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Fenomenologia di Genesis Breyer P-Orridge

Fenomenologia di Genesis Breyer P-Orridge

Una questione formale, prima di tutto. Per scrivere dell’artista in questione farò uso di asterischi (*) e di forme ibride come gli/le, che nel tempo sono diventate le più adatte per riferirsi alla persona di Genesis Breyer P-Orridge. Nel corso dell’articolo spiegherò anche il perché.


Musicista, artista performativ*, occultista. Se c’è una cosa che adoro di Genesis è che qualsiasi categoria gli/le si affibbi, si sente subito che gli/le sta stretta, che non va bene. Non esistono parole inclusive, in grado di descrivere la moltitudine di aspetti che incarna. Il prefisso pan-, parte del nome del suo più importante progetto, Pandrogeny, potrebbe però racchiudere la vastità artistica (e non solo) di Genesis. Pan, infatti, è il pronome greco neutro col quale si intende il tutto.

La carriera artistica di Neil Andrew Megson inizia nel 1969, quando si unisce alla comune Transmedia Explorations di Londra, che conta numerose personalità dell’arte cinetica e della scena hippy. Nello stesso anno, dopo aver avuto una sorta di epifania visiva, mette insieme le prime idee che daranno vita ai COUM Transmissions. Il rumore diventa musica.

Due anni dopo cambia ufficialmente il suo nome in Genesis P-Orridge, unendo un suo soprannome del tempo della scuola (Genesis) al nome di un alimento (il porridge). Il progetto CT, al quale si aggiunge anche la giovane Cosey Fanni Tutti, raggiunge il suo apice con la performance Prostitution, tenutasi nel 1976 all’Istituto di Arti Contemporanee di Londra. Lo show transmediale comprende nudi erotici, sesso estremo, immagini di tampax usati, persone in drag. Quanto basta per guadagnarsi la fama di “distruttori della società occidentale”, espressione coniata dal ministro Harold Lever durante un dibattito parlamentare sul caso Prostitution.

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“The Prostitution Show” COUM Transmission, Londra 1976. Foto di Sheila Rock.

Il Pandrogeny Project

Dopo i CT, nascono nel 1975 i Throbbing Gristle, con il quali Genesis getta le basi per quello che poi sarà noto come genere musicale industrial, e nel 1981 gli Psychic TV, con i quali cercherà di studiare, superare e fondere i generi musicali: punk, psichedelica, sperimentale, noise nonché acid house.

Ma è un evento della vita privata che marchia a fuoco P-Orridge: l’incontro con la seconda moglie, Lady Jaye (nata Jacqueline Breyer, cognome che Genesis adotterà in seguito). Nel 1993 la coppia, trasferitasi a New York per sottrarsi ai continui scandali che riguardavano i loro progetti artistici in Inghilterra, inizia a sottoporsi a una serie di interventi chirurgici (impianti per gli zigomi, protesi al seno, ecc.) per arrivare a somigliarsi a vicenda.

È così che nasce il Pandrogeny Project, con il solo scopo di arrivare ad essere un unico essere, trascendendo i limiti dei singoli corpi. Due persone sì distinte, ma parte di una sola cosa, così convinte di essere un unicuum da iniziare ad usare il pronome “noi”, anche se a parlare è una sola persona. Questa abitudine viene custodita con tenacia – e oso dire anche struggente tenerezza, visto che ho avuto l’onore di vedere gli Psychic TV dal vivo nel 2014 – da Genesis, nonostante Lady Jaye sia morta di cancro nel 2007.

Il progetto si fonda su una serie di osservazioni fatte dalla coppia ed esposte in un manifesto che motiva la loro scelta di creare un essere “pandrogino”. Il tema centrale è il corpo (“una valigia scadente”, come lo chiamava Lady Jaye) e il suo rapporto con la nostra vera essenza per arrivare al superamento di qualsiasi genere. Perché questa esigenza? L’identità di ognuno viene descritta dalla coppia di artisti come un qualcosa di finto, una somma di influenze esterne (famiglia, educazione, società) e per questo non controllabili. Per superare queste costrizioni e sfuggire ad un destino già scritto da altri è necessario integrare gli opposti e trascendere il corpo.

La soluzione trovata dalla coppia è appunto la creazione di una terza mente (o terza entità): il pandrogyne, un essere così al si sopra delle dinamiche che regolano la biologia da non avere bisogno di alcuna connotazione di genere. Il pandrogyne nasce quindi dall’unione non solo spirituale ma anche romantica (nel manifesto viene sottolineata la valenza di questo aggettivo) del corpo di Genesis e quello di Lady Jaye. Ispirati dal cut-up, tecnica letteraria che consiste nel dare una nuova casuale forma a parti di testo ritagliate, i due decidono di provare ad applicarla sui loro corpi, andando alla ricerca di un minimo comune denominatore che possa far assomigliare entrambi. Numerose sono state le operazioni chirurgiche alle quali si sono sottopost*, ma alla fine il progetto è riuscito. Genesis P-Orridge e Lady Jaye sono uno.

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L’occultismo

Un altro aspetto di rilievo è l’interesse di Genesis per l’occultismo, nato dall’esigenza sciogliere il legame con l’egemonia culturale dell’Europa cristiana.

Il tutto inizia con l’avvicinamento alla Chiesa di Satana di Anton LaVey, come testimoniano i primi lavori degli Psychic TV. Ma l’interesse per questa religione non è mai troppo totalizzante. Infatti, nel 1981 fonda il gruppo Thee Temple ov Psychick Youth (abbreviato in TOPY), nel quale mischia grazie all’aiuto di altri musicisti come John Balance e David Tibet musica sperimentale con pratiche dell’occulto. Il TOPY si rifaceva prima di tutto all’Ordine del Tempio di Oriente, organizzazione religiosa nata all’inizi del XX secolo per mano di Aleister Crowley, che ha fuso gli elementi fondanti della religione egizia con yoga, misticismo occidentale e Cabala.

Contemporaneamente Genesis P-Orridge si avvicina al buddhismo tibetano e alla sua pratica (qui va menzionato che sono stati utilizzati anche strumenti come il kangling, strumento a fiato ricavato da un femore umano, per i pezzi dell’album del 1982 Force The Hand of Chance).

Pochi anni dopo si ritrova a Kathmandu, in Nepal, per conoscere personalmente gli Aghori Baba, asceti induisti dediti al culto dei morti. Genesis racconta dell’incontro con uno di loro che viveva in una caverna dove l’odore dei cadaveri bruciati era costantemente presente.

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Ancora non è finita. L’incontro con Lady Jaye porta invece Genesis a scoprire i riti dei popoli amazzonici, soprattutto quelli appartenenti alle religioni brasiliane, come quella legata al culto del Santo Daime. A proposito di questa esperienza, Genesis stess* riporta la sua esperienza con l’ayahuasca, una bevanda allucinogena il cui principio attivo (DMT) viene usata per entrare in contatto con esseri superiori e visioni mistiche. Persuas* dalla moglie, Genesis decide di provare la bevanda, grazie alla quale riesce a vedere la storia di due galassie, una caratterizzata da scontri tra i diversi pianeti, l’altra da una sorta di dramma/saga e scontri tra diversi gruppi familiari.

In tempi più recenti Genesis si è avvicinat* alle religioni afro-caraibiche, moltiplicando i suoi viaggi tra i continenti. Di recente dice di aver incontrato un santone che gli/le ha rivelato che la persona cara che ha perso (dal santone viene descritta come qualcosa di più di una gemella) gli/le starà sempre vicino. Impossibile non pensare a Lady Jaye.

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Sulla destra, Genesis

Genesis Breyer P-Orridge viene vist* come la colonna portante di quelli che molti chiamano “industrial paganism”, nel quale confluiscono elementi carnevaleschi (intesi qui come sospensione delle norme e dei codici morali vigenti) e occulto. Leggi, restrizioni e privazioni tipiche di una particolare struttura sociale vengono sovvertiti e non in nome di una semplice rottura avanguardistica con il passato, ma per dare spazio vitale a chi vive una vita da “diverso” (in qualsiasi forma questa diversità si manifesti), che in Occidente sembra essere tutto ciò che non obbedisce – visivamente e moralmente – alla cultura bianca egemone.

Interessante che il passo fatto da Genesis, uomo/donna figli* della coloniale Inghilterra, luogo dove da giovane ha subito bullismo e molestie per il suo “essere divers*”, è stato proprio quello di scoprire, integrare e importare una serie di credenze mistiche, che a molti possono sembrare infantilismo religioso, ma che in realtà celano il desiderio di riappacificarsi con una parte dimenticata della cultura, quella che lega terra e misticismo.

Se tutto ciò sa di squilibrio è perché siamo abituati a pensare che gli opposti e gli estremi non possano coesistere. Genesis P-Orridge è bulimic* di conoscenza. E nonostante la sua vita possa sembrare a molti all’insegna della mera provocazione, il suo motto rimane “Change the world one kiss at time”.

 

 


Per approfondire l’argomento consiglio il libro: Pop Paganism: Paganism and Pop Music, libro di Donna Weston e Andy Bennett.
Sulla storia d’amore tra Genesis Breyer P-Orridge e Lady Jaye: The Ballad of Genesis and Lady Jaye, film di Marie Losier.


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  1. Paolo

    15 Ottobre

    massimo rispetto per il percorso scelto da queste persone, certo si può essere persone libere anche riconoscendosi come uomini o donne, senza neutralizzare le differenze sessuali, anche senza trascendere il corpo o i generi alla ricerca di un indefinito neutro

  2. marianna

    18 Ottobre

    Articolo molto interessante, grazie!
    Solo una perplessità: riguardo a questo essere pandrogino, si parla di un “essere così al si sopra delle dinamiche che regolano la biologia da non avere bisogno di alcuna connotazione di genere”, eppure dalla foto si notano palesemente caratteri e tratti femminili. Come si coniugano le due cose? Come mai il femminile? Cosa mi sfugge?

  3. Ilaria

    19 Ottobre

    @Marianna. Credo che abbiano cercato in alcuni punti di assomigliarsi (vedi i nasi), in altri di creare delle connotazioni ex novo (vedi impianti al seno e aumento delle labbra). Per quanto riguarda il “genere”: ci sono delle foto in cui si vede come genesis e lady jaye abbiano giocato (e mixato) il maschile e il femminile.

    http://www.mtvhive.com/wp-content/uploads/2011/08/GenesisandJaye3.jpg

  4. PAOLO

    5 Novembre

    scusate se sono un noioso, insopportabile uomo che si sente in dovere di commentare ogni articolo scritto da una donna perché assume di avere qualcosa di utile da aggiungere.

    scusate se adotto sempre questi toni educati e tiepidi. lo faccio per non sembrare un violento maschilista. in questo modo maschero l’ottica reazionaria e conservatrice che tutti i miei commenti esprimono. in questo modo non sembra che io stia dicendo:
    “queste ragazze dovrebbero darsi una calmata”.

    scusate se commento.
    comunque ci rivediamo al prossimo articolo, non abbiate timore.

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