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Deodorante for Dummies: guida semiseria per coniug...

Deodorante for Dummies: guida semiseria per coniugare ascella sana e vita sociale

Qualche mese fa mi è capitato di rifiutare con grande imbarazzo un ragazzo che mi piaceva da almeno un decennio. Venerdì sera a ballare, veramente spensierata. Quasi spensierata. Il ragazzo in questione si è avvicinato e, dopo anni di ciao-come-stai-tutto-bene-grazie-e-tu?, si è dimostrato esplicitamente interessato. Ha sorriso, si è complimentato e pareva onesto, abbiamo ballato assieme, ha provato a baciarmi i capelli.

Io che ho fatto? Mi sono allontanata, senza nemmeno tentare di rifilare una scusa. “Sono-sudatissima-puzzo!”. Gliel’ho detto in faccia ma lui non ha desistito, mi ha abbracciato in vita e il mio unico pensiero in quel momento è stato per la maglietta madida che mi si stringeva addosso. Sono praticamente scappata dall’altra parte della sala, stando bene attenta a non alzare troppo le braccia, vergognandomi come un cane, la frangia appiccicata sulla fronte.

Ogni volta che ci ripenso mi si rompe qualcosa dentro. Che spreco! Arrivavo da una giornata lunghissima di lavoro, dal primo sole di primavera, non ero riuscita a passar per casa a farmi una doccia… e soprattutto la mattina non avevo potuto usare lo stick, l’avevo finito e mi ero dimenticata di ricomprarlo. Una Caporetto! La grande disfatta, arrivata dopo una infinita serie di piccoli e grandi guerre intraprese contro l’eccessiva traspirazione.

Illustrazione di Chiara Fasanella

Non le racconterò tutte, ma per introdurre l’argomento ho creduto potesse essere utile un incipit autobiografico, per sottolineare quanto il deodorante – deprecabilmente poco dibattuto nei salotti buoni – sia in realtà un bene di primaria importanza. La stessa Wikipedia non usa mezze misure: “i deodoranti permettono di limitare l’impatto sociale del problema”.

Da anni mi occupo della questione: consulto blog, faccio esperimenti, passo lunghi quarti d’ora davanti agli scaffali del supermercato, confronto le etichette, interpello il medico, ogni tanto mi affido al destino e compro cose a caso.

Qual è il problema? Il problema è che il deodorante innegabilmente serve (cfr: incipit autobiografico) ma altrettanto innegabilmente non fa benissimo, si tratta pur sempre di applicare una soluzione chimica in una zona tra le più sensibili. Certo, se si ha la fortuna di avere un’epidermide “resistente” si può volendo bypassare la questione con un allegro chissenefrega. Se si è iperdelicati – come me – la faccenda diventa più complessa.

Cosa ho imparato nel corso di questi anni? Ho imparato che fondamentalmente esistono tre tipi di prodotti: i coprenti, gli antimicrobici, gli antitraspiranti.

I coprenti

Sono quelli che mascherano l’odore naturale e pare che già gli antichi egizi si ungessero di pesanti oli profumati prima di uscire il sabato sera. A me sono sempre sembrati un mezzo inganno, fatta eccezione per un orribile periodo a cavallo tra gli undici e i tredici anni, quando scegliere un flaconcino di Impulse comportava ore di autoanalisi – chi sono e chi voglio essere? Free spirit, Dinamique, oppure Sweet Love? Per fortuna nel ‘97 venne lanciato Impulse Spice e tutti i punti interrogativi vennero accantonati: io, come tutte le mie amiche, volevo essere una Spice Girls. Bene così.

Gli antimicrobici

La loro funzione è quella di ridurre la proliferazione batterica, responsabile dell’odore, senza inibire la sudorazione. Sono famosi soprattutto per la presenza di parabeni, conservanti al centro di grandi preoccupazioni e svariate leggende metropolitane.

Il dibattito sul tema fa capo a diversi studi, tra i più famosi quello condotto dall’Università di Reading, che testimonierebbero la correlazione tra uso di parabeni nel deodorante e tumore al seno. Sembra che i parabeni si comportino come gli estrogeni, quindi vengano assorbiti e facilitano la produzione di cellule tumorali. Sarà vero? Lungi da me dare consigli in merito, per chi volesse approfondire le sostanze da considerare, leggendo l’etichetta sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben.

Ultima precisazione: gli antimicrobici possono essere più leggeri (batteriostatici) o più pesanti (battericidi), indicati per chi ha un odore forte. In questo caso la svolta è il triclosan (una bomba), ma non bisogna esagerare: si rischia di neutralizzare l’effetto, un po’ come succede con gli antibiotici, perché il corpo si abitua.

In alternativa ai parabeni gli antimicrobici utilizzano l’alcol, soluzione sicura ma disidratante e aggressiva, assolutamente da evitare post-depilazione. E a proposito: la depilazione in generale aiuta perché più è asciutta l’ascella meno batteri cattivi ci abitano MA (c’è sempre un ma) quando le lamette asportano i peli asportano anche un pezzettino di strato corneo (la pelle della pelle), il che significa più esposizione, ergo più sensibilità, di conseguenza più irritazioni.

Gli antitraspiranti

Sono quelli che riducono la sudorazione, efficacissimi ma duri da sopportare, almeno per me. Posso uscire di casa tranquilla, ballare il cha cha cha, stendermi al sole qualche ora e traslocare un pianoforte senza puzzare. Ma dopo una settimana di questo trattamento la pelle inizia ad arrossarsi e a prudere e per riprendermi devo ricorrere per almeno un paio di giorni a una crema a base di cortisone (cosa che non fa mai piacere).

Perché succede questo? Perché sudare è importante, serve a eliminare le tossine e a tutelare la temperatura corporea. Gli antitraspiranti contengono di solito citrati d’alluminio, sali d’alluminio o cloruro d’alluminio, sostanze che recentemente sono state al centro di un dibattito simile a quello sui parabeni, ma che si è concluso quasi con un lieto fine: sembra non siano stati evidenziati rischi reali.

In linea di massima le persone più sensibili dovrebbero cambiare spesso e preferire le composizioni semplici… peccato che il loro effetto sia appunto abbastanza modesto.

Tra i deodoranti meno aggressivi il più diffuso è l’allume di rocca, ovvero quella specie di sasso biancastro che spesso si vede occhieggiare da bancarelle e negozio bio, già diffuso nella Cina antica. Antitraspirante e antibatterico, l’effetto su di me è stato vicino allo zero, altri miei amici lo usano da anni e pare che su di loro funzioni.

Tra i coprenti naturali spicca il bicarbonato di sodio (niente di più e niente di meno di quello che normalmente si usa per combattere la nausea post-sbronza, pulire le verdure, scrostare il bidet): mai testato, nonostante sia l’elemento chiave di numerose ricette Do It Yourself. Tendo a diffidare dell’autoproduzione (la mia, non quella degli altri, ma forse sono semplicemente pigra). In rete c’è chi consiglia pozioni a base di salvia, burrocacao, aloe vera, succo di limone, varie ed eventuali, ma non manca chi banalmente suggerisce di spruzzare dell’alcol (e basta!) sotto l’ascella, tamponare con un po’ di cotone e… vedere l’effetto che fa.

Quando ho provato ad affrontare l’argomento con il medico il suo parere è stato tanto zen quanto banale e poco funzionale: bisognerebbe lavarsi e basta, preferibilmente con sapone di Marsiglia o al massimo d’Aleppo. Sì ok, tutto giusto, ma poi si torna alla Caporetto di cui sopra. Quindi che si fa? Per me la domanda resta aperta, continua la ricerca, anche se ultimamente almeno un punto fermo sono riuscita a metterlo – no spray, no roll-on, no stick, sì crema – ma si tratta di una piccola conquista personale, assolutamente non trasmissibile.

L’unica cosa che sento di poter consigliare senza temere controindicazioni è una manciata di canzoni a tema.

Ode to Deodorant, Coldplay.
Sei un mito, 883 – come dimenticare quel “deodorante appena preso che fa molto chic?”.
Smell like Teen Spirit, Nirvana – prende il nome da uno dei più celebri prodotti della Colgate-Palmolive, l’equivalente americano dell’Impulse per intendersi, usato negli anni Novanta anche da Tobi Vail delle Bikini Kill (che frequentava Kurt Cobain e trasferiva su di lui la fragranza).
Bandiera Bianca, Franco Battiato – “E avete voglia di mettervi profumi e deodoranti, siete come sabbie mobili, tirate giù”. E per fortuna che ci pensa il maestro a riportare l’attenzione al centro delle cose, lontano da sudorazione e parabeni.


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  1. Marianna

    14 ottobre

    Occhio al triclosa, l’effetto collaterale che citi non è l’unico!
    “Triclosan: L’ultima mania nell’arsenale delle sostanze chimiche antibatteriche, che troviamo nei detergenti, detersivi liquidi per piatti, saponi, deodoranti, cosmetici, lozioni, creme e persino dentifrici. E’ stato registrato come pesticida, assegnandogli un alto indice di rischio per la salute umana e l’ambiente.
    La sua struttura molecolare e la formula chimica sono simili a quelle di una delle sostanze più tossiche esistenti: la diossina.
    Il processo di fabbricazione del triclosan può produrre diossina, la quale ha un enorme grado di tossicità, parti per trilioni (mille miliardi): una goccia diluita in 300 piscine olimpioniche!!
    Il triclosan appartiene ad una classe di sostanze chimiche sospettate di provocare il cancro. Esternamente può provocare irritazioni alla pelle. Internamente, può portare a sudori freddi, collasso circolatorio, convulsioni, coma e morte.
    Se accumulato nei grassi corporei fino a livelli tossici, danneggia il fegato e i polmoni, può causare paralisi, sterilità, soppressione delle funzioni immunitarie, emorragie al cervello, diminuzione della fertilità e funzioni sessuali, problemi cardiaci e coma.
    Usare il triclosan giornalmente dai prodotti per la casa fino a saponette per bambini e dentifrici, può essere quanto meno imprudente.
    http://www.promiseland.it/view.php?id=135 ” (Dal forum Saicosatispalmi)

    Per il resto, dici di essere scettica circa l’autoproduzione ma io ho completamente svoltato mischiando due parti di amido di mais o riso (fa consistenza), una parte di bicarbonato (hai scritto tu il perché), un olio vegetale inodore qb per ottenere un composto cremoso e facoltativo un paio di goccine di tea tree (facoltativo ma appunto antibatterico, quindi utile).
    Zero odore, ci vuole 5 minuti a prepararlo, praticamente a costo zero e soprattutto sicuro!
    Se un pomeriggio non saprai come impiegare qualche minuto del tuo tempo, prova!

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