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Il meglio dal peggio: come gestire crisi e brutti ...

Il meglio dal peggio: come gestire crisi e brutti momenti

Esistono a questo mondo quelli che chiamiamo Brutti Momenti, una categoria ampia e variegata che accoglie le parentesi meno memorabili di ciascuno di noi. Quei periodi che, una volta superati, finiscono nel tritarifiuti della mente, ma al tempo stesso campeggiano per sempre in sovrimpressione nella schermata della memoria.

Probabilmente nell’istante stesso in cui ho nominato questa categoria, vi siete ricordati di una precisa situazione di défaillance nella quale ad un certo punto vi siete trovati. Perché, parafrasando Battiato, per nostra natura un fallimento normalmente lo attiriamo.

Per una ragione o per l’altra, prima o dopo, tutti abbiamo avuto un Brutto Momento. A grandi linee, è andata così: è arrivato il colpo, lo abbiamo incassato, abbiamo iniziato pian piano ad ingobbirci. Una volta ingobbiti, ci siamo messi a fissare il pavimento e ci siamo sentiti soli. Ci siamo allora rannicchiati in un angolo (vicino la dispensa). La versione umana dei cuccioli abbandonati in autostrada. Il desiderio di auto-seppellirci nel letto, ormai ben distinguibile, a richiamarci da lontano come un flauto magico, o ancor meglio un meraviglioso unicorno che vuol farsi inseguire.

Le ragioni di un Brutto Momento possono essere infinite, ma quasi sempre hanno a che fare con il favoloso mondo delle relazioni umane: un giorno va tutto bene, quello dopo vaghi tra le macerie in uno scenario post-apocalittico. È una condizione da purgare, ma non di meno da fare vostra. Non tutto il male viene per nuocere, ha detto qualcuno. E chiunque sia stato deve aver seguito un corso di self-empowerment. Perché prendere il lato utile di ogni situazione e non prestare il fianco al machete non è solo un ottimo consiglio, ma anche una grande tecnica di autotutela e autoconservazione, nonché una salutare e consigliata pratica il cui sottotitolo è “facciamoci del bene”.

Illustrazione di Eleonora Suri Bovo

Illustrazione di Eleonora Suri Bovo

Bisogna rispettare le tempistiche, su questo siamo d’accordo. Se la vostra personale apocalisse vi chiede di marinare per un po’ dentro il letto (e lo chiede sempre), non c’è problema: avvoltolatevi nelle coperte e vivete appieno la Fase Del Burrito. Al termine della marinatura, però, quando vi sentite pronte (a me è successo sentendo questo pezzo di Cher: sulle parole “too good for you ohh oh” ho iniziato a sentire qualcosa di simile ad un palpito volitivo di vita, un raggranellarsi di sbiadite forze che volevano iniziare a fare battute auto-ironiche in cui centrava Bridget Jones); ecco, quando vi sentite pronti dicevo, lì potete compiere il passo numero uno, ossia riemergere nel mondo e guardarvi intorno ma decidendo prima cosa guardare.

Ad esempio potreste focalizzarvi sulle cose che avete in più rispetto a prima. Siete soli, ok. E nell’epoca della crisi di tutte le risorse, questo vuol dire anche: più spazio libero. È quasi sicuro che stando soli avete rimediato quanto meno uno scaffale in più (ma potrebbe anche essere un’intera stanza). Valorizzatelo. Colonizzatelo. Rompetelo, in caso. Quello spazio adesso è di vostra gestione. E si sa, lo spazio non basta mai. E quell’altra cosa che non basta mai, non è forse il tempo? Appunto. Altra voce alla quale probabilmente passerete in attivo. E ben venga. Più tempo libero equivale a più tempo per voi, per i vostri progetti personali, per i libri, le serie tv e qualsiasi altra attività costituisca parte sana della vostra vita.

Un’altra cosa che adesso avete in più è la possibilità di decidere una serie di cose in base esclusivamente a voi stessi. Siete entrati nello Sterminato Regno Della Libera Scelta che è anche una verifica a sorpresa di quali sono le vostre convinzioni vere e quali quelle false. Ad esempio potrebbe saltar fuori che le olive ripiene piccanti che pensavate di comprare per altri, di fatto non erano per altri. O che la procedura di backup del pc che ricordavate molto semplice, in realtà sia meno scorrevole del previsto. Mentre quell’adorabile animaletto domestico che volevate tanto prendere, bene, quello lo desideravate davvero, e magari ora abita con voi.

Oltre alle cose che avete in più rispetto a prima, ci sono anche le cose che fate in più. State vivendo al 100% da soli con tutto ciò che ne deriva, nel bene e nel male. L’altra faccia della Libera Scelta sono anche la Cautela e la Parsimonia, è vero. State prendendo le misure su una serie di cose fra cui: dormire da soli in casa, gestire al meglio i soldi, fare la spesa e cucinare ciò che volete cercando di restare nell’ambito del “facciamoci del bene”. Inizialmente potrebbe essere meno divertente di quanto pensavate. Ma a ben vedere si tratta di cose che gioveranno alla vostra spina dorsale. Primo perché sapere che si è in grado di badare a se stessi (sia nel corpo che nella mente) è una delle migliori fonti di self-confidence che conosca. Secondo perché prendersi amorevolmente cura dei vostri desideri e bisogni è qualcosa che può sembrare molto banale ma non lo è per nulla.

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Direi invece che si tratta di un cimentarsi continuo. E che la situazione che state vivendo, il vostro Brutto Momento, nella sua natura transitoria e atipica, può diventare in questo senso una risorsa. Perché – usando termini che vanno di moda – è sempre fuori dalla nostra comfort zone che succedono Le Cose. Cose come andare ad un concerto da soli a centinaia di chilometri lontani da casa, convinti che l’Universo ve ne abbia offerto la possibilità (dato che aveva messo insieme, nello stesso posto e nella stessa sera, due gruppi fa-vo-lo-si). Cose come telefonare a persone che non sentivate da otto anni e divertirvi molto per la risposta umoristica ricevuta. O andare ad una festa in maschera, in cui peraltro conoscete due anime in croce, camuffate come Eva Kant. Tutte cose che magari comportano qualche rischio ma di cui, nonostante tutto, difficilmente vi pentirete.

Perché un altro punto a favore del Brutto Momento è che si tratta di un momento in cui potrete fare cose non da voi, e fare cose non da voi a volte può fare un gran bene: è l’occasione di scontornare i vostri limiti, cambiare punto di vista, tenere testa alla vostra spinta introversa e scoprire/riscoprire cose/persone che avete intorno.

Citando uno dei gruppi visti quella famosa sera grazie all’operato magnanimo dell’Universo:

“It’s up to you!”


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  1. Elena

    28 ottobre

    Bellissimo. Se mi permetti, aggiungo questo pensiero: quando lo spazio all’interno della nostra vita verrà occupato da altre persone diverse da quelle che hanno lasciato il vuoto, far tesoro dell’esperienza, e non lasciargliene troppo, di spazio. Conservare sempre quella zona solo nostra di caos o ordine che sia, ma comunque nostra. Un abbraccio a tutte voi che siete bravissime!

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