La musicista Ana Rab, aka Gnučči, nasce nel 1987 in ex-Yugoslavia, terra che è costretta a lasciare da bambina a causa della guerra. Cresciuta in Svezia, a 19 anni si trasferisce a Londra, dove incontra Spoek Mathambo, l’artista sudafricano che diventerà poi suo mentore e marito. Dopo il suo primo progetto musicale sotto il nome di Gnucci Banana, Ana si separa dal frutto giallo per concentrarsi su uno stile più grime, ibrido, multiforme e multicolore: l’uscita di Psychohappy, a marzo 2014, ne è il risultato.

Abbiamo chiesto a Gnučči di parlarci di lei e del suo nuovo album in cantiere, del suo flow trascinante, dei beat che coniugano una moltitudine di stili (grime, tropical bass, trap, electropunk…) e dei suoi video decisamente pregevoli.

Ciao Ana. Ti va di spiegarci chi è Gnučči? Da un punto di vista purista, il tuo lavoro non rientra in nessun genere ed è molto, molto potente: la tua musica rispecchia la tua personalità?

Certo: la mia musica rispecchia quello che sono. Se ciò che faccio è molte cose diverse; è perché io sono un prodotto di tanti fattori, o la somma di tante cose. Insomma, sono una moltitudine. Tutte le cose che mi circondano e che ho fatto fino ad ora, viaggiare, ballare, farmi degli amici in tutto il mondo, crescere nell’epoca d’oro di MTV – tutto questo ha trovato il suo spazio in Gnučči.

 

Tutte le tue canzoni sono forti, piene di energia e pervase di un’onnipresente ironia. Il titolo del tuo album rende perfettamente l’idea dell’atmosfera che sto cercando di descrivere: Psychohappy. Ma la tristezza? Ascolteremo mai una canzone “triste”?

Mmmh (pausa), no, non credo. Voglio dire, non mi immagino a scrivere una canzone “convenzionalmente triste”, capisci cosa voglio dire? Con una melodia triste e una voce struggente. Non è il mio mood. Però posso parlare di cose che mi rendono molto triste, nei miei testi. Per esempio, Work! parla di consumismo, una realtà che mi rende davvero triste e arrabbiata, perché ci viviamo dentro senza poterla davvero evitare o dimenticare.

Gnucci-Ana-Rab

In un’intervista , dici che per te la musica è profondamente legata al corpo ed al movimento ed affermi che la dancefloor è uno dei tuoi spazi prediletti, perché lì puoi ballare, esprimere la libertà del tuo corpo. Non so se hai seguito l’inchiesta condotta da Mixmag a proposito delle molestie sessuali nella club culture

Oh sì, ho letto quell’articolo e l’ho condiviso sulla mia pagina. Credo che sia un problema, e che sia doveroso parlarne apertamente.

 

Leggendo un’altra tua intervista, mi sono imbattuta in un’altra tua affermazione: dicevi che eri contenta di lavorare con diversi producer per Psychohappy, soprattutto perché sapevi di stare lavorando con delle persone valide e corrette, e non con qualche “stronzo omofobo, sessista o razzista”.

Esattamente. Per me, separare artista e individuo è una cosa impossibile, ed incomprensibile. Mi è capitato di avere molta fiducia in certi collaboratori e di scoprire poi che non erano affatto puliti come sembravano. Non si può mai sapere, ma almeno ci si prova!

Sul piano personale, per esempio, a me piace seguire un artista, un progetto – che più praticamente significa pagare il biglietto per un concerto o per un film, eccetera – e sapere di non stare sostenendo una persona orribile. Se l’autore del film che sto guardando è uno stupratore, o un pedofilo, ecco, non ce la faccio!

Una cosa che apprezzo delle nuove generazioni è che non esitano ad individuare e condannare apertamente certi atti e comportamenti persone tenuti da certe persone nello show business. Vedo il pubblico di oggi molto più sensibile alle problematiche sociali, molto meno cieco ed idolatrante rispetto a qualche anno fa.

 

Ma parliamo del tuo nuovo lavoro. Stai lavorando al tuo nuovo album. Ci dai qualche indizio? Un titolo? Un’etichetta? Collaborazioni?

Wow, allora. Sì, sto lavorando ad un nuovo album, e viaggiando molto, contemporaneamente! Tra un paio di giorni partirò per il Kosovo per girare il video di un mio nuovo singolo e in questo momento sono a Parigi con Nire, una talentuosa produttrice con la quale sto lavorando all’album. Siamo ancora nella fase di creazione, che è in assoluto la più stimolante. Sono così entusiasta!

Per questo album ho deciso di fare a modo mio, ho deciso di mettere un termine alle mie collaborazioni con le major e sono completamente indipendente, era ciò di cui avevo bisogno! Sai, quando cominci con la musica, un sacco di persone “qualificate” si sentono in dovere di dirigere le tue energie, o smorzarle, o reindirizzarle… Per me è piuttosto fastidioso.

Per ora non ho ancora né il titolo né l’etichetta, ma chissà… Forse ne fonderò una mia per l’occasione: la RAB RECORDS (ride).

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E quindi come lavori in questo momento?

Beh, a modo mio! Qui a Parigi, per esempio, ho trasformato la mia casa in un enorme studio. L’ho chiamato RAB LAB e ogni giorno è un andirivieni di persone e di idee. Mi piace questo modus operandi, ci sdraiamo nel giardino a pensare, a scrivere nuove idee, a provare, e non c’è nessuno a dirmi cosa fare, quando e come: è questo il modo in cui mi piace lavorare!

 

Quindi, visto che non hai una deadline, non puoi anticiparci niente riguardo all’uscita dell’album?

Non ancora. Sai, mi prendo il mio tempo. Preferisco aspettare ed essere convinta al 100% del risultato, che mettermi pressioni. Con me non funziona, so quali sono i miei tempi ed i miei spazi. E soprattutto so che devo concedermi il tempo di non fare nulla, a volte, perché è in quei momenti che le migliori idee fanno capolino! Prendersi il proprio tempo è importante.

 

Certo! E, se posso permettermi la riflessione, non è la cosa più facile, oggi.

Eccome. Tutti si aspettano – tu stessa in primis – di essere sempre funzionali e produttivi e che ogni momento di nulla sia una perdita di tempo e di occasioni. A volte è difficile stare un minuto senza fare nulla e non sentirsi colpevoli, non ti sembra una follia?

 

È una mentalità che va di pari passo con la società della produttività e del consumo di cui parli in Work! ?

Esatto, è esattamente quello che intendevo. Per questo mi sono presa tutta la libertà possibile per la mia vita e la mia musica. Non posso azzardare una data per l’uscita dell’album, ma fidati, sarà fantastico. Ci sono tutte le condizioni. Sono entusiasta!