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Un po’ di fantasia nelle mutande: guida pratica ag...

Un po’ di fantasia nelle mutande: guida pratica agli assorbenti lavabili

Il gesto è semplice, e non ci si pensa più: togli, butta, e via. Gli assorbenti usa e getta sono la norma – per quel che può essere considerata “norma” un comportamento diffuso:
a) nei paesi ricchi;
b) da qualche decennio.

Ma dove vanno a finire assorbenti e proteggi-slip che usiamo? Per quanto ci piaccia non pensarci, gli assorbenti esterni (insieme ai pannolini infantili) sono tra i rifiuti più difficili da smaltire, in quanto impossibili da riciclare.

Ma dato che è un argomento cui non a tutti fa piacere pensare, facciamo così: parliamo prima di soldi e salute. Soldi: quanto si spende per gli assorbenti? Questa somma varia da persona a persona, ma poniamo che si utilizzi – tra interni ed esterni – una confezione a ciclo, con una spesa di 5 euro (facendo una ricerca online è facile verificare come molte stime siano simili, o addirittura più alte). Anche se non sembra una cifra alta, è un esborso costante e duraturo: quanti cicli avrete avuto fino ad ora, e quanti ne avrete fino alla menopausa? La cifra è bella alta!

E ora la salute: per quanto i fabbricatori si affannino – per carità, non per forza a torto – a dimostrare l’igienicità dei loro prodotti e dei loro processi produttivi, si tratta pur sempre di plastica a contatto con la pelle e, nel caso degli assorbenti interni, di cotone (che si sfilaccia, secca le mucose e crea attrito). Non per nulla, gli assorbenti usa-e-getta sono spesso causa di, o fattore predisponente a, irritazioni e infezioni batteriche. Certo, vengono venduti anche assorbenti esterni con la copertura in cotone, ma spesso sono costosi, e certo non risolvono la questione ecologica.

Come risolvere allora questi problemi?  La coppetta mestruale, di cui avevamo già parlato, viene adottata da sempre più donne, e conta numerose entusiaste a difenderla. Molte donne arrivano a dire che la coppetta ha cambiato loro la vita. Vi sembra eccessivo? Provare per credere.

Ma la coppetta non è l’unica cosa che si può usare se vogliamo vivere il ciclo in maniera più naturale, ecologica ed economica. Alcune donne non sono propense ad usare la coppetta, per svariati motivi. Altre, seppur utilizzando la coppetta, tornano ad affidarsi ad assorbenti esterni e salva-slip usa e getta per i giorni di minore flusso, o come ulteriore sicurezza. Ecco allora che vengono in nostro aiuto gli assorbenti lavabili.

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Gli assorbenti lavabili, a ben vedere, sono un po’ l’invenzione dell’acqua calda, dato che anche le nostre (bis)nonne li usavano. Ma – per continuare quest’analogia – è un po’ come passare dalla tinozza all’idromassaggio. Con gli odierni tessuti, assorbenti o impermeabili, ma sempre sottili, è tutta un’altra storia. E per una volta, il progresso tecnologico non lo useremo per inquinare sempre più il nostro bel pianeta (sigh).

Nonostante sembri un’idea da integraliste ambientaliste (cosa che in fondo dovremmo essere tutti) è sorprendentemente facile trovare assorbenti lavabili online, anche in Italia. Ci si aspetterebbe di non trovar nulla, data la “novità” della faccenda, e invece il problema è opposto. Fate una breve ricerca: vi renderete conto di quanto sia difficile districarsi tra le varie offerte. Difatti, il mercato degli assorbenti lavabili si svolge prevalentemente su internet, mentre nei negozi delle nostre piazze questo articolo è praticamente assente, scoraggiando le potenziali compratrici. Ma non disperate! Con un po’ di ricerche, è facile e soprattutto divertente scegliere gli assorbenti adatti, e noi siamo qui per aiutarvi.
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Innanzitutto: come sono fatti gli assorbenti lavabili? In generale, le parti che ci devono interessare sono tre:

  • La base, ovvero quella che sta a contatto con le mutande. Può essere di vari tessuti, ma in genere è sintetica. Può essere impermeabile, resistente all’acqua, oppure completamente traspirante. La sigla PUL sta per poliuretano laminato, ed è il tessuto che viene comunemente usato per dare uno strato completamente impermeabile. In alternativa viene usato il micropile, o qualche altro tessuto sintetico, che offre più attrito con la biancheria intima e una lieve resistenza all’acqua – ma non è impermeabile. Per coloro per cui la traspirabilità viene sopra ogni cosa, o per i giorni più lievi, un retro di cotone o altro tessuto traspirante può andare bene.
  • Lo strato intermedio, ovvero quello assorbente. In genere è fatto di tessuto misto bambù e cotone, in proporzioni variabili, ma si può trovare anche al 100% cotone, o canapa misto cotone. Il bambù è più assorbente della canapa e del cotone, ed è generalmente il materiale preferito. In realtà ci possono essere più strati uno sopra l’altro, aumentando così l’assorbenza.
  • Lo strato a contatto con la pelle. Chiaramente, questa è la parte più delicata. Generalmente è di cotone o flanella di cotone, ma si può trovare anche di tessuti sintetici, velluto o bambù (o addirittura velluto di bambù). Ogni materiale ha i suoi vantaggi e svantaggi, sia in termini di traspirabilità, ma anche di comfort, velocità di permeabilità e sensazione di asciutto. Per questa parte, vengono spesso offerti anche tessuti “bio” non trattati.

La chiusura è generalmente affidata a due “ali”, proprio come gli assorbenti usa e getta, che si chiudono però con un bottoncino a pressione (no, non dà fastidio).

La scelta dei materiali varia da produttore a produttore, che in genere (si spera) descriverà bene la composizione, i vantaggi e gli svantaggi di ogni tessuto. È importante notare che la scelta “giusta” cambia da persona a persona, in quanto il tipo di utilizzo, di ciclo, di esigenze, e preferenze, non è uguale per tutte. Per chi sa l’inglese, si può trovare qui una buona descrizione di alcuni tessuti utilizzati e dei loro pro e contro.

…e a chi non dà fastidio l’idea che la parte a contatto con la pelle sia di tessuto tinto, largo alla fantasia! Alcuni produttori sono particolarmente creativi, e scelgono tessuti dai disegni più svariati.

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Gli assorbenti non sono però tutti uguali. Anche gli “stili” fanno la differenza. Ce ne sono di diversi tipi, tra cui i principali sono:

  • AIO (all in one), ovvero “tutto in uno”. Spesso si usa questo nome per indicare gli assorbenti pronti per essere usati, un po’ come si usa un assorbente usa e getta. È composto dai tre strati menzionati prima, cuciti insieme, e non si può aprire. È il formato più comune.
  • Proteggislip. Più piccoli e meno assorbenti, sono adatti ai giorni più leggeri, o come misura di sicurezza.
  • Proteggislip da tanga. Ebbene sì, esistono anche questi! E non solo esistono, ma il tanga li tiene addirittura più “fermi” di una “mutanda” qualsiasi.
  • Assorbenti “a tasca”. Sono come la federa di un cuscino, e vi si inseriscono gli strati assorbenti.
  • Assorbenti “potenziabili”. Sono un misto tra gli AIO e quelli “a tasca”, e presentano un livello di assorbenza che si può però potenziare inserendo altri strati, a piacere.
  • Assorbenti composti da base + assorbente. Anche questi sono scomponibili, ma la parte estraibile è direttamente a contatto con la pelle. Sono composti da una base con un sistema di “aggancio” (in genere due elastici trasversali) che tiene fermo l’assorbente senza ali, che si infila e si sfila liberamente.

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Nonostante questa lista possa descrivere la maggior parte degli articoli in vendita, il bello di questo mercato – si potrebbe dire artigianale, composto da piccoli produttori privati – è che le forme e i formati sono i più disparati!

Oltre al tipo e ai tessuti, resta ancora una cosa fondamentale da scegliere: la misura! Anche per quanto riguarda ciò, c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Per farsi un’idea delle dimensioni, è consigliabile misurare un assorbente usa-e-getta utilizzato normalmente, sia in lunghezza che in larghezza. Non è necessariamente vero che dobbiate comprare un assorbente che abbia le stesse misure, ma in questo modo sarà più facile interpretare le misure in centimetri indicate sui siti. Un’indicazione generale è quella di assicurarsi che l’assorbente chiuso non sia troppo largo al centro, così non rischia di “scorrere” avanti e indietro sulle mutande.

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A proposito di ciò, ci sono mutande più o meno adatte ad “accogliere” questo tipo di assorbenti. In generale, si suggerisce l’utilizzo di slip di cotone aderenti per assicurare che l’assorbente resti al suo posto – d’altra parte, non ha la colla a tenerlo fermo. Restrittivo? Insomma, in fondo anche con gli usa-e-getta ci sono mutande più o meno adatte, solo, non sono necessariamente le stesse. Inoltre, con gli assorbenti di tessuto è eventualmente possibile usare spille di sicurezza, per assicurarli agli slip. E come detto prima, esistono anche modelli per tanga.

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Non riuscite a decidervi? La cosa migliore è quella di ordinare diversi modelli, diverse misure e diversi tessuti, così da sperimentare in pratica la funzionalità di ognuno (e non è detto che il più adatto a voi sia quello che vi aspettate).

Anche se ciò sembra dispendioso, sappiate che il prezzo di questi assorbenti è molto basso: potete contare gli Euro sulle dita delle mani! (sì, insomma, in genere costano tra i 4 e i 10 euro)

E va bene, li avete comprati, e li avete indossati, e poi? Bene, intanto, se siete in giro, come potete vedere dalla foto sottostante, è facile portarseli dietro piegati. Quando poi dovete cambiarvi, è assolutamente necessario che li riponiate in una bustina di plastica, sia per evitare… ehm… spargimenti di sangue, ma anche per evitare che, stando a contatto con l’aria, rimangano aloni. Ordinarie bustine sigillanti con chiusura a scorrimento vanno benissimo, anche se ovviamente i produttori hanno creato bustine apposite che potete comprare (le cosiddette “wetbag”).

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Qui si può vedere un assorbente tanga ripiegato (da notare il doppio uso dei bottoncini), e la semplice sequenza di utilizzo.

Una volta a casa, ci sono diversi metodi di lavaggio, ma in genere la cosa migliore è prima sciacquare e poi lasciare in ammollo. In quest’ammollo si consiglia in genere di mettere bicarbonato di sodio per igienizzare e, se si temono cattivi odori, anche una goccia di olio essenziale (il tea tree va benissimo). Se si vuole, anche un po’ di detersivo in polvere non guasta. Successivamente, si può completare il lavaggio a mano, oppure si può mettere in lavatrice, anche se questo secondo metodo chiaramente rovina di più i tessuti. In ogni caso, il lavaggio in acqua molto calda è sconsigliato, oppure è consigliato saltuariamente per una pulizia più profonda, ma è sempre meglio seguire i consigli dello specifico produttore. En passant, attenzione a non usare ammorbidenti o sbiancanti ottici, perché ridurrebbero l’assorbenza dei tessuti. Molti produttori sconsigliano anche di usare candeggina.

Certo, so cosa state pensando, gli usa-e-getta danno meno lavoro, ma d’altra parte chi dovrà lavorare per pulire questo?

Insomma, speriamo di avervi dato un po’ di informazioni utili, e magari avervi convinte a fare questo passo: economico, ecologico, sano e… vogliamo mettere l’allegria quando guardi in basso?

Per le amiche Australiane (ci siete?), ma anche per chi vuole farsi un’idea: il sito Cloth Pad Shop raccoglie diversi produttori australiani, ed è un’utile risorsa per comparare i vari modelli e prezzi. La gestrice del sito, che vende anche i propri assorbenti (www.obsidianstar.com.au), è promotrice di una bella iniziativa che si preoccupa di donare assorbenti lavabili alle ragazze dei paesi più poveri, che a causa del ciclo sono costrette a stare in casa e saltare la scuola. Di certo, a loro è più utile un assorbente riutilizzabile piuttosto che un monouso. E questo ci ricorda anche che, se tutte le donne del mondo usassero assorbenti usa-e-getta come facciamo noi, la spazzatura che ricopre la Terra crescerebbe in modo ancora più esponenziale.

Allora, siete pronte a fare la scelta giusta?

 

Nota: tutte le immagini ritraggono assorbenti Obsidian Star


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