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Alcuni agili rimedi contro i commenti sconfortanti...

Alcuni agili rimedi contro i commenti sconfortanti rinvenuti online

Internet è nato (all’incirca*) nel 1991. 24 anni dopo Internet è cresciuto, un adulto fatto e finito. Si è fatto strada, ha un sacco di amici, qualche detrattore, molti non sanno ancora da che angolatura guardarlo, molti ne hanno una paura fottuta e preferiscono tenersi alla larga, altri lo frequentano spesso e ci parlano quotidianamente. Taluni intrattengono ampie conversazioni con-e-su Internet. Spesso, queste conversazioni sono quanto di più tremendo potrete incontrare in una giornata.

I commenti online – è cosa ormai arcinota – sanno essere una vera spina nel fianco.** Lo raccontano pagine per stomaci forti come questa, lo raccontano diverse dissertazioni colte (qui , qui e qui un esempio) e lo racconta la moltitudine di righe livorose che potete trovare sotto ogni articolo, anche il più innocente, anche dedicato alla sagra del formaggio la terza domenica del mese. Esempio di commenti non attinenti alla sagra del formaggio:

  • E quella del prosciutto, allora?
  • E io dove parcheggio, quel giorno?
  • E della mia intolleranza al lattosio, chi se ne occupa?
  • Il mio formaggio è sicuramente meglio del formaggio che si mangia lì
  • Il formaggio fa schifo
  • Voi non capite niente di formaggio
  • Il formaggio è una stupidaggine, e voi, che siete lì a parlare di formaggio, siete solo degli imbecilli.

È quel meccanismo perverso, interessante e morboso, da guardare come gli incidenti in autostrada, per cui ad un articolo x che parla di y si risponde, con arroganza ben assestata e disprezzo a chili, z. Oppure si parla di y, ma dichiarando a gran voce che y è chiaramente una stupidaggine e che l’autore di x dovrebbe darsi all’ippica, o al giardinaggio. Qualsiasi cosa, ma non di certo ad x, che è una così grande cazzata che insomma ora anche basta parlarne.

Dalla crisi economica mondiale alle donne che allattano, dai formaggi ai gattini, passando per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e la missione spaziale di Samantha Cristoforetti (no, non sono esempi presi a caso): Commenti Online Kills Joy. Non c’è mai una gioia (o ci sono solo gioie molto rare) con i commenti online.

Il fenomeno è così esteso e radicato che non basta più evitare di leggere certe testate (prendiamo ad esempio questo articolo de Il Giornale) o di certi argomenti su grandi quotidiani generalisti (questo, che a quanto pare non era abbastanza innocente da non meritarsi una soffice razione di commenti sessisti). Dovunque volgiate lo sguardo, qualsiasi sia l’argomento, la possibilità che troviate una testimonianza sconfortante è sufficientemente alta da farvi desistere in prima battuta nell’andare a leggere la discussione che si sta generando. Sì, anche nelle riviste che pensavate lette da persone discretamente lungimiranti.

 

Breve elenco dei commenti online più sconfortanti

ed agili rimedi allo sconforto da essi generati

 

Vabbè, ma se ti ubriachi e poi vai vestita in giro in quel modo poi non è che ti lamenti se ti stuprano.

Un classicone. Normalmente sotto ad articoli di cronaca dedicati a fatti di stupro, il commento “te la sei andata a cercare” non guarda in faccia a nessuno: uomini, donne, è irrilevante. Può essere postato da chiunque riguardo a qualsiasi stupro o atto di molestia. Non importa quale sia il fatto narrato, non importa che la colpa sia già ampiamente stata accertata, non importa la sofferenza della vittima: gonna corta = stupro meritato. Alcool = stupro meritato.

Questo è un rospo bello grosso da gestire, è esattamente il tipo di commento da mani che prudono e fegato che ribolle. Dimenticatevi dell’idiozia umana dando un’occhiata a delle galline a cui un amorevole umano ha fatto una cappa di lana:

 

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Things are awful and will remain awful for a very long time so here is a picture of two chickens with little handmade knitted capes on. Someone must love these chickens a lot to make them little chicken capes. They look so warm and lovely in their little chicken capes.

Street harrasment non è  certo molestia, dai. E comunque se si un cesso nessuno ti fa i complimenti. Cesso!

Il video di Hollaback a fine 2014 ha spalancato una finestra sull’abisso di brutture che non si rimaginerà mai. Là fuori è pieno di gente che pensa sinceramente che urlare per strada “Ué, bella figa!” possa essere in qualche modo considerato piacevole. Le galline hanno un messaggio per loro:

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Ed un appropriata colonna sonora.

 

Le ragazze ora sono tutte zoccole, ai miei tempi alle medie si era ancora innocenti, si giocava con le bambole, non come adesso, che si passa tutto il tempo su Facebook a far vedere le tette per delle ricariche.

Sapevate che nel mondo esitono delle persone meravigliose? Ok, magari ora, dopo aver letto commenti come questo, ci credete poco, ma seriamente: nel mondo ci sono persone meravigliose. Come questa coppia di genitori qui. Meravigliosi.

 

Comunque con tutto questo strepitare non otterrete mai un cazzo. Lo sanno tutti che l’uomo lavora e la donna accudisce i figli, è inutile che strepitiate stupide femministe. Forse dovreste solo scopare di più.

Ora, che Caitlin Moran possa essere una persona dalle opinioni talvolta opinabili possiamo essere tutt* d’accordo, ma quando twittava questo:

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aveva semplicemente, perfettamente ragione. Indi per cui…

 

Le donne sono inferiori all’uomo. È semplicemente un dato di fatto.

No.

 

Noi queste cose in Italia ce le sogniamo/ L’Italia fa schifo/ Restate pure nella vostra italietta a grattare il fondo del barile, io brillo di luce all’estero facendo x che in Italia (da capo corrotta, mal funzionante, in mano ai raccomandati)

Possibile! Ma hey, che atteggiamento è mai questo?

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È sufficiente? Certo che no. La situazione migliorerà mai? Probabilmente no. Ha importanza? Solo se gli date più peso del necessario.
Per il resto:

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*La storia di internet è lunga. Qui c’è la sua pagina Wikipedia.

**non stiamo parlando di critiche costruttive


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  1. Micol

    13 gennaio

    Grazie, mi hai riscaldato il cuore!

  2. MArianna

    16 gennaio

    Io seguo su facebook la pagina “Raccolta statistica di commenti ridondanti” e sì, ogni volta è un colpo al cuore, al fegato, allo stomaco, ai polmoni, in pieno volto, tutto insieme.
    Ma ho deciso di resistere, per tenere alta la guardia, perché la stupidità e l’ignoranza non hanno mai fine ed è bene saperlo!

  3. Giulia

    5 aprile

    Non per scassa la uallera, o forse proprio per quello, ma quello che a inizio articolo indichi come “internet” in realtà è il Web.
    Su Internet ci viaggia un sacco di roba (email, le chiamate di skype, i torrent quando uno li scarica, etc…) che non sono Web. Il Web sono le pagine che uno vede dal browser, e tutto quello – tanto – che ci può fare.
    Cmq è corretto, il Web è del ’91 (se l’è inventato Tim Berners Lee al CERN); Internet, invece, è precedente.
    Bell’articolo, comunque 😉

  4. CAT.

    12 novembre

    Parlando di commenti, un atteggiamento molto sconfortante si concretizza nell’abuso della parola “censura”:

    “CENSURA! HANNO CANCELLATO IL MIO COMMENTO DAL LORO SITO!”

    …dimenticando che :

    1) sul MIO sito sono IO a dover avere pieno controllo, non il pubblico

    2) non esiste il “diritto di commentare sul sito di qualcun altro”

    3) non esiste il “diritto di far leggere i propri commenti alle lettrici e ai lettori del sito di qualcun altro”

    4) è molto semplice per chiunque aprirsi un proprio spazio/sito/blog dove scrivere liberamente ciò che vuole

    La censura zittisce le voci critiche contro il potere, ed è un problema grave e reale. Invocare a sproposito la censura annacqua il significato di questa parola e riduce la gravità della censura vera.

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