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Se qualcosa può andar male, lo farà: la Legge di M...

Se qualcosa può andar male, lo farà: la Legge di Murphy

Le cose ci prendono in giro. Questo pensiero, anche se a volte rimane nascosto, lo facciamo tutti, prima o poi. La mia personale – donchisciottesca – battaglia è quella contro gli agenti atmosferici. Ci ho fatto caso: finché mi porto via l’ombrello, non piove. Se piove per giorni e mi decido finalmente a portarlo via, viene fuori il sole. Quando – dopo settimane di sudori – finalmente mi decido a togliere la canottiera della salute, ecco che arriva il vento artico a provocarmi congestioni. Il giorno dopo, credendomi furba, mi vesto pesante, ed ecco di nuovo il caldo.

Questi fatti vi suoneranno familiari: inspiegabilmente (o quasi), questi meccanismi funzionano per tutti. Sempre. In ogni ambito. Le cose vanno sempre storte? Sì, però ognuno ha il suo modo di reagire. Per ridere e sfogarmi, io do sempre la colpa a “quei bastardi”… quali? I “bastardi delle cose”, “quelli” che fanno andare male tutto! Certo, non è la reazione più intelligente – la quale richiederebbe, però, la buddhità – ma così mi passa subito, e non accumulo (tanto) nervosismo.

io, quando decido di andare in spiaggia

io, quando mi decido ad andare in spiaggia

Sugli scaffali di casa mia c’è sempre stato un libretto piuttosto brutto, intitolato La legge di Murphy e altri motivi per cui le cose vanno a rovescio!. L’avevo sempre visto girare per casa, mai degnandolo di uno sguardo. Ho cominciato ad apprezzarlo solo quando ho iniziato a studiare fisica a scuola: sapete, quel modo serio e pomposo di enunciare le leggi della fisica? Da allora, la presa in giro di questo linguaggio mi ha sempre fatto molto ridere. E quando finalmente ho preso in mano La legge di Murphy, quante risate!

Per chi non l’avesse mai letto, La legge di Murphy è una collezione di aforismi, o meglio, di enunciati scientifici veri e propri, che descrivono l’inesauribile ironia della realtà di tutti i giorni. Il pilastro fondamentale di questa “teoria” è la legge di Murphy vera e propria:

Se qualcosa può andar male, lo farà

Questa legge – senz’altro irrefutabile – è la prima del libro, e tutte le altre seguono a cascata. Parlando d’acqua, probabilmente conoscerete la “Settima variante di Zymurgy alla legge di Murphy”, che recita

 Quando piove, diluvia.

Sapere che le cose vanno male seguendo una “legge universale” fa ridere, e in più non ci fa sentire i soli sfortunati. Non a caso, infatti, i personaggi che più amiamo sono quelli a cui va tutto male. Fantozzi, ad esempio, con la sua nuvola nera che lo segue ovunque. Oppure Paperino, perseguitato dal fato – in fondo, a chi piace Gastone il fortunato, o Topolino, mister perfettino?

Insomma, la Sfiga (con la S maiuscola) esiste? Per la legge di Murphy scuramente sì. Probabilmente avrete sentito una versione della Legge della Gravità Selettiva, la quale implica che:

Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.

E di certo, il suo corollario (Corollario di Jenning):

Le probabilità che il pane cada sul lato imburrato sono direttamente proporzionali al costo del tappeto.

 

legge di murphy

Una consequenza di questa legge è il motore perpetuo pane imburrato/gatto

Potrei andare avanti a citare ogni singola legge del libro, e non potreste fare altro che ridere e annuire. (Tra parentesi, già che siamo in tema, adesso è meglio salvare quello che ho scritto finora.) A dire il vero, però, non tutto il libro riguarda direttamente la vita di tutti i giorni – anche se vi è perfettamente applicabile. In realtà, i riferimenti sono quasi tutti al mondo del lavoro e della ricerca. Questo dipende in larga parte dalle origini di questa “legge”.

L’ambiente di nascita della legge di Murphy è difatti quello dell’ingegneria aerospaziale. Il nome deriva da Edward A. Murphy Jr., un ingegnere aerospaziale. La vicenda è controversa, ma il fatto che provocò l’enunciazione di questa legge fu per certo l’errato montaggio di alcuni sensori di velocità su un macchinario per l’accelerazione, avvenuta sotto supervisione di Murphy nel 1948. I sensori potevano essere montati dritti, oppure rovesci, e chiaramente è la seconda possibilità quella che si avverò.

Il punto è proprio questo: se qualcosa può andare storto, lo farà. La controversia, fondamentalmente, si basa sulle diverse interpretazioni di questa legge: si potrebbe interpretare, sì, in modo ironico, ma anche in modo serio (come fece il capitano dell’aeronautica John Stapp, implicato anch’egli nel fatto), descrivendo la fondamentale imprevedibilità della natura, e la necessità di pensare (e provvedere) in anticipo ad ogni evenienza.

(Molto) più tardi, lo scrittore statunitense Arthur Bloch colse la palla al balzo, e nel 1977 uscì il libro di cui vi parlavo. In seguito al grande successo della legge di Murphy, Bloch scrisse molti altri libri, estendendola. La legge di Murphy funziona in effetti così tanto da essere applicabile a qualsiasi cosa. Sono nati addirittura dei siti che raccolgono i contributi degli utenti, come questo (in inglese), che comprende numerose sezioni a tema. Per farvi un esempio, è stata formulata questa grande verità sui mezzi di trasporto pubblici:

Non appena accendi una sigaretta, l’autobus arriva.

Ma non illudetevi, esiste anche questa:

 Se accendi una sigaretta di proposito per fare arrivare l’autobus, l’autobus non arriverà.

 

Il che spiega anche perché quando mi porto via l’ombrello per far uscire il sole, piove.

Ma perché va sempre tutto così male? A dire la verità, non è sorprendente che in molti facciamo questo pensiero. Esiste un meccanismo del cervello, conosciuto sia in psicologia che in economia, che ci porta a ragionare così. Questo meccanismo, chiamato confirmation bias (distorsione confermativa), implica che, di fronte a un variegato flusso di informazioni, recepiamo ed accettiamo solo quelle che rafforzano la nostra opinione pre-esistente. In questo modo due persone con opinioni opposte, poste di fronte allo stesso insieme di informazioni, potrebbero entrambe rafforzare il proprio pensiero.

In altre parole, se pensiamo che tutto vada male, cominceremo a recepire solo gli “indizi” che portano a confermare questo fatto. Ecco perché la legge di Murphy è infallibile! Certamente, un modo per vivere meglio è quello di cominciare a pensare che tutto vada bene – e le coincidenze positive cominceranno quasi per magia a materializzarsi. Prima di migliorare la propria vita, però, è bene leggersi – o rileggersi – La legge di Murphy, e farsi qualche risata. Dopotutto la fortuna, benché ben gradita, non è divertente.

E se avete mire espansionistiche (o cercate semplicemente un lavoro decente), la Legge di Murphy è di nuovo il libro che fa per voi: vi lascio con questo brillante decalogo che vi aiuterà a farvi strada nel difficile e competitivo mondo del lavoro.

 Decalogo di Spark per il giovane manager:

  1. Cerca di sembrare terribilmente importante.
  2. Fatti sempre vedere con la gente che conta.
  3. Parla con autorità, ma soltanto di fatti ovvi e comprovati.
  4. Non entrare mai in discussioni; se ci sei dentro, poni una domanda irrilevante, appoggiati allo schienale della poltrona con un ghigno soddisfatto e, mentre gli altri cercano di capire cosa sta succedendo, cambia argomento.
  5. Ascolta attentamente mentre gli altri discutono. Poi seppelliscili con una frase fatta.
  6. Se un subordinato ti rivolge una domanda pertinente, guardalo come se avesse perso il senno. Quando lui ha preso un’aria mortificata, fagli la stessa domanda con altre parole.
  7. Ottieni un incarico di prestigio, poi cercati un posto all’ombra.
  8. Cammina sempre a gran velocità quando sei fuori del tuo ufficio: eviterai un gran numero di domande sia dai subordinati sia dai superiori
  9. Tieni sempre la porta del tuo ufficio chiusa. Questo metterà i visitatori sulla difensiva e darà l’impressione che sei sempre in riunione.
  10. Non dare mai ordini per iscritto.

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