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La canzone del mese: Le Forcina, “Gioco di b...

La canzone del mese: Le Forcina, “Gioco di bimba”

Lo scorso 28 marzo mi sono trovata in quel di Imola con un gruppo di persone amiche. L’occasione era un festival musicale femminista organizzato presso il centro sociale Brigata 36. Di eventi del genere ce ne sono ancora pochi in Italia, motivo per cui l’idea di starmene a casa era parsa fin da subito incontemplabile.

In cartellone c’erano due band che abbiamo avuto il piacere di ospitare su queste pagine (Dendrophilia e Naughty Betsy), nonché altre conoscevo poco ed ero curiosa di vedere dal vivo. Qualcosa mi diceva che la serata sarebbe stata memorabile ed ispiratrice.

In quel frangente ho avuto il piacere di sentire per la prima volta un live de Le Forcina, trio romagnolo in cui militano Arianna, Fabia e Paride.

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foto di Chiara Gambuto


Da adolescente sognavo di suonare in una band di ragazze, ma tra una cosa e l’altra non ci sono mai riuscita, e a dir la verità ho preso davvero in mano uno strumenti (anzi, svariati) quando avevo compiuto vent’anni da un bel pezzo. Per voi com’è stato questo percorso? Avete iniziato a suonare da piccole?

ARIANNA: Sì, all’età di 7 anni ho iniziato a suonare la chitarra classica e successivamente, verso i 13, sono passata all’elettrica. Adoravo suonare e cantare cover dei Nirvana. Nel mentre, provavo a suonare qualsiasi strumento che trovavo in giro per la casa di mio nonno (pianoforte, batteria, congas, un po’ di tutto). Ultimamente è nato un amore verso il synth.

FABIA: Il mio babbo ha sempre strimpellato la chitarra, cantato e ascoltato tanta bella musica: passavamo molto tempo insieme a suonare e cantare. Alle superiori c’erano diversi compagni di classe che avevano una band e al contempo io ho iniziato ad ascoltare un sacco di gruppi punk femminili (Bikini Kill e Distillers in primis). Suonare uno strumento è stato un passo più o meno naturale e spontaneo.

PARIDE: Ho cominciato a suonare a 8 anni il tamburo per il Rione e a 13 anni ho comprato la mia prima batteria. Ho successivamente suonato in svariati gruppi metal e punk.

Avete scelto di registrare una cover di Gioco di bimba de Le Orme. Quando vi ho proposto il tema “Incanto” vi è venuta in mente subito come possibile opzione o ci siete arrivate per gradi? Vi va di spiegarmi come è stata selezionata e perché?

Il progetto della cover e soprattutto il tema ci è piaciuto molto fin dall’inizio. Ci siamo trovati subito d’accordo per scegliere una canzone di patria italiana e dato che tutti e tre amiamo molto il rock progressivo italiano degli anni ’70, abbiamo subito pensato a Festa della PFM. Una sera però, tornando da un concerto di Bologna Violenta, in radio sono passate Le Orme e l’associazione con la canzone Gioco di bimba è stata più o meno consequenziale e perfetta per il tema dell’incanto. Lo strumentale di Gioco di bimba è fiabesco e sognante, ma è solo analizzando il testo che emerge un lato nascosto e drammatico che dà il vero senso alla canzone. Siamo molto sensibili alle tematiche sulla violenza di genere e volevamo, con questa canzone, far risaltare la profonda dualità e ambiguità dell’incanto.

Quali sono i vostri programmi per il futuro?

Da poco è uscito il nostro concept EP, Malia, anche se sentiamo già l’esigenza di tornare a registrare materiale nuovo, più vicino a quella che è adesso la nostra personalità.
Abbiamo inoltre avviato in tempi recenti un progetto parallelo, “le Forcina in Acustico”, in collaborazione con il fisarmonicista Lorenzo Ginepri.

Quando mi capita di diventare amica di qualcuno, arriva sempre un momento in cui mi viene spontaneo consigliare – se non sono già noti – alcuni dischi che sono stati importanti per me. Potreste farmi i nomi di una manciata di dischi che vi hanno cambiate, che ritenete parte imprescindibile della vostra storia di vita e che consigliereste ad una nuova amica?

Atom Heart Mother dei Pink Floyd
In the Court of the Crimson King dei King Crimson
Paranoid dei Black Sabbath
Led Zeppelin II dei Led Zeppelin
Lateralus dei Tool

ph. Chiara Gambuto

foto di Chiara Gambuto

Cosa state ascoltando di bello in questo periodo?

ARIANNA: Oltre ai Pink Floyd (i miei preferiti!) e rock classico anni 60/70, ascolto ultimamente molto trip hop (Massive Attack, Portishead, Tricky) e ho scoperto di recente un’artista eccezionale che lega sonorità rock violente all’elettronica: St Vincent. Non riesco a smettere di ascoltare il suo album omonimo.

FABIA: In questo periodo sono nel mood dei Tool e degli Electric Wizard. Molto interessanti sono anche gli Ovo e il progetto solista di Stefania Pedretti, Alos?.

PARIDE: Ho trovato in soffitta uno dei miei primi album che ho comprato Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water dei Limp Bizkit. Sto inoltre ascoltando gli Yeah Yeah Yeahs e She Said Destroy.


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