dovrà dirle che è bella ogni sera e ovviamente comprarle un anello.

Il momento shock avviene quando lei dice che non rimarrà a casa a fare le torte di mele perché non ha mai imparato a cucinare, e comunque anche lei ha una carriera.

Non c’è niente che amiamo di più di una relazione dove le due persone coinvolte sono pari, ma Meghan Trainor propone un’immagine di un matrimonio (eterosessuale, ovviamente e sì, sto ancora urlando da prima) in cui la moglie si impone sul marito.

Siccome mi sta venendo il vomito, vi ridirigo verso xoJane che ha esaminato le lyrics riga per riga in maniera eccelsa.

ring-1426526803

Meghan Trainor non è femminista

Meghan Trainor ha detto a Billboard: “Non mi considero una femminista, ma prendo quest’occasione per dire al mondo qualcosa di significativo. Se tu mi chiedessi ‘Cosa vuoi dire?, sarebbe ‘Amate voi stess* di più’.”

Non preoccuparti, Meghan, nessun* ti avrebbe mai considerata femminista.

Volete di più? Ecco Meghan sui disordini alimentari:

enhanced-25148-1426848780-1

Mi ero ripromessa di esaminare anche le altre canzoni del suo album, ma ho già la pressione alle stelle. Se voi siete stat* più avventuros* di me, raccontatemi le vostre scoperte nei commenti.


RELATED POST

  1. Ilaria

    27 aprile

    Meghan Trainor, il cui nome il più delle volte tendo a confondere con l’ennesimo film su macchine- robot che vogliono salvare il mondo

  2. Il bongio

    27 aprile

    Alla fine, a ben vedere, è la versione femminile dell’abusato “ehi i veri uomini non si tagliano la barba”. Una visione distorta in cui si colpevolizza chi è magro(per scelta, costituzione, problemi, chissà che altro)e ci si lancia nell’iperbole opposta. La dichiarazione per cui “viva le oversize perchè agli uomini piace così” è, come dici giustamente, un concetto molto pericoloso e svilente. (forse sbaglio, ma mi ricorda un po’ la nappi quando dice che il modo per sdoganarsi dal ruolo sessuale femminile imposto dall’uomo è il sessomatto. Sono apertissimo a farmi dire che sono un pirla e che non è vero). Da uomo, trovo quel che dice brutto e decisamente gretto. E non mi soffermo neanche sul lato musicale perchè non è l’ambito, però, eh, dai.

  3. Paolo

    27 aprile

    Il Bomgio, il “sessomatto” va bene se è una tua scelta come va rispettata una scelta diversa, il problema della Nappi è che è normativa ed “estremista” come quello che pretende di combattere.
    (comunque io mi sbarbo regolarmente e non mi sento meno uomo nè meno autentico dei “barbuti” contro i quali non ho nulla)

  4. Hime

    28 aprile

    Tremenda…ma l’articolo e’ decisamente gradevole! Sarebbe bello vedere anche qualcosa su artiste pop o comunque di una certa fama, che offrono contenuti e modelli non scontati.

  5. Marta Corato

    28 aprile

    @Il Bongio: in breve, Nappi agisce perché piace A LEI, Trainor agisce perché piace AGLI ALTRI. la differenza fondamentale è quella.

    ti ridirigo verso http://www.softrevolutionzine.org/2014/emancipazione-femminile-valentina-nappi/ per una panoramica un po’ più ampia sulla questione.

  6. Marta vINCENZI

    29 aprile

    Io con Meg Trainor ho avuto problemi da subito, già a partire da quella seconda riga di All About That Bass. La prima volta che ho sentito quel “but I can shake it shake it, like I’m supposed to do” mi si è incastrato di traverso, prima ancora di farci un pensiero razionale sopra, e ogni volta che lo risentivo mi irritava un po’ di più fino a che mi sono proprio incazzata. Dissezioniamo la frase, perchè per me è emblematica di tutto il suo pensiero e basta questa a far vedere tutta la problematicità.

    1) “But I can shake it shake it, LIKE I’M SUPPOSED TO DO”
    Un momento, cara Meg, mi sono persa. Chi ha deciso che essere nata femmina implichi per forza di cose che tu sia “supposed to do” alcunchè? Quando mai è passata l’idea che possa essere una pretesa legittima?? Chi cavolo è questa misteriosa autorità che aleggia e ti sussurra queste cazzate all’orecchio per cui una frase del genere diventa come quelle banalità del sentito dire che non hanno nè capo nè coda ma “lo sanno tutti”??? (La risposta è palese. E’ il patriarcato, e in quanto “femminista” la Meg ci tiene a farcelo conoscere subito.)

    2) “But I can SHAKE IT SHAKE IT like I’m supposed to do”
    Ok, sorvoliamo un attimo il verbo (che no, non manderò mai giù ma fingiamo per un attimo che non esista). Cosa dovrebbe essere mai questo compito importantissimo che in quanto donna Meg è “supposed to do”? Quale modo di essere potrebbe mai unire legittimamente tutte le donne del mondo, e tra l’altro non per scelta ma per “supposed to do” universale?? Ebbene, questa attività nobilissima è l’essere in grado di “shake it, shake it”.
    Prendiamoci un momento per far penetrare l’idea.

    Sarebbe problematico anche se fosse stato “studiare astrofisica” (vedi punto 1) ma no, noi ci becchiamo lo “shake it, shake it”. Mi verrebbe da dire che siamo addirittura più indietro della dicotomia angelo del focolare/puttana, che almeno (e mi fa i brividi riconoscere alcunchè ad un concetto così sessista, ma qui ci ha portato la cara Meg) riconoscevano alla donna una certa capacità di azione: certo, rigidissima e dicotomica, ma almeno (brividi) la donna in entrambi i casi aveva delle certe qualità/capacità proprie in cui era autonoma. Qui siamo anni luce prima: la donna deve solo “shake it shake it” ed essere decorativa. Qui si esaurisce la sua funzione. Questo è il test di ammissione. Lo “shake it shake it”.

    3) “But I CAN shake it shake it LIKE I’M SUPPOSED TO DO”.
    E per fortuna, cara Meg, che sei capace di fare quello che sei “supposed to do”!! Pfiuuuù, scampata bella! Potrai anche essere grassa, canta Meg, ma se “[you] CAN shake it shake it” allora finalmente anche tu puoi arrivare a dire ANCHE IO SONO UMANA E DONNA COME VOI. E’ la linea dello “shake it shake it” a separare le vere donne dai sub-umani, e Meg può orgogliosamente dichiarare che ha passato il patentino e finalmente merita il rispetto di tutti. Pensavate che il suo fisico fosse inferiore ai canoni estetici? NO, perchè è in grado di “shake it shake it”. EVVIVA!!
    Notiamo che è lei a mettersi in questa posizione di inferiorità da dimostrare valida, invece di reclamare il fatto di essere umana e donna per il fatto tautologico di essere nata umana e donna; notiamo che invece di dichiarare guerra ai canoni estetici (e al PATRIARCATO) si affretta a mettere il confine un po’ più in là di se stessa, in modo da essere dentro “per un pelo” ma di mantenere comunque una divisione. E quelle che non possono “shake it shake it”? O che non hanno “all the right things, in all the right places”??
    POVERETTE.
    Questo viene molto prima dello skinny shaming. Siamo ai meccanismi classici delle “guerre tra poveri” dove non si lotta insieme contro privilegi e standard assurdi e ingiusti, ma ogni categoria cerca di ingraziarsi quella dominante schiacciando e svilendo chi altri è nella stessa barca. Che Meg arrivi a sparare sulle skinny bitches non è per nulla una sorpresa, perchè ha già proclamato in questa esatta frase tutta la sua posizione ideologica.

    E con questo, vostro onore, ho concluso.

  7. Lorenzo

    16 maggio

    Complimenti a Marta Corato,articolo molto interessante.Trovo che la critica a “dear future husband” sia giusta.Tuttavia non sono molto d’accordo con l’interpretazione che l’autrice ha dato di “all about that bass”.In particolare un punto del discorso non capisco:secondo Marta, Trainor mette in evidenza il fatto che il valore del corpo delle donne passa (esclusivamente?) dal giudizio che l’uomo maschio ha di esso,cosa che dovrebbe rimandare a una dimensione sessista della società.Secondo me invece non ha senso dire che la cantante ci voglia riportare a una visione patriarcale della donna come mero oggetto sessuale.Infatti se si sta parlando di autostima di una categoria di persone(siano queste donne con le curve,uomini,scimmie o pinguini) non si può prescindere dall’opinione che gli altri membri del gruppo hanno di questa e dunque è normale che la cantante vi faccia riferimento.Mi sembra anche logico che venga attribuito un certo peso al giudizio degli uomini,dato che essi sono l’obbiettivo sessuale dei soggetti a cui è rivolta la canzone(donne eterosessuali).D’altronde mi pare che si produca tale meccanismo anche quando il target delle canzoni sono uomini eterosessuali,uomini omosessuali e donne omosessuali.Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa l’autrice a riguardo.

  8. Chiara

    24 maggio

    Marta sei sempre un’ispirazione! A proposito di donne e musica..Secondo te quale musicista rappresenta meglio il femminismo oggi?

  9. Marta Corato

    25 maggio

    @Lorenzo – ovviamente, perché viviamo in una società, non possiamo separarci completamente dall’opinione che le altre persone hanno di noi. ad ogni modo Meghan Trainor non dice “sto bene con me stessa, e oltretutto ai ragazzi piace una fetta di culo!”, bensì “è importante avere un culone perché piace agli uomini”. mette il fatto di essere sessualmente appetibile DAVANTI al fatto di stare bene con sé stessa. il “certo peso” è tutto il peso. è letteralmente l’unica cosa che cita come motivo per cui essere sovrappeso non è orribile.

  10. Marta Corato

    25 maggio

    @Chiara – uuuf! su due piedi non ne ho assolutamente idea. ci penso e ti rispondo.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.