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Ma Rainey, la madre del blues

maraineyÈ stata definita “The blues singer when there were no female blues singers”, o anche “the ugliest woman in show business”, probabilmente per i denti d’oro abbinati alla sua collana dorata di monetine. Il suo pezzo forte sul palcoscenico era l’entrata strategica dal cassetto di un gigantesco fonografo piazzato al centro del palcoscenico, una sua scelta personale.

“Ma” Rainey (nata Gertrude Malissa Nix Pridgett) comincia a esibirsi da adolescente, vince un talent show e comincia un tour per il sud degli Stati Uniti, componendo alcuni pezzi propri e organizzando le proprie performance.

Nel 1923 la sua popolarità continua a crescere, tanto che ottiene un contratto con la Paramount, assieme collaborazioni prestigiose come Louis Armstrong.

La sua collaborazione più interessante è forse quella di vita e di carriera con la più giovane cantante Bessie Smith (più tardi soprannominata l’“Imperatrice del Blues” 1), incontrata sulla strada di un tour e presa sotto la sua ala. Non è ben chiaro quale fosse il loro rapporto fuori dal palcoscenico, ma entrambe le cantanti sono note per aver avuto – e dichiarato – le proprie relazioni amorose e sessuali con altre donne.

 

Went out last night with some of my friends, must’ve been women ‘cause I don’t like no men.

Questo testo in particolare è la risposta di Ma Rainey al proprio arresto nel 1925, in seguito alla sua partecipazione a un’orgia fra coriste tenutasi a casa sua. Angela Davis ha considerato questo brano come un predecessore del movimento di autoaffermazione lesbico degli anni ’70. La cosa forse più interessante non è tanto l’identità sessuale di Ma Rainey, Bessie Smith o di molte altre e altri all’interno dell’ambiente del blues, ma la esplicita e sprezzante coltivazione della propria immagine lesbica o bisessuale di fronte al pubblico.

Ma Rainey’s Wildcats Jazz Band, with Thomas Dorsey on piano

Ma Rainey’s Wildcats Jazz Band, con Thomas Dorsey al piano

Molte cantanti del blues avevano la possibilità di vivere fuori dagli schemi tradizionali previsti per una donna – figurarsi per una donna di colore – e non ne facevano mistero. I loro testi parlavano senza remore dei club, del sesso, dell’omosessualità e dell’amore, dell’alcol e del gioco d’azzardo, e spesso in virtù del blues non ne subivano le conseguenze sociali.

Poiché la loro libertà e il loro potere venivano – oltre che dal loro carattere – dall’interno della comunità afro americana, questo permise loro di essere precorritrici di forme di protesta femminista che univano la questione del razzismo a quella del sessismo, anticipando di anni quelle formule di “politicizzazione del personale” che saranno diffuse alla fine del ‘900.

Quando il vaudeville cominciò a declinare alla fine degli anni ’20, Ma Rainey continuò a registrare e a esibirsi finché il suo stile non fu definitivamente considerato datato. Tornò nel 1935 a Columbus, la sua città natale, dove gestì personalmente per quattro anni due teatri, The Lyric e il The Airdrome.
Morì di infarto nel 1939, a Rome (Georgia).

 

1 La HBO ha in programma per il 16 Maggio 2015 un film per la TV sulla vita di Bessie Smith, con Queen Latifah nel ruolo di Bessie Smith e Mo’Nique nel ruolo di Ma Rainey. Io gli darei un’occhiata.


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