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La canzone del mese: Enidd, “What’s Missing&...

La canzone del mese: Enidd, “What’s Missing”

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Ho conosciuto Erica e Silvia a Padova, prima del concerto degli Slowdive della scorsa estate. Dire che mi sono state subito molto simpatiche sarebbe riduttivo. Tra contemplazione comune di foto di gatti, momenti di commozione da cultrici shoegaze e derisione dei riccardoni misogini, sentivo di aver trovato la mia gente.

Chiacchierando con loro di musica e di girl power, ho avuto la netta impressione che Enidd, il loro progetto musicale, mi avrebbe fatto tremare le gambe dalla felicità.
E in effetti, quando ho avuto modo di vederle dal vivo per la prima volta, in un piccolo circolo Arci di Verona, svariati mesi più tardi, lo scenario è stato più o meno quello: raffinatezze emo, valanghe di talento e la sottoscritta commossa in prima fila. Che dire? Ascoltatele e divulgate il verbo.

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Da adolescente sognavo di suonare in una band di ragazze, ma tra una cosa e l’altra non ci sono mai riuscita, e a dir la verità ho preso davvero in mano uno strumenti (anzi, svariati) quando avevo compiuto vent’anni da un bel pezzo. Per voi com’è stato questo percorso? Avete iniziato a suonare da piccole?

ERICA: Ho iniziato a suonare la batteria 3 anni fa. Fino a quel momento non avevo mai seriamente valutato l’idea di dedicarmi ad uno strumento. Avevo suonato la tastiera nelle ore di musica a scuola (e provato un sacco di sport di squadra, abbandonandoli tutti dopo poche settimane). Avevo 15 anni e una mattina, parlando con le mie amiche, abbiamo pensato a questa cosa: io che suono la batteria. Molto bello. Così ho cominciato ad andare a lezione. Circa un anno dopo ho iniziato anche a suonare la chitarra da sola. Devo dire che ho avuto il privilegio di trovarmi a provare fin da subito con due delle mie più grandi amiche, Silvia e Adele (Any Other) e suono tuttora con entrambe, anche se in due gruppi diversi. Quindi, contro ogni aspettativa dei miei genitori (reduci dall’esperienza sport di squadra), non ho mai smesso di suonare da quando ho iniziato e voglio continuare a farlo per sempre.

SILVIA: Per quanto mi riguarda mi sono avvicinata alla musica in modo molto graduale. Ho iniziato strimpellando da sola il pianoforte che ho a casa, influenzata forse anche da mio fratello che lo suonava molto bene. Poi mi sono avvicinata sempre di più alla chitarra fino a quando, a 15 anni, ho provato il desiderio di prendere lezioni vere e proprie. Arrivata a quel punto, volevo decisamente suonare in una band. Parlando con Erica, con la quale condividevo la passione per la musica, abbiamo iniziato a pensare di suonare per davvero. Così una mattina abbiamo affittato la sala prove dove talvolta proviamo ancora e abbiamo suonato cover pazze di Lesley Gore, Yo La Tengo e Pavement.

Avete scelto di registrare una cover di What’s Missing dei Bedhead. Quando vi ho proposto il tema “Risparmi” vi è venuta in mente subito come possibile opzione o ci siete arrivate per gradi? Vi va di spiegarmi come è stata selezionata e perché?

In realtà ci è voluto un po’ a scegliere quale cover fare. Avevamo pensato di fare Brinx Job dei Pavement o Are You Looking After Yourself di Courtney Barnett. Però non eravamo per niente sicure. Allora abbiamo iniziato a pensare che “risparmi” non si riferisse solo all’atto di risparmiare soldi per vivere o per comprare delle cose, ma anche alla sensazione di percepire sempre la mancanza di qualcosa. Quindi per noi risparmiare significa in un certo senso mettere da parte continuamente, e tendere a qualcosa che manca e che non sembra arrivare. What’s Missing è una canzone alla quale siamo molto legate e che ci tocca molto, anche perché siamo in un periodo in cui pensiamo a mille progetti, programmi, problemi in vista dell’anno prossimo, quando inizieremo l’università.

Quali sono i vostri programmi per il futuro? Avete in progetto di registrare un disco?

Sentiamo molto il bisogno di suonare in giro, per il momento. È stato bello registrare il nostro primo EP, ma adesso la nostra priorità è fare concerti e scrivere altri pezzi nuovi in vista di un prossimo disco. Probabilmente l’anno prossimo saremo in due città diverse, ma vogliamo continuare a suonare insieme, senza dubbio.

Quando mi capita di diventare amica di qualcuno, arriva sempre un momento in cui mi viene spontaneo consigliare – se non sono già noti – alcuni dischi che sono stati importanti per me. Potreste farmi i nomi di una manciata di dischi che vi hanno cambiate, che ritenete parte imprescindibile della vostra storia di vita e che consigliereste ad una nuova amica?

SILVIA:
The Problem With Me – Seam
The Going Away Present – Lowercase
The View From This Tower – Faraquet
Shmap’n Shmazz – Cap’n Jazz

ERICA:
Karate – Karate
Moon Pix – Cat Power
Sultans of Sentiment – The Van Pelt
There’s Nothing Wrong with Love – Built to Spill

Cosa state ascoltando di bello in questo periodo?

Da quando suoniamo insieme, ci passiamo un sacco di dischi. In questo periodo stiamo ascoltando cose bellissime: Speedy Ortiz, Sharon Van Etten, Waxahatchee, Swearin’, P.S. Eliot, The Get Up Kids, Braid, Toe…


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  1. robin

    20 marzo

    Brave, interessanti e con ottime influenze musicali! 😉 Non le conoscevo, grazie della dritta.

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