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La canzone del mese: IO e la TIGRE, “Basket Case”...

La canzone del mese: IO e la TIGRE, “Basket Case”

A grande richiesta del nostro pubblico amante dei felini, eccovi IO e la TIGRE in tutto il loro magico splendore. Se ancora non le conoscete, sappiate che il loro EP autoprodotto spacca e che in redazione lo abbiamo consumato. Immaginerete la nostra gioia, quando ci hanno confermato che avrebbero realizzato una cover esclusiva per Soft Revolution…

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Foto di Sonia Formica

Il vostro EP mi è giunto dal cielo (=internet) come un dono di gran pregio. La mia prima reazione è stata abbandonarmi al sollazzo uditivo. Ho apprezzato tantissimo l’imponenza delle vostre sonorità e i rimandi all’indie rock anni ’90 che ascolto abitualmente. Potete raccontarmi come è stato scritto? Si è trattato di un processo lungo?

Innanzitutto grazie per le tue parole lusinghiere. Noi abbiamo un approccio molto emotivo alla musica, per cui solitamente le nostre canzoni nascono di getto e la loro gestazione, dalla composizione, alla scrittura del testo e infine all’arrangiamento, avviene in un tempo abbastanza breve. Non amiamo rimuginare sulle cose, anche perché noi viviamo la musica come una nostra “terapia” personale. Per cui se ci viene fuori “così”, è così che deve essere.

 

Avete scelto di registrare una cover di Basket Case. Quando vi ho proposto il tema “mai una gioia” vi è venuta in mente subito come possibile opzione o ci siete arrivate per gradi? Vi va di spiegarmi come è stata selezionata e perché?

Questa canzone rappresenta molto bene il momento frenetico che stiamo vivendo, nel tentativo continuo di far conciliare coi tempi, la musica, il lavoro e la nostra vita privata. Il tutto, divertendoci. Abbiamo voluto un po’ ironizzare sulla nostra situazione a volte al limite della sanità mentale, attraverso questa canzone. E poi i Green Day hanno fatto una meraviglia con quel disco. E già solo questo basterebbe per inventarsi una scusa.

Da adolescente sognavo di suonare in una band di ragazze, ma tra una cosa e l’altra non ci sono mai riuscita, e a dir la verità ho preso davvero in mano uno strumenti (anzi, svariati) quando avevo compiuto vent’anni da un bel pezzo. Per voi com’è stato questo percorso? Come avete iniziato a suonare da piccole? Avete militato in altre band prima di IO e la TIGRE?

IO ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte e solfeggio, ma dopo un mese ha abbandonato perché si annoiava. Ha iniziato a strimpellare la chitarra da autodidatta e poi ad andare a scuola di canto da una cantante jazz con cui ha continuato per alcuni anni, fino a quando ha iniziato a suonare ne* Lemeleagre con Barbara (la TIGRE), e a quel punto si è comprata la sua prima chitarra elettrica. Dopo tre anni se ne è andata dal gruppo e non ha più suonato per un decennio, pensando di non essere fatta per la musica. Il forte bisogno di scrivere però è tornato, e IO e la TIGRE è nata a seguito di un nuovo incontro casuale con Barbara.

La TIGRE ha iniziato a suonare alle scuole medie la chitarra classica. Poi ha abbandonato la musica pensando di non essere fatta per quel modo classico di suonare. In seguito, grazie alla scoperta dei Ramones e il punk, le L7, le Bikini Kill e il movimento riot grrrl, ha capito che il modo di suonare uno strumento così come te lo insegnano a scuola non è l’unico modo possibile. Così ha iniziato a suonare la batteria da autodidatta. Ha provato a prendere lezioni per un paio di mesi, ma di nuovo ha capito che suonare con “disciplina e impostazione” non faceva per lei. Il primo gruppo è stato quello delle Psycho Candy e poi c’è stata la lunga esperienza de* Lemeleagre, nel cui frattempo si è ritagliata lo spazio per un suo progetto parallelo negli Wicca, in cui suona il basso e canta, nonché l’esperienza come batterista con i Vanishing Swan (con Andrea Cola e Jacopo Casadei dei Sunday Morning), i Saint Four (con Stiv Cantarelli e Fabrizio Gramellini, con i quali ha fatto una mini tournée in Europa). E poi ha ritrovato Aurora e sono nate IO e la TIGRE.

Sul vostro sito ho letto questa frase: “IO era con il culo per terra e stava leggendo Just Kids, quando finalmente trova la quadra tra la testa, il cuore e il suo poter essere comunque una musicista.” Mi ha colpita molto perché anch’io ho avuto una fulminazione leggendo il libro di Patti Smith, e conosco una manciata di altre persone cui è accaduta la stessa cosa. IO, posso chiederti di parlarmi in che modo Just Kids ti ha ispirata?

patti smith just kidsAttraverso quel libro ho vissuto un forte processo di identificazione. Era il periodo in cui mi ero appena trasferita a Bologna per lavoro dopo un periodo a Londra, dove mi sentivo piena di stimoli, mentre in quella città non sentivo nessun legame con gli spazi né con i suoi abitanti. Diciamo che soffrivo un po’ l’isolamento. Una frase di Patti Smith mi ha trafitta e mi ha mandata sul soppalco a riprendere in mano la chitarra dopo 10 anni:

Nessuno mi stava aspettando. Ma mi aspettava ogni cosa.

Questo libro è stato poi il primo regalo che ho fatto alla TIGRE quando ci siamo ritrovate.

Quando mi capita di diventare amica di qualcuno, arriva sempre un momento in cui mi viene spontaneo consigliare – se non sono già noti – alcuni dischi che sono stati importanti per me. Potreste farmi i nomi di una manciata di dischi che vi hanno cambiate, che ritenete parte imprescindibile della vostra storia di vita e che consigliereste ad una nuova amica?

Horses – Patti Smith
Kidnapped by Neptune – Scout Niblett
Smell the Magic – L7
Foo Fighters – Foo Fighters
Verdena – Verdena


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