Crea sito
READING

Aristotele, Pollock e il cunnilingus: “Lei v...

Aristotele, Pollock e il cunnilingus: “Lei viene prima” di Ian Kerner

5668675_319686Ian Kerner è un uomo che ha scritto una guida per uomini al cunnilingus: Lei viene prima. Per dirlo con le sue parole:

If you want to learn how to give a woman mind-blowing, body-rippling orgasms with your tongue every time, this is the book for you.

Se volete imparare come far provare ogni volta a una donna orgasmi incredibili e sconvolgenti con la lingua, questo è il libro che fa per voi.

L’autore è a dir poco entusiasta dell’argomento di cui parla. Dopo una breve introduzione (“Confessioni di un eiaculatore precoce”, in cui Kerner spiega come sia originariamente nato il suo interesse per l’argomento), il libro si divide in due parti: una prima sezione in cui viene spiegata l’anatomia dei genitali femminili, e una seconda dove vengono suggerite diverse tecniche di stimolazione orale.

E qui il dottor Kerner si fa davvero creativo: per spiegare teoria e pratica del cunnilingus non si fa scrupolo di chiamare in causa Euripide, la poetica di Aristotele, i maestri della tradizione taoista, e giù giù, lungo la storia della cultura. Due delle tecniche proposte, per esempio, sono intitolate rispettivamente a Elvis Presley:

Raise your upper lip by making an “Elvis Presley” snarl and press your gum against her front commissure, the sensitive area just above the head.

Sollevate il labbro superiore facendo una smorfia come quella di Elvis Presley, poi appoggiate la gengiva sul davanti dell’apertura della vulva, sull’area sensibile al di sopra della parte esterna del clitoride.

e a Jackson Pollock:

Un pomeriggio un giornalista andò nello studio di Pollock, diede un’occhiata al lavoro dell’artista e, per nulla impressionato dagli schizzi astratti, gli disse: “Questa non è arte, qualsiasi scimmia può farlo”. Pollock immerse il pennello in una lattina di colore, lo scrollò con un fulmineo colpo di polso, e disse al giornalista di andare al diavolo. Indicò il pomo della porta: su di esso, nel centro preciso, c’era un unico puntino di colore. Provate a leccarla nel modo in cui Pollock dipingeva: colpi ampi, scagliati con precisione millimetrica.

Non sono sicura che Pollock, noto per essere iracondo, sarebbe stato entusiasta di questo omaggio — ma forse, invece, ne sarebbe stato più contento che del “dripping di pesce” proposto qualche tempo fa da Gualtiero Marchesi. In ogni caso, il manuale di Ian Kerner ha alcuni punti deboli e molti punti forti.

Il primo e più chiaro limite è l’eteronormatività. Anche se l’introduzione del libro specifica che tutti possono trarre beneficio dalla lettura, il target maschile del libro è molto chiaro. Non solo la già citata introduzione Confessioni di un eiaculatore precoce si rivolge evidentemente agli uomini; il sottotitolo originale dell’inglese è “The thinking man’s guide to pleasuring a woman” (mentre la versione italiana è un più neutro “Guida al piacere femminile”) e il testo ammicca spesso alle dinamiche stereotipiche delle relazionali eterosessuali.

Un lettor* che non si identifichi nel genere maschile o nell’orientamento eterosessuale potrebbe trovare Lei viene prima molto poco inclusivo. Il secondo limite del libro è che quando parla delle tecniche tende qualche volta a porle come indicazioni da seguire alla lettera, più che come suggerimenti da interpretare creativamente secondo gusti e inclinazioni personali.

tumblr_nwhflqscpL1r83d7lo7_540

I punti forti del libro, però, sono molti. Primo, è difficile trovare una spiegazione anatomica della struttura e del funzionamento dei genitali femminili altrettanto accurata e, allo stesso tempo, scritta in modo divulgativo e accessibile. Ian Kerner è, ad oggi, uno dei pochi ad insistere sull’importanza del clitoride nel raggiungimento dell’orgasmo, sulla descrizione della sua struttura e del suo effettivo funzionamento, a dire a chiare lettere la sacrosanta verità che la penetrazione è sopravvalutata.

Secondo, lo stile è kitsch ma oggettivamente divertente, e fa del libro una lettura piacevole. Se non fosse bastato l’esempio sulla smorfia di Elvis, sfido chiunque a restare serio leggendo questa re-interpretazione del pentametro giambico shakespeariano:

“Shakespeare ha scritto i suoi drammi perché fossero recitati, e non c’è pubblico migliore per la sua poesia della vulva. Il grande Bardo non soltanto ci ispira, ma ci insegna anche come colpire ritmicamente con la lingua. Shakespeare ha scritto la maggior parte delle sue opere teatrali in versi, e, nello specifico, in pentametro giambico. “Giambico” significa che l’accento è sulla seconda sillaba di una parola, e “pentametro” significa che un verso ha cinque piedi, o cinque unità di due sillabe, che si sommano per un totale di dieci sillabe per verso. Il ritmo del pentamentro giambico è semplice e diretto: da-dum, da-dum, da-dum, da-dum, da-dum. Pensate a come questo ritmo si applica a un noto verso di Shakespeare: “Shall I/com-pare/thee to/a sum/mer’s day?”. Adesso siete pronti per portare la vostra lingua al centro del palco. Tirate fuori la vostra copia impolverata di Shakespeare, imparate a memoria un po’ di versi, e poi usate la lingua per stimolare giambicamente il suo clitoride. La vostra performance susciterà sicuramente una standing ovation.”

Terzo, e più importante: le tecniche suggerite dal libro spesso funzionano piuttosto bene. Su questo sono costretta a rimanere vaga perché i partecipanti preferiscono rimanere anonimi: mi limiterò a dire che sarebbe stato poco professionale recensire una guida pratica senza condurre la minima indagine sull’effettiva efficacia delle tecniche che propone.

Quarto: l’assenza di politicità del linguaggio, il fatto che (per esempio) il ridimensionamento della penetrazione avvenga all’interno di un discorso sostanzialmente eteronormativo, può avere risvolti positivi. Mi spiego: questo libro può parlare facilmente anche a persone che non hanno particolare interesse nelle questioni di genere, iniziando una piccola rivoluzione dalla pratica invece che dalla teoria.

Insomma: se state cercando un regalo di Natale per un maschio eterosessuale che volete iniziare in modo soft a un approccio diverso al sesso e alla soddisfazione femminile, Lei viene prima potrebbe essere una buona idea.

tumblr_nwhflqscpL1r83d7lo9_500

Nota: le citazioni dal libro sono state tradotte dall’autrice dell’articolo e potrebbero presentare delle differenze rispetto all’edizione italiana (tradotta da Giorgia Morselli).


RELATED POST

  1. Paolo

    7 dicembre

    va detto che anche il rapporto penetrativo può dare piacere e orgasmi a entrambi i partner,e non esclude che prima o dopo si faccia sesso orale (cunnilingus, fellatio o volendo un 69). Ben vengano manuali come questi (se si ritiene di averne bisogno) anche più inclusivi e meno normativi

  2. Nicole Siri

    7 dicembre

    NO, Paolo.
    Ancora una volta: l’articolo NON dice da nessuna parte che la penetrazione non possa portare all’orgasmo entrambi i partner, ma soltanto che è “sopravvalutata” (il che non vuol dire “fa schifo”, vuol dire “le viene dato più valore di quello che merita”).
    Gli studi più recenti dimostrano che l’orgasmo attraverso la penetrazione è possibile, anatomicamente, solo per il 30% delle donne; eppure, nella pornografia, nei media, nel discorso mainstream occidentale, esiste ed è pervasiva una gerarchia che dice che la penetrazione è l’atto sessuale vero e proprio, mentre tutto il resto sono soltanto “preliminari”.
    Che la penetrazione possa dare piacere è già ribadito costantemente, ossessivamente ed eccessivamente dal discorso quotidiano: quindi NO, non c’è alcun bisogno di “specificare anche quello”.

    L’argomento dei tuoi commenti è, giorno dopo giorno dopo giorno, sempre lo stesso.
    Si si, avete ragione, quello che dite è importante, però è importante anche il contrario ed ognuno è libero di fare quello che vuole e ogni scelta va rispettata. NESSUNO dice che alcune scelte non vadano rispettate, mai.
    Il punto è che esistono, nel mondo in cui viviamo, delle strutture simboliche di potere gerarchicamente ordinate, e quindi no, non vale ancora l’argomento postfemminista che “una cosa vale tanto quanto l’altra” perché le diseguaglianze sono già state superate.

  3. Paolo

    8 dicembre

    resto delle mie idee e aggiungo che ripensandoci, l’idea di un manuale che insegna “come fare sesso” mi sembra normativa alla base (poco importa se si parla di sesso orale, penetrativo, omo, etero)..non sono sicuro che certe cose si imparino su un manuale per quanto non dubiti che i consigli di questo manuale possano essere utili

  4. pixelrust

    18 dicembre

    paolo, non gliene frega niente a nessuno se resti delle tue idee. vai a scrivere sui muri.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.