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Convivere con se stessi è un casino: “Sandro...

Convivere con se stessi è un casino: “Sandro” di Alice Socal

Vai a farti fottere / Go Fuck Yourself
p. 96

Non si può negare che uno dei pregi della scuola dell’obbligo sia riuscire a promuovere indirettamente la creatività degli studenti. A chi non è capitato di coniare soprannomi partendo dagli argomenti studiati in classe? Un mio compagno di classe che di cognome fa Axia l’avevamo soprannominato Ataraxia studiando Socrate; Anna era diventata la “Carruggia” dopo che avevamo letto Il sentiero dei nidi di ragno; un’altra compagna non aveva più un cognome dopo che avevamo preso a modificarlo secondo le desinenze latine.

Il protagonista dell’ultimo graphic novel di Alice Socal (ve la ricordate quando disegnava Luke Skywalker da vecchio?) è soprannominato Pallas, da Peter Simon Pallas, biologo tedesco che diede il nome ad un minerale che scoprì nel 1772, la “Pallasite”*.
Il soprannome gli viene dato da Frank, un suo compagno che conosciamo nelle prime pagine del libro, che lo ribattezza durante la lezione di scienze dopo avergli lanciato una gomma “meteorite” addosso.

Il suo vero nome, però, è Sandro (quello del titolo).

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L’autrice mi ha raccontato che la prima versione del libro

è stata disegnata più di 3 anni fa, per il [mio] lavoro di diploma qui ad Amburgo. Quando ero ancora nella fase di ricerca di idee per iniziare la storia mi sono convinta di voler fare qualcosa che avesse a che fare con fenomeni naturali potenti tipo cascate, vulcani e soprattutto meteoriti o comunque far interagire dei personaggi con questi elementi.

Da lì, facendo un po’ di ricerca mi sono imbattuta nello scienziato Peter Simon Pallas. Nella prima versione del libro del 2012 addirittura c’è una scena in cui Frank regala un pallasite a Sandro, ma è stata tagliata a fini di leggibilità.

La storia inizia nel 1996, quando Sandro/Pallas è alle elementari e iniziano i suoi primi problemi di socializzazione. Rispetto a Frank, che disegna fumetti con supereroi ed è molto popolare, Pallas è poco spigliato e le altre persone lo intimidiscono. Gli offre rifugio dall’ansia sociale il suo amico immaginario, Sandro. Si chiama come lui, “ha delle braccia molto lunghe” e una sorta di uniforme topoliniana.

Pallas cresce e, nel 2002, è alle superiori. Gli piace una ragazza, ma non riesce a lasciarsi andare con lei perché, beh perché Sandro è geloso. Il suo amico immaginario sembra non volersene andare.

Dieci anni dopo, nel 2012, Pallas è disoccupato, solo. I contatti con la storica compagnia sono andati persi, sta per compiere 26 anni. Un giorno scopre con sorpresa che, con l’aiuto di un bizzarro life coach, il suo vecchio amico Frank ha messo la testa a posto, non fuma più (e ha smesso anche di disegnare). Quando arriva il giorno del suo compleanno non manca di festeggiarlo l’amico immaginario Sandro, l’unico che non l’ha mai abbandonato.

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Ormai un anno fa ci eravamo commosse leggendo Nevermind di Tuono Pettinato, che raccontava la vita del giovane Kurt Cobain e del suo amico immaginario Boddah, e ora, a km e giorni di distanza dai taglialegna di Aberdeen non riusciamo a non farci coinvolgere dalle vicende tutte italiane di Sandro e… Sandro.

L’amicizia che li lega non è però cristallina come quella del libro del fumettista pisano, bensì ingombrante, schiacciante al punto da diventare quasi tossica negli anni. E quando ad un certo punto il libro vira verso una narrazione decisamente oscura, dove Pallas e Sandro diventano entità indistinguibili, noi non possiamo fare altro che condividere la confusione del protagonista contemporaneamente a quella delle persone che incrociano il suo cammino.

L’incontro con un Frank redento scuote, seppur in modo impercettibile, l’equilibrio malinconico della vita di Pallas. Serve un life coach anche a lui? Anche la sua vita va rimessa a posto? Come mai, a 26 anni, è ancora così legato al suo amico immaginario? Intersecando presente e passato (quest’ultimo cromaticamente identificato da un color ruggine, che si stacca dal bianco e nero dominante) Alice Socal solleva questi quesiti e prova a raccontarci cosa significhi diventare adulti e quale lotta interiore si debba combattere per salvaguardare quella parte di noi che Pascoli chiamerebbe Fanciullino.

Una delle scene cruciali di "Sandro", in un disegno del 2014

Studio di una delle scene cruciali di “Sandro” – disegno del 2014

Sandro è un graphic novel che piacerà molto alle persone introverse, che anche se mal tollerano la solitudine cui il loro carattere le confina, difficilmente vi rinuncerebbero. Sandro interesserà molto anche alle persone che hanno chiuso un’amicizia con una litigata (basata sul nulla), o a quelle che possiedono il barattolo che se rovesciato fa il verso della mucca (se pensavate che Pallas non vi somigliasse, ricredetevi). Infine, ma non per questo meno importante, Sandro piacerà molto agli appassionati di Anke Feuchtenberger e Stefano Ricci, che ad Alice hanno fatto scuola ad Amburgo, e dai quali ha ripreso, personalizzando, il tratto morbido e sintesi poetica delle singole vignette.

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Questo libro, che l’autrice dedica al “Sandro che è in ognuno di noi”, ci ricorda che il passato può affascinarci e sembrarci molto più rassicurante di un presente carico di responsabilità, ma alla lunga rischia di stritolarci se non impariamo a lasciarlo dietro di noi, dove dovrebbe stare.

Il libro parla anche di lei, di Alice, che mi conferma

C’è un po’ di me in Sandro e anche in Frank. Ora sono contentissima di essere diventata una persona adulta e di non essere più in quegli anni in cui sei in balia di un te stesso che non conosci e del mondo che ti circonda con cui non sai come rapportarti. Anche in questo fumetto ho usato personaggi maschili un po’ come filtro e tutela, ho preferito lavorare di fantasia piuttosto che con esperienze reali. La grande sfida sarebbe di avere un personaggio femminile protagonista. Vedremo se riuscirò a mantenere questo buon proposito.

Sandro è edito da Eris Edizioni. Costa 15 €.

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Alice Socal

 

* Pallas ha dato il nome anche ad una serie felina diffusa in Asia centrale: il “Felis Manul” è detto per l’appunto anche Gatto di Pallas.


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