So che sarete tutti davvero stanchi di sentir parlare di Cinquanta Sfumature di Grigio, lo so bene. La mia bacheca di Facebook è letteralmente intasata di articoli, articoletti e commenti sul maledetto film, uscito pochi giorni fa.

Il problema però è questo: quando un amico mi ha chiesto se avevo del materiale in italiano che riguardasse gli aspetti problematici del film, ho trovato poco e niente. Ok, non resto particolarmente sconvolta dal fatto che in Italia non si voglia parlare dettagliatamente di sesso non convenzionale, ma trovo deprecabile che si venga letteralmente sommersi da pubblicità, biglietti omaggio, recensioni, anteprime, ecc. e che nello stesso tempo non si offra un dialogo critico sul film.

c12

 

Partiamo dalle basi: il BDSM è uno stile di vita che generalmente utilizza il power play, ovvero la definizione di ruoli complementari che pongono due (o più) partecipanti su livelli di potere diverso. Di solito, si parlerà di un dominante (dom) e di un sottomesso (sub), ma ci sono anche casi in cui i ruoli possono essere intercambiabili, anche nel corso della stessa sessione (in questo caso si parla di switch). BDSM sta per Bondage, Discipline, Domination, Submission, Sadism e Masochism, ovvero i campi in cui agiscono queste relazioni di potere ineguale, espandendosi in una miriade di sottofetish molto diversi tra loro.
L’importanza del consenso, qui, è stabilita in maniera imperativa: per assurdo, forse anche a causa della natura più estrema, è ribadito con molta più fermezza che nell’ambito del sesso vanilla.
I praticanti del BDSM sottostanno ad una serie di principi riassumibili con “Safe, Sane, Consensual”:

– I rapporti devono categoricamente essere consensuali (mai stancarsi di ripeterlo): il sub è sottomesso di sua spontanea volontà, e anche nei casi in cui il potere in mano al dom è totale, il consenso può essere ritirato in qualsiasi momento;

– Deve esistere una safe word, ovvero una parola che se pronunciata dia la possibilità al sottomesso di mettere in pausa o fermare una sessione troppo intensa. La safe word va stabilita in anticipo e dev’essere diversa dalle solite affermazioni di diniego, perché sia facilmente interpretabile come un rifiuto reale e non parte della sessione. Solitamente si stabilisce anche un gesto che sostituisca la safe word nei casi in cui il sub non riesca a parlare;

– I ruoli sono scelti liberamente secondo la propria inclinazione personale e possono essere cambiati a seconda del partner o della sessione;

– Lo scopo resta la soddisfazione reciproca. Se questa debba essere necessariamente fisica, o possa essere anche “solo” psicologica, va stabilito con il/i partner.

Il BDSM è sempre stato considerato come una parte deviante della cultura sessuale, una cosa malata, sporca e violenta. Il fatto che Cinquanta Sfumature di Grigio l’abbia portato sotto le luci della ribalta, non ha fatto altro che peggiorare la situazione, portando avanti pregiudizi e disinformazione, che talvolta hanno avuto anche esito fatale.

Vediamo qualche esempio di cattiva educazione al BDSM, gentilmente offerti da E.L. James:

– Il caro Mr.Grey perpetua lo stereotipo secondo il quale solo le persone che hanno subito traumi durante l’infanzia sono parte della scena BDSM. Questo è particolarmente offensivo, perché per centinaia di anni la comunità BDSM è stata reputata sbagliata e pericolosa, e la loro devianza imputata ad abusi infantili che li avrebbero traviati per sempre.

– La differenza di potere fra i due protagonisti è abissale: da un lato c’è Anastasia, studentessa relativamente povera, disoccupata e senza esperienza sessuale (feticizzazione delle verginità, anyone?); dall’altro Grey, milionario totalmente in controllo della propria vita e grande tombeur de femmes. Da qui l’idea che, ovviamente, un dom sia un dom anche nella vita quotidiana. Stesso vale per il sub, che quindi è una persona debole, dalla bassa autostima e pronta a tutto per compiacere gli altri. Ebbene, anche questo è sbagliatissimo: un buon master sa che il vero controllo lo possiede il sub, non solo grazie alla definizione dei limiti personali e all’utilizzo della safeword, ma soprattutto perché quest’ultimo decide volontariamente (grazie ad una buona dose di forza d’animo e sicurezza) di cedere la sua libertà e di affidarsi completamente al master, che a sua volta ha il compito di rispettare i limiti imposti e prestare attenzione alle reazioni del sub.

– Grave assenza dell’aftercare, ovvero quella pratica tipica del BDSM in cui, dopo la sessione, il master provvede a “coccolare” il sub e a verificare che la sessione sia andata bene ad entrambi. La relazione pseudo-D/s fra Grey e Anastasia vige 24/24, nel senso che lui si comporta in maniera orribile tutto il tempo e gli eventuali regali che le fa sono utilizzati per controllarla o renderla ancora più dipendente da lui.

– Grey ha sin dall’inizio dei comportamenti allarmanti: si autoinvita alle feste dove è presente anche Ana, con l’intento di “salvarla”; insiste costantemente sul fatto che lei è di sua proprietà; non le permette di esprimere un’opinione e la discussione fra loro è impossibile; controlla quello che Anastasia mangia e le rinfaccia di non aver seguito i suoi ordini; le impedisce di avere una vita sociale; nell’iniziare la relazione BDSM non discute i limiti, e se Ana dimostra di essere restia a superarne alcuni, la manipola o minaccia; proibisce ad Ana di masturbarsi; decide per lei il metodo di contraccezione da lui preferito; la segue nonostante lei chieda di passare del tempo distante; le controlla le mail e il pc; non le permette di ottenere informazioni sul BDSM che non provengano direttamente da lui; ecc. Tutti atteggiamenti che se non fossero presentati dall’autrice come “sexy” e “kinky” sarebbero semplicemente abusivi.

c11

E questo ancora prima di considerare il problema più grosso della storia: l’assenza totale del consenso.
Come sappiamo, il consenso è di importanza cruciale, perché differenzia il sesso dalla violenza sessuale e il BDSM da abusi incontrollati. Sappiamo anche che il consenso non deve per forza essere verbale e che ci sono chiari segnali del fatto che una persona non si sta divertendo o che si sta alienando da una situazione in cui non vorrebbe essere. Bene, in quest’opera non si verifica né il consenso verbale, né quello non verbale. Tralasciando la parte in cui Grey si serve di alcolici per far abbassare la guardia ad Ana e portarla a letto (legalmente, una violenza sessuale), o quella in cui lei usa la safeword e viene ignorata, l’abuso è palese in moltissimi passaggi del libro.

Anastasia non è a suo agio, vorrebbe renderlo felice, ma più volte dimostra di odiare il sesso e i preliminari violenti:

“Oh, Anastasia Steele, did you just roll your eyes at me?”

Crap.

“No,” I squeak.

“I think you did. What did I say I’d do to you if you rolled your eyes at me again?”

Shit.

E ancora:

He hits me again … this is getting harder to take. My face hurts, it’s screwed up so tight. He strokes me gently and then the blow comes. I cry out again.

“No one to hear you, baby, just me.”

And he hits me again and again. From somewhere deep inside, I want to beg him to stop. But I don’t. I don’t want to give him the satisfaction.

Queste non sono le sensazioni che si dovrebbero provare durante una seduta di spanking. Nel BDSM il dolore dovrebbe essere desiderato o terapeutico, sicuramente non andrebbe percepito come una sofferenza insopportabile. Anna non vuole essere sculacciata, non ama provare il dolore ed è palesemente una persona dalle preferenze sessuali vanilla … e non c’è niente di male! L’unica cosa che la trattiene è il timore della reazione di Grey (spesso di rabbia incontrollabile) e l’insicurezza, che la blocca in ogni aspetto del libro. Ma dato che Grey è una persona abusiva, non gli interessa verificare la sua condizione.

Infine, tutta la storia resta incentrata sul solito, terribile mito secondo il quale le persone abusate sono sia responsabili che depositarie della possibilità di cambiare l’atteggiamento abusivo del partner, semplicemente amandoli di più, sottomettendosi a loro o obbedendo meglio ai loro ordini. Non è colpa del vessatore, se si comportano così: è perché sono stati maltrattati da piccoli… bisogna solo essere pazienti e sopportare, adeguarsi.

He’s such a complicated person. And now I have an insight as to why. A young man deprived of his adolescence, sexually abused by some evil Mrs. Robinson figure… no wonder he’s old before his time. My heart fills with sadness at the thought of what he must have been through.

Con un discorso di questo tipo si libera Grey di una grossa parte delle sue responsabilità e delle sue reazioni senza controllo, perché è Anastasia quella colpevole di non riuscire a comprenderlo abbastanza e lenire le sue ferite.

TL; DR:
Cinquanta Sfumature di Grigio è una storia tossica. Presentarlo al cinema per San Valentino è un’azione terrificante, perché anche se è una festività in cui il 99% della gente non crede (spero), resta il giorno degli innamorati: di conseguenza, si continuano a chiudere gli occhi di fronte a quella che è una romanticizzazione della violenza e degli abusi che ancora oggi più di una donna su cinque è destinata a subire. Mascherare le violenze con la kinkiness di una presunta relazione BDSM è offensivo e oltre a continuare a diffondere pregiudizi infondati sul mondo BDSM, mette a rischio quelle persone che, totalmente impreparate, si trovano di fronte ad un mondo che richiede disciplina e preparazione per evitare anche solo di procurare (o procurarsi) danni fisici.

È giustissimo che quel che leggiamo o guardiamo sia un fatto privato e personale, ma vorrei vedere aprirsi una discussione critica sugli aspetti controversi e diseducativi del film, insieme alla colossale operazione di marketing che viene portata avanti da mesi.

Ecco, se volete guardarvi un film sul BDSM meglio riuscito e più sottovalutato, guardate Secretary, che pur non essendo rappresentativo di tutta la comunità (in quanto i protagonisti hanno comunque dei traumi alle spalle) riesce a cogliere l’aspetto consensuale e mega-romantico di una relazione di questo tipo. In più anche qui c’è un Mr.Grey. Oserei dire: L’UNICO E SOLO.

tumblr_nhny70ETo01sy8k0ho1_1280

Qui avevamo parlato del libro, alla sua uscita.

Qui un’analisi complessiva, capitolo per capitolo.